Il blog di Jacopo sul Fatto Quotidiano
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Aggiornato: 25 min fa
Ven, 17/05/2013 - 14:24
E serve un partito nuovo che sappia far fronte all’emergenza sociale. Ci sono persone disperate che hanno bisogno di assistenza legale per opporsi a sfratti assurdi e altri soprusi. Sempre più persone, disabili e non, si rivolgono al Nuovo Comitato un Nobel per i Disabili, chiedendo aiuto per le questioni più disparate. Finora siamo riusciti a far fronte direttamente a questi casi difficili e spesso complessi, a volte è stato sufficiente parlare direttamente con sindaci ed enti pubblici per sbloccare situazioni apparentemente senza via d’uscita. In altri casi è stato necessario trovare un legale. Ma ora con le nostre sole forze non ce la facciamo più e lanciamo un appello: sei avvocato? Sei disposto a assistere una persona in difficoltà? Se ti rendi disponibile per questa attività di volontariato segnalati a gabriella@alcatraz.it e ti affideremo un caso nella tua zona, che seguiremo insieme a te. Oltre al problema degli sfratti abbiamo casi di stalking di vario tipo, persone che non riescono a far valere i propri diritti (ad esempio problemi pensionistici per disabili)… Si tratta di persone che non hanno nessuna dimestichezza con le questioni legali e quindi rischiano di perdere tutto quello a cui avrebbero diritto. Spesso è sufficiente ascoltare queste persone e aiutarle a capire cosa possono fare o a chi possono rivolgersi per risolvere questioni che rischiano di avere ripercussioni pesantissime. Per coprire i costi di queste azioni di soccorso civile apriamo anche una sottoscrizione: invia il tuo contributo a NUOVO COMITATO IL NOBEL PER I DISABILI ONLUS BONIFICO BANCARIO:
Intestato a Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili BANCA POPOLARE ETICA Codice Iban IT15L0501803000000000137020 Codice Bic CCRTIT2T84A VAGLIA POSTALE:
Beneficiario Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili Indirizzo Località Santa Cristina, 53 - 06024 Gubbio (Perugia) Grazie Partendo da questa necessità impellente mi sono messo a pensare a tutto quello che potrebbe fare un’organizzazione nazionale che decidesse di occuparsi concretamente della disperazione sociale supportando i tanti gruppi di volontariato che fanno miracoli ma sono isolati e dispersi. Sogno un partito che parta da questo. Il partito che io vorrei è un partito capace di organizzare innanzi tutto servizi di soccorso e solidale tipo questo. Il mondo del volontariato fa miracoli ma manca una struttura capace di valorizzare tutte le risorse disponibili sul piano nazionale. Sogno un partito capace di connettere e supportare con servizi centralizzati (legali, fiscali, pensionistici) i gruppi locali che si occupano di soccorso sociale. Oggi in Italia ad esempio non esiste un telefono verde al quale si possono risolvere le persone che vengono triturate da questo sistema demenziale. A volte basterebbe veramente poco… E non esiste un telefono verde che raccolga la disponibilità di volontari ad adottare situazioni difficili nella propria zona. Sogno un partito capace di mettere in rete le risorse del volontariato ed esserne cassa di risonanza. E sogno un partito capace di organizzare le risorse dell’economia alternativa. Molte famiglie stanno facendo fronte alla crisi organizzando gruppi d’acquisto, banche del tempo, convenzioni collettive per ottenere sconti e garanzie su servizi e prodotti. Ma anche qui le enorme potenzialità non trovano un soggetto capace di organizzarle. Ad esempio, non esiste una catalogo on line dei prodotti per i gruppi d’acquisto. E non esiste un servizio nazionale di contrattazione per organizzare gruppi d’acquisto per la telefonia cellulare, le auto, gli elettrodomestici,i servizi bancari e assicurativi. Non esiste un servizio che offra consulenze economiche familiari (verifica della correttezza dei contratti di mutuo ad esempio). Non esiste poi un coordinamento di tutte le risorse che vengono parzialmente intercettate dai gruppi che organizzano riciclo, riuso, recupero di alimenti vicini alla data di scadenza, mercati dell’usato e del baratto (vedi http://www.reoose.com/). Non esiste una struttura che organizzi corsi di formazione professionale e progetti nuove tipologie professionali, connetta la rete dei siti web etici ed ecologici, organizzi sistemi di scambio di pubblicità, cooperazione sui contenuti, raccolta di sponsor. Non esiste una struttura che aiuti le organizzazioni locali a preparare domande per i finanziamenti europei e fornisca assistenza legale e fiscale alle associazioni. Non esiste una struttura che certifichi e organizzi le ricerche di fondi per attività culturali e sociali. Ad esempio, le associazioni e cooperative etiche e sociali di Messina e Reggio Calabria si sono consorziate ottenendo da vari enti l’affitto di tetti dove hanno costruito impianti fotovoltaici con i quali ora finanziano le loro attività. Ci sono molti esempi di iniziative di eccellenza in Italia, ma restano casi sporadici proprio perché non esiste un partito capace di raccogliere queste esperienze e diffonderle. E il discorso fin qui fatto si potrebbe ripetere pari pari per quanto riguarda le centinaia di gruppi locali che lottano per la difesa del territorio o per bloccare progetti basati sullo spreco e l’irrazionalità. Non esiste neppure un indice di queste associazioni locali. E non esiste nessun ufficio di consulenza nazionale per aiutare questi gruppi a ottimizzare la propria lotta, suggerendo azioni legali, verifiche autorizzative e sui piani economici approvati dai comuni. E non esiste neppure un servizio nazionale che aiuti i gruppi locali ad effettuare reali controlli sui bilanci della pubblica amministrazione. Se voglio andare a controllare quel che fanno gli amministratori pubblici ci servono software appositi, parametri per scoprire subito dove si spende troppo eccetera… Serve un partito per fare questo perché sono necessarie idee, progettazioni, volontari, professionisti e molti soldi… Sogno un partito che si presenti alle elezioni DOPO aver dimostrato le proprie capacità di essere il partito della solidarietà. Un partito che selezioni i propri dirigenti e candidati non sulla loro capacità di parlare e convincere ma sulla loro capacità di organizzare e gestire iniziative che funzionano sul territorio. E se esistesse un partito che si occupasse di tutte queste iniziative non mi dispiacerebbe persino che prendesse finanziamenti pubblici… (Che ne pensano di questa proposta il Sel e il M5S?)
Mar, 14/05/2013 - 13:52
Come risparmiare miliardi e uscire dalla crisi imparando ad amare i batteri simbiotici. Storicamente la destra non si lava. Han cominciato nel 1100 a dire che fare immergersi nell’acqua è peccato. Una campagna reazionaria che aveva come obiettivo la chiusura dei bagni pubblici, luogo di allegra trasgressione erotica promiscua. Ce n’erano migliaia in Italia e tutti vi si recavano a fare il bagno, in grandi piscine calde, nudi. I papisti impiegarono due secoli a superare le resistenze degli igienisti. Poi arrivarono le grandi pestilenze, segnale che Dio apprezzava la sporcizia. Comunque fino al 1800 il non lavarsi restò uno status symbol dell’aristocrazia. Alla faccia delle favole, fare sesso con una principessa era uno schifo. Si salvava solo la gente nordeuropea; soprattutto gli scandinavi non si convinsero mai che Dio odiasse le saune. I progressisti sono sempre stati per lo più favorevoli all’igiene e dovettero pure lottare per convincere i medici conservatori a lavarsi le mani prima di medicare le ferite. I reazionari non volevano credere all’esistenza dei batteri. Poi è successo che quelli di destra ci hanno superato. Adesso non vogliono solo lavarsi: hanno alla fine dovuto accettare l’esistenza dei batteri e hanno quindi deciso che i microrganismi sono una razza inferiore, extracomunitaria, e che è necessario sterminarli. Io non so proprio perché i conservatori son sempre così violenti! In questi mesi alcune multinazionali del dolore stanno investendo milioni di euro per convincere gli italiani che nonostante la crisi economica devono comprare quantità industriali di detergenti super aggressivi e disinfettanti. Roba che il wc non si limitano a pulirlo. Te lo vaporizzano! E non c’è nessuna autorità militare o sanitaria che interviene contro questo abominio! Nessuna forza politica che si opponga a questo disastro, neanche la Fiom! Quindi ti chiedo di aiutarmi a far sapere in giro che questi sono completamente pazzi e più pericolosi del Mostro di Dusseldorf! Quel che a scuola si ostinano a non volerci insegnare è che noi non siamo individui singoli. Noi siamo cooperative che sopravvivono solo grazie all’appassionata e amorevole collaborazione di centinaia di diverse razze di batteri che svolgono funzioni essenziali. Questi batteri abitano dentro il nostro corpo, sulla nostra pelle e nella nostra casa e sono centinaia di miliardi. Ogni giorno queste creaturine meravigliose fronteggiano milioni di attacchi di fottutissimi virus e altre bestie sataniche stronze. Noi non ci rendiamo conto ma miliardi di batteri combattono e muoiono sui pavimenti, sulle maniglie delle porte, sui piatti, per difenderci. E lo fanno con estremo amore per noi. Solo una parte minima dei virus cattivi arriva a toccare il nostro sacro corpo. E lì incontrano altre centinai di miliardi di meravigliosi batteri che ci considerano il loro Dio e il loro pianeta, e li maciullano. Pochissimi aggressori giungono a superare questa seconda linea difensiva e riescono a penetrare dentro di noi. Ma anche lì son botte da orbi con i batteri dolcissimi che abitano DENTRO di noi. Quei pochi che riescono a superare questa terza linea difensiva devono fare poi i conti con il nostro fantastico sistema immunitario, che pure lui è bello tosto. Se veramente i detersivi riuscissero a uccidere il 99% dei batteri presenti nella nostra casa (come sostiene la fallace pubblicità) moriremmo in una settimana. L’igiene paranoica antibatterica causa ogni anno moltissimi malanni, sia perché abbassa la capacità difensiva del nostro ecosistema individuale, sia perché questi prodotti sono spesso tossici. E oltretutto danneggiano il nostro portafoglio: i detersivi e le medicine costano. Secondo i calcoli del professor Kreiskeip, noto economista e glottologo dell’Università di Edimburgo, gli italiani sprecano ogni anno più dell’Imu per crearsi danni igienici primari. Quindi, possiamo annoverare l’isterismo igienico tra le cause dello sconquasso del Sistema Italia. Va poi aggiunto che si è scoperto che i depressi smettono di lavarsi perché dopo 3 giorni si formano sulla pelle alcune colonie di batteri che si drogano con le droghe naturali prodotte dal nostro corpo. Per ottenere la loro dose di dopamina ballano insistentemente sulla pelle sollecitando in questo modo il sistema ormonale alla secrezione di dette droghe autoprodotte. Come risultato collaterale il depresso è un po’ meno depresso in quanto super dopaminato. Infatti non puoi essere veramente triste mentre 300 miliardi di batteri ballano il rock & roll su di te. Quindi, pulisci casa e lavati usando solo detergenti non aggressivi (puoi anche realizzarli a poco prezzo con bicarbonato e aceto). E già che ci siamo aggiungo che anche l’uso della spugna andrebbe abolito. Si risparmierebbero chilotoni di denaro e inoltre le spugne sono ricettacolo di microrganismi non simbiotici con noi. Gentaglia. Spendiamo soldi per tirarci in casa micropopolazioni potenzialmente ostili. Inoltre, insaponarsi con le mani, produce un salutare automassaggio, ed è pure maggiormente piacevole. Insaponarsi con la spugna è un modo per ridurre l’autocontatto che è una delle cose importanti nella vita; toccare il proprio corpo lavandosi aumenta la coscienza dello spazio che occupi e sullo stato della tua pelle e dei tuoi muscoli. Ascoltarsi fa bene ed è tranquillizzante. Insaponarsi con le mani è bello! I comunisti non sono sporchi, sono diversamente puliti.
Ven, 10/05/2013 - 15:43
Nella Carolina del Nord, Stati Uniti, gli alunni di una classe elementare di Durham, utilizzando la piattaforma online di crowdfunding Kickstarter, sono riusciti a finanziare l’installazione di 6 pannelli solari fotovoltaici sul tetto della scuola e di una microturbina eolica in giardino. In totale “i bambini” autoproducono 1 Kwh di energia elettrica rinnovabile. Solo per questo meriterebbero il 6 politico! Anche in Italia abbiamo fatto qualcosa di simile: nel 2011 i genitori degli studenti della Scuola Longhena di Bologna hanno finanziato i pannelli fotovoltaici sul tetto dell’istituto con un risparmio sulla bolletta energetica pagata dal comune compreso tra i 3.000 e i 4.000 euro all’anno. In Francia invece la Federazione nazionale Tennis raccoglie palline da tennis usate e le ricicla per costruire nuovi campi da gioco. Solo nel 2013 ne hanno già raccolte 900.000 e in estate costruiranno 10 nuovi campi da tennis. Avete in casa 40-50mila palline da tennis che non usate più? Potete farvi un campo di 100 mq gratis!!! Con 105 voti a favore e 44 contrari lo Stato del Connecticut, Usa, ha approvato il bando della vendita di oltre 100 tipi di fucili da guerra. Vietata anche la vendita dei maxi-caricatori con più di 10 colpi. Anche lo stato di New York e il Colorado hanno approvato regolamenti simili. Tutti dopo l’ennesima strage. A Palermo il 4 aprile il Comune ha votato a favore dell’acqua pubblica. L’Amap, l’ente che gestisce il servizio idrico integrato, passa da S.p.a ad Azienda speciale (ente di diritto pubblico). A Torino invece il Comune sta sperimentando il telelavoro. E’ la prima volta di un ente pubblico italiano. 20 le impiegate, tutte donne, coinvolte nella sperimentazione. Lavorano da casa via computer e si recano in ufficio un giorno alla settimana. Solo per i costi della mensa il comune risparmia qualcosa come 33mila euro all’anno. Nell’edizione 2013 della World’s Most Ethical (Wme) Companies, una classifica stilata dall’Ethisphere Institute, ente americano di ricerca sulle buone pratiche aziendali, per la prima volta compare anche un’azienda italiana: la Illy Caffè, premiata per la sostenibilità del prodotto e la responsabilità sociale aziendale. Grande Paolo! Direttore dell’ufficio vendite di un residence in costruzione a Lazzeretto, nel Comune di Cerreto Guidi, provincia di Firenze, qualche giorno fa ha colto in flagrante un ladro che stava rubando negli appartamenti. Lo ha bloccato e mentre aspettavano l’arrivo dei carabinieri il ladro ha raccontato la sua storia: 54enne di Pistoia, ex giardiniere oggi disoccupato, era alla ricerca di rame da rivendere per arrotondare i 250 euro di assegno mensile che riceveva. Paolo Pedrotti ha sporto denuncia contro l’uomo e poi gli ha offerto un lavoro come giardiniere. “Non appena mi contatterà, o lui o il suo avvocato, ci metteremo d’accordo per iniziare la collaborazione”. Per finire annunciamo che Bill Gates, quello di Microsoft, ha creato una borsa di studio da 100mila dollari per chi riuscirà a inventare il preservativo hi-tech del futuro. Dovrà avere una porta Usb. Da Cacao – Il quotidiano delle Buone Notizie Comiche di Jacopo Fo, Simone e Gabriella Canova, Maria Cristina Dalbosco.
Mar, 07/05/2013 - 11:00
Diversi su tutto sono d’accordo sulla via da seguire: aumentare il debito pubblico. Al di là delle enormi differenze tutti i progressisti pensano che dalla crisi si esca solo dando più soldi ai lavoratori, ai pensionati e ai disoccupati. Ovviamente su questo sono d’accordo anch’io. Ma il problema nasce quando bisogna capire dove si prendono i soldi. Le risposte sembrano differenti ma seguono la stessa filosofia: facciamo pagare più tasse ai ricchi e allentiamo i vincoli imposti dall’Europa al debito pubblico. In fondo ai discorsi arrivano anche ad accennare, di sfuggita, alla necessità di semplificare la burocrazia e far funzionare la macchina dello Stato. Non è che non sappiano che burocrazia e inefficienza costano all’Italia 140 miliardi di euro e altri 200 costano l’evasione fiscale e contribuiva e altri 130 l’incapacità di stroncare l’economia mafiosa. E altri 60 miliardi ci costa la corruzione. Ma non vedono il nesso tra efficienza dello Stato e lotta all’evasione fiscale e alla criminalità: non pensano che i problemi si risolvano con l’efficienza, loro pensano a leggi più dure. È questa forma mentis che impedisce di vedere da dove tocca iniziare ad affrontare i problemi. Non capiscono l’origine delle cose. Adesso pare siano tutti finalmente d’accordo sul tagliare i costi della politica e l’obbrobrio del finanziamento pubblico ai partiti. È la priorità dei leader e anche del popolo incazzato. Giusto tagliare questo sperpero osceno di denaro; ma il potere dei politici, il terreno dove la corruzione prolifera sono i costi della politica? I super stipendi e i super rimborsi elettorali non sono la causa ma l’effetto del modo in cui funziona la società italiana. Il cuore del problema sta nella burocrazia e nell’efficienza. I politici traggono potere dal fatto che se vuoi fare una risonanza magnetica alla svelta hai bisogno di una raccomandazione. La macchina dello Stato è un monumento al delirio disorganizzativo, alla lentezza, ai cavilli. Il primo prodotto che la politica vende ai cittadini è la necessità di inginocchiarsi ai loro piedi per ottenere qualunque cosa, dal posto di lavoro, all’autorizzazione amministrativa. La riforma più grande per l’Italia la si può fare in un giorno e non costa nulla: rendere pubbliche le liste di attesa per gli interventi chirurgici, le case popolari e tutto il resto e lo stato degli iter burocratici. Solo con la razionalizzazione della burocrazia e una macchina statale efficiente si stronca lo strapotere della Casta. Ma c’è un secondo motivo per cui i politici non vedono in cima alle loro priorità la lotta per l’efficienza. Nelle segreterie dei partiti e in parlamento siedono persone che nella stragrande maggioranza sono state selezionate sulla loro capacità di parlare, non sulla loro capacità di far funzionare le cose. Da sempre non sono i sindaci migliori ad arrivare ai vertici dei partiti. Ci sono eccezioni, come la Puppato del Pd che venne premiata da Grillo come sindaco a 5 stelle, o come il ministro Zanonato, unico sindaco di una grande città che sia stato capace di realizzare efficienza energetica… Ma sono eccezioni. Se la lotta politica uscisse dall’Olimpo delle chiacchiere e si vedesse chi è capace di produrre efficienza, troppa gente si troverebbe senza lavoro. E non a caso il Pd ha deciso di non basare la sua campagna elettorale sul racconto dei risultati che i suoi amministratori migliori hanno realizzato. Gente come Chiamparino, Cofferati, Renzi, Veltroni si sarebbero irritati a sentir parlare di milioni di euro risparmiati, di illuminazione stradale a led, di comuni che non pagano da tempo la bolletta elettrica grazie al fotovoltaico; loro che così poco hanno realizzato da sindaci avrebbero fatto una misera figura… Ma c’è una terza ragione che fa sì che i politici siano così poco entusiasti dell’efficienza delle istituzioni: una giustizia lenta e una burocrazia folle sono il modo migliore di tenere lontani dall’Italia gli investitori stranieri. Grazie a questa situazione l’economia italiana si è mantenuta dentro una bolla… E a lor signori va bene così. Ma sai che scocciatura se l’Italia si apre al mondo e ti arrivano degli stranieri ricchi e potenti che non sono abituati ai nostri riti amministrativi, a portare rispetto, a ricambiare i favori, a riconoscere il potere della Casta… Meglio restino a casa loro… Ma quel che manca ancora di più ai progressisti italiani è il senso del sogno: l’idea di quel che potrebbe essere l’Italia. Maurizio Fauri mi dice che un mister faceva allenare i calciatori in una piscina con 30 centimetri d’acqua. Così quando poi andavano in campo volavano. E Fauri aggiunge che se a noi italiani togliessero la burocrazia ci troveremmo a sbaragliare il resto del mondo, perché lavorare con la burocrazia italiana è come allenarsi in una piscina con l’acqua dentro. A parole anche Confindustria e Confartigianato condividono questo punto di vista, come molti progressisti, ma temo che si sia ancora lontani dalla coscienza di massa che la battaglia per l’efficienza sia la cosa più importante da fare. L’Italia è straricca! Siamo in crisi perché buttiamo via soldi e risorse. Ogni anno l’Italia perde più di 500 miliardi di euro. E ogni anno perdiamo centinaia di miliardi di Pil potenziale ucciso nella culla dal sistema dello spreco e della lentezza. Ci servono meno di 100 miliardi di euro per dare respiro agli italiani in difficoltà, migliorare i servizi, iniziare a ripagare il debito. Non abbiamo bisogno di aumentare il debito e neanche si aumentare le tasse a chi già le paga. Piantatela di asfissiarci con spaventose pippe teoriche: fate funzionare le cose!
Ven, 26/04/2013 - 09:31
C’è chi preferisce parlare di morte per cambiare il mondo. “La possibilità di tornare a sognare diventa fondante… Non solo tagli alle auto blu, riduzione delle tasse , tutto questo è necessario, ovviamente, ma che tutto questo faccia parte di un sogno… Le mafie … organizzano la loro vita sull’infelicità… Sono organizzazioni che moltiplicano l’addestramento all’infelicità… La realtà non si cambia. Se tu inizi a blaterare o sei un miliardario che se lo può permettere di giocare o sei un disperato che non è riuscito a ottenere quel che voleva e se ne sta lì a frignare…” Grazie Saviano! Veramente. Per la prima volta, di fronte al grande pubblico televisivo, è stato raccontato il sogno come strumento fondante del cambiamento. Oggi abbondano i visi incazzati di chi giustamente non sopporta l’infausto pasto della belva violenta che prevarica, umilia, affama, avvelena, uccide. Come si può biasimare chi nutre questa rabbia tremenda contro l’ingiustizia? Cos’altro è possibile se non odio verso chi violenta i bambini, le donne, la terra? Questi compagni hanno tutte le ragioni del mondo, tranne una: la rabbia è sterile, inutile. La rabbia cementa l’ingiustizia perché è fatta della stessa materia: paura e odio. La vendetta è inutile. L’unica vendetta possibile è il cambiamento. Perché un terzo degli italiani vota il partito osceno del bunga bunga? Ancora!!! Quale colla riesce ancora a far accettare a milioni di italiani la palese ingiustizia, il veleno quotidiano nelle strade e nel frigorifero, la ruberia più smaccata, la follia burocratica? Accettano perché nel loro panorama mentale non vedono altro. La mafia allena all’infelicità. Il potere ti ripete continuamente che questo, per quanto schifoso è l’unico mondo possibile. Per questo la gente alla fine vota ancora l’indecenza, compra ancora il fast food e l’amore annoiato. “C’è solo questo.” Ma la maggioranza di coloro che eroicamente si oppongono a questo scempio di vite vive di rabbia. Resta dentro questa rabbia. E così facendo confermano che esiste solo questo. Che un altro mondo non è possibile. Confermano la paura invece di innaffiare la speranza. Io conosco bene questa rabbia. La rispetto, perché è stata il mio pane quotidiano. Quando avevo 17 anni mia madre tornò a casa coperta di sangue e di bruciature di sigarette. Cosa fai quando sei un giovane comunista e vedi questo? Io entrai nell’Armata Rossa. Per un anno intero pensai solo alla vendetta. Avevo in testa solo l’idea di uccidere chi aveva fatto male alla mia mamma. Poi un giorno, forse una santa comunista, di quelle che vivono nel cielo dei martiri, mi mise una mano sulla testa. E mi resi conto che anche se ne avessi uccisi cento, mille, non avrei vendicato mia madre. L’unica vendetta possibile è dimostrare a queste anime uccise dalla paura, questi mostri che sguazzano nella loro infelicità, che un altro mondo è possibile ma non per loro, perché hanno perso la sensibilità alla vita. Cosa ci può essere di più duro che mostrare a un uomo che ha sprecato la sua unica possibilità di vivere? L’unico nostro possedimento è essere sensibili alla vita. E i torturatori uccidono ogni sensibilità praticando la tortura. Non gli resta niente! Niente. Per questo nel 1974, per fortuna prima di iniziare a sparare, ho lasciato la lotta armata. E lentamente, pensando fino a farmi ronzare la testa, sono riuscito a vedere che cosa volevo fare del mio odio. E ho capito che innanzi tutto volevo costruire dei pezzi del mio sogno, vederlo muoversi. Ho cominciato impastando il cemento e riparando il tetto di una casa sgarrupata. E ho continuato nei successivi 30 anni a costruire un posto dove la gente potesse sperimentare qualche cosa di completamente diverso: mangiare, ballare, studiare, incontrarsi in modo differente. E oggi stiamo costruendo una città verde dove sia possibile vivere rispettando la terra l’aria e se stessi. La mia vendetta è che oggi qui vengono migliaia di persone, e a volte sono persone convinte che la loro vita sia l’unica tristezza possibile. Un giorno abbiamo organizzato un seminario di 7 giorni per insegnare ai clown a far ridere i bambini negli ospedali. C’era Patch Adams, il clown sciamano, Miloud, il clown che a Bucarest insegna la giocoleria ai bambini che vivono nei cunicoli sotterranei, Cataria, il maestro indiano dello yoga della risata che organizza incontri di migliaia di persone che ridono tutte insieme. C’erano 300 persone sotto un gran tendone ad ascoltare schiere di comici. Abbiamo riso tanto. E non mi ricordo di aver mai pianto così tanto. Perché arrivavano questi clown dottori e ti raccontavano cosa vuol dire veder morire un bambino meraviglioso, un tempio di gentilezza. E c’erano 12 ragazzi di strada di Bucarest che uno per uno raccontarono la loro vita e avevano le braccia e le gambe disseminate di tagli che si erano fatti da soli per lenire la disperazione. E alla fine abbracciammo tutti, in un unico assembramento, una specie di testuggine abbracciante, Gabriella che aveva suo padre morente. E tutti piangemmo con lei abbracciati, e forse ognuno, lì, riuscì finalmente a piangere per il suo proprio intimo dolore. E io intravidi la possibilità di un mondo dove non si smette mai di cercare il dono del ridere con gli altri qualunque cosa succeda. Perché non è importante che muoriamo, è importante quando siamo vivi, che riusciamo a celebrare la vita. Non c’è niente di più importante del ridere e dell’amare. Mentre alla fine tutti stavano partendo arriva una signora: parcheggia, scende dalla macchina, incrocia parecchia gente che sta partendo, tutti la salutano e le sorridono. Lei arriva alla reception incazzatissima e mi urla: “Ma checcazzo è questa messa in scena che tutti mi salutano e mi sorridono? Chi pensate di prendere per il culo?” C’ha messo parecchie ore a capire che nessuno voleva prenderla in giro. Quel giorno ho vendicato un grammo di dolore di mia madre. brightcove.createExperiences(); Su questo argomento: Aumentiamo le tasse o i sogni?
Mer, 24/04/2013 - 13:07
Scena 1: più di 800 esaltati applaudono Napolitano che sta dicendo loro che sono una manica di incapaci sordi e tolleranti verso i ladroni. Stacco: presunti grillini assediano il ristorante dove Franceschini sta cenando. Grillo sale in ginocchio sull’auto, urla “Arrendetevi!” e poi scappa. Scena 2: Bersani si riferisce al Pd chiamandolo “La ditta”, gente che non conosce il valore delle parole. Barca nel suo documento propositivo per una nuova forma di partito usa la parola “catoblepismo”, a chi gli chiede perché risponde: magari qualcuno va a guardare il significato sul vocabolario. Il nuovo Pd sarà un partito che sa educare le masse? Stacco: Impazza il grillino espulso per indegnità di talk show. È al di sotto dell’anello di congiunzione tra la scimmia e il microonde. Lo fanno vedere in giro come un selvaggio pellerossa, attrazione nelle piazze romane del 1500. Il sottotesto è: ecco che animali hanno eletto nel M5S! Grillo non vuole che si facciano vedere in televisione perché sono replicanti subumani. Presunti grillini assediano Franceschini. Grillo sale in ginocchio sopra un’auto e urla “Arrendetevi!”. E poi scappa inseguito dai giornalisti perbene. Scena 3: Crocetta che ride delle battute di Berlusconi insieme a Violante. Bersani abbraccia Alfano. Gente che non ha idea del peso dei gesti. Scena 5: Flash Back. I parlamentari di Beppe Grillo, alla fine del discorso di Napolitano, non applaudono ma si alzano in piedi per rispetto verso le istituzioni. Stacco: grillini assediano Franceschini. Grillo in ginocchio scappa. Grillino espulso dà i numeri. Scena 6: lo spettro di Renzi a capo del governo dell’inciucio mi tiene sveglio la notte mentre la Gruber mi dice imperiosa: e ora dimmi il participio passato di ladrocinio! Merdaaa… giuro che l’avevo studiato! Scena 7: La Serracchiani vince in Friuli dopodiché chiede al consiglio nazionale del Pd: mi spiegate perché abbiamo detto no a Rodotà e sì a Berlusconi? Vorrei capirlo per poterlo spiegare in giro…Pd: Psico Dramma. Stacco: Grillo in ginocchio aggredisce Franceschini. L’espulso dal M5s: non mi amano solo perché non sono umano! Ho un leggero senso di nausea. Avevo detto che c’era l’80% di probabilità che si facesse un governo Bersani con l’appoggio esterno di Berlusconi. Sono stato ottimista. Perché ci salveremo (5 grammi di ottimismo, giusto per arrivare fino a sera) Per 50 anni l’Italia ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità perché eravamo l’ufficio affari sporchi dell’Occidente. Passavano dall’Italia i commerci contronatura tra Russia e Usa, tra Israele e i Paesi Arabi, tra Sud Africa e Inghilterra… I soldi delle mafie del mondo, i fondi neri, grigi e color marron nelle banche vaticane e di San Marino. Da noi l’insider trading è come il divieto di sosta. La nostra giustizia non funziona, con un cavillo o una prescrizione te la cavi sempre. Italia sportello dei Paradisi Fiscali, porta di servizio della Svizzera. Abbiamo vissuto alla grande. Tant’è che gli italiani sono il popolo del mondo che vive più a lungo! (teoricamente al pari dei giapponesi, ma loro vivono malissimo quindi non c’è paragone.) Poi è caduto il Muro di Berlino, è arrivata la globalizzazione. I Signori del Mondo non vogliono più che qualunque fanatico jihadista possa speculare sul crollo delle Torri Gemelle. I tedeschi non vogliono che esista un mercato chiuso sbarrato dai fili spinati della burocrazia. Come fai a venire a investire in Italia se ci metti 9 anni a sequestrare le proprietà di uno che non ti paga? Come fai ad aprire un supermercato in un ginepraio burocratico che solo se sei italiano puoi guadare? Perché abbiamo la burocrazia nei cromosomi e sappiamo come conviverci. I tedeschi dopo 3 mesi di pratiche impazziscono. I tedeschi trovano insopportabile perfino la loro burocrazia che se impiega 45 giorni per darti un permesso edilizio ti manda una lettera di scuse! Quindi ora ci saranno le riforme. Non perché il Pd e il Pdl le vogliano fare. Semplicemente: Napolitano non è un essere umano. È un cyborg tedesco con dentro una bomba ad alto potenziale. Avete visto come ha salito gli scalini dell’Altare della Patria e ha passato in rivista interi reparti di Granatieri di Sardegna con il colbacco come le guardie reali olandesi?Inquietante. Il governo inciucissimo farà le riforme (un minimo di riforme, tanto da diventare un paese europeo) perché lo vogliono i poteri forti, lo vuole confindustria, gli americani e la triade cinese. E se rompono i coglioni, Napolitano li raduna tutti in assemblea plenaria e si fa saltare in aria. Quindi forse ci salveremo, basterebbe avere per sei mesi un governo che faccia quel che hanno fatto i governi di destra del nord Europa: far funzionare lo Stato. In fondo non è poi chiedere tanto. Liberati dalla super corruzione, dalla super evasione fiscale, dalla super economia clientelare, dalla super burocrazia, gli italiani potrebbero fare miracoli. Siamo o non siamo il paese più bello del mondo?
Lun, 22/04/2013 - 12:45
Il M5s aveva ragione, alla fine ha vinto l’inciucio. Ma poteva esserci un altro finale… Il M5s aveva promesso che avrebbe aperto il Parlamento come una scatoletta di tonno e ci sta riuscendo. Bersani e la Bindi dimessi, la base del Pd che insorge contro Marini… Il Pd costretto a scegliere Prodi, che faceva parte della rosa di nomi votati dal M5s. E ora si vede chiaramente che buona parte del Pd non voleva il cambiamento, tant’è che hanno affondato Prodi. E ora avremo il governo dei 10 saggi della vergogna, lacrime e sangue, salvo Berlusconi, si bloccano le intercettazioni telefoniche, stop ai giudici, regali alla mafia dei colletti bianchi e macelleria sociale… Aveva ragione Grillo. Al mille per mille. Però, scusate, a me non fa piacere che Berlusconi saltelli felice con suoi capelli finti che hanno un’erezione. Dopo il terrore di vedere Prodi al governo, ce l’ha fatta un’altra volta. Che questa partita l’abbia vinta Grillo che ha dimostrato che volevano l’inciucio e l’ha vinta Berlusconi? Mi resta una domanda. Prodi ha ottenuto 395 voti, Rodotà 213 voti, che fanno un totale di 608 voti, cioè 104 di più di quelli necessari per vincere. Quindi per un’attimo si è potuto avere qualche cosa di meglio del governo dei 10 saggi cattivi. Ma il M5s non ha colto l’occasione. E forse ha ragione l’M5s a dire che tanto con questi politici non si sarebbe ottenuto nulla e che gli otto punti di Bersani erano solo una presa in giro. È una posizione rispettabile ma sinceramente non mi convince. La candidatura di Prodi era una vittoria colossale dei nuovi eletti del Pd usciti dalle primarie di Bersani e della base che è insorta contro Marini. In quel momento il vecchio Pd era morto. E hanno proposto Prodi proprio perché era nella rosa di nomi del M5s. Ma Grillo ha detto: non preoccupatevi! Pertini, il miglior presidente della storia d’Italia, è stato eletto alla sedicesima votazione. E ha dato modo ai renziani e ai dalemiani di fare il passo del cavallo, una mossa assurda, vergognosa. Ma sono riusciti a risorgere e hanno vinto loro e Berlusconi, uccidendo sul nascere la svolta del Pd. Grillo può dire l’avevamo detto, ma è stata una vittoria? Anch’io ho detto che c’era il rischio che succedesse quel che è successo, ma non mi sento per niente vittorioso. Anzi sto proprio male. Da secoli i progressisti si scontrano sulla domanda: è meglio un uovo oggi o una gallina domani? Nella nostra situazione, l’uovo era rappresentato da Prodi presidente e dagli otto punti di Bersani, che con un’abile trattativa si sarebbero potuti ampliare e migliorare. La gallina è invece la caduta della Casta, la successiva vittoria del M5s con il 51% dei voti e quindi l’apertura di una stagione di vere riforme. La prima domanda che mi faccio è: se non si interviene subito per dare respiro a milioni di famiglie che sono alla disperazione con un po’ di riforme concrete, cosa succede a queste famiglie? A che gli serve la gallina domani se intanto sono morti suicidati o le loro vite sono state distrutte? L’ipotesi gallina presenta poi un altro rischio: alla fine la gallina potresti non mangiartela tu, se la mangia il lupo. Quando ero un ragazzo ho visto finire nella cacca una grande rivoluzione. Da lì in poi ho preferito occuparmi di risolvere problemi piccoli, in modo tale che sei sicuro che almeno un piccolo risultato positivo lo ottieni. Per questo ho sempre lavorato nel volontariato. E ho verificato che nel piccolo puoi veramente combinare qualche cosa. Il tuo sforzo crea subito un beneficio per la persona che stai aiutando. Quindi io sono per mangiarsi l’uovo oggi. Ma, sperando di sbagliarmi, osservo anche che oggi il rischio che la gallina se la mangi il lupo è molto alto. Non scommetterei sul fatto che alle prossime elezioni il M5s aumenti i voti. E temo che invece sia Berlusconi a vincere. E non c’è dubbio che la causa di tutto questo sia solo la pervicace mostruosità della Casta che rapina l’Italia da sempre. E il M5s potrà ben dire che il cambiamento è naufragato per colpa di una banda di predoni impuniti, ma permettetemi di osservare che un tale tipo di ragionamento in Danimarca non potresti farlo (sì sono fissato con la Danimarca). Per loro è un modo di pensare inconcepibile, per via che sono luterani con forte influenza calvinista. Considerano centrale la parabola dei talenti. Dio ti dona una certa quantità di talenti e tu DEVI farli fruttare. Il tuo compito esistenziale è contribuire al completamento della Creazione sfruttando le tue potenzialità. Dal punto di vista di un cattolico se il lupo ti mangia la gallina tu non hai colpe: la colpa è del lupo che te l’ha mangiata. Per un luterano devi capire subito che esiste il Diavolo e che opererà contro di te. Non puoi dire: avrei allevato la gallina ma il Diavolo me lo ha impedito. Perché così facendo diresti una bestemmia. Se la tua fede in Dio è sufficientemente grande sarai in grado di mettere in conto l’esistenza di Satana, e sconfiggendolo dimostrerai la grandezza del disegno di Dio. Ma in Italia la maggioranza non la pensa così. È pieno di gente che si libera la coscienza dando la colpa agli altri. Alberto Sordi interpretava il ruolo di un tale che continuava a ripetere: “A me m’ha rovinato la guerra!” Siamo maestri di scuse. Gente che ha fatto morire dieci volte la nonna per scusare i propri ritardi. Abbiamo ancora qualche speranza? Sì. Ma al momento non saprei dire quale. Comunque siamo su questo mondo per stupirci.
Ven, 19/04/2013 - 14:08
Per la prima volta in vita mia ho l’impressione che il parere della gente conti qualche cosa. Mentre scrivo non so ancora se Prodi sarà il prossimo presidente della Repubblica. Comunque possiamo scrivere sul nostro diario che abbiamo vinto. Per la prima volta, dalla notte dei tempi, si vede una grande novità in politica: la gente. E dobbiamo certo ringraziare Grillo che ha innescato questo cambiamento. Quel che è successo è che quasi 20 milioni di italiani, la maggioranza dei votanti, hanno espresso in modo diverso il loro desiderio di cambiamento, votando Pd, Sel e 5 Stelle. Subito ci siamo resi conto però che si rischiava di bruciare questa occasione storica. E pareva proprio impossibile che nascesse un governo capace di fare le riforme. Bersani si rifiutava di fare una proposta di vero cambiamento al 5 Stelle, e il 5 Stelle pareva incapace di trattare, fermo sulla sua linea. E abbiamo avuto molta paura che questa situazione di stallo portasse alla fine al grande regalo per Berlusca: l’ennesimo governo dell’inciucio. E così stavano andando, irrimediabilmente le cose. Senonché qualche milione di elettori ha iniziato a rompere le palle al Pd e al 5 Stelle con un’opera di stalking ossessivo che non ha mai avuto precedenti. Milioni di elettori progressisti hanno detto in tutti i modi: vogliamo che vi mettiate d’accordo e che facciate le riforme. A un certo punto però ho smesso di vedere una qualche possibilità. Era chiaro che Bersani, pur di salvarsi era disposto all’inciucio e che Grillo si rifiutava di aprire un processo di mediazione, convinto di avere ancora di fronte il vecchio Pd degli apparati. Così è partita la candidatura delle larghe intese, decisa da B&B nottetempo: Marini. Eravamo avviliti. Era chiaro che lo spiraglio di cambiamento era chiuso. Finito. Ormai il M5S era fuori gioco, sfumata l’occasione di un’intesa possibile anche se difficile. L’unica speranza era che quel 75% di nuovi eletti al Parlamento, grazie alle primarie di Bersani, e quelle centinaia di amministratori che stanno praticando il cambiamento nei loro comuni, e le migliaia di militanti con le palle piene di accordi sottobanco, dimostrassero nei fatti che esiste un nuovo Pd, dentro la scorza della vecchia nomenclatura. Ma era solo l’ultima speranza. Quella roba che ti resta dentro perché è dura a morire. Poi, lentamente, abbiamo iniziato a sentire dei rumori strani in casa Pd. Dietro le mura delle sedi del partito stava succedendo qualche cosa. Poi un tweet, una mail, un sms, gente che spontaneamente si riversava di fronte al Parlamento. E poi ci si accorge che centinaia di sezioni sono state occupate, dai militanti, furibondi: “Avevate detto niente patti con Berlusconi!” E ci si è accorti che, fuor di dubbio, esiste finalmente, un nuovo Pd. E non si fa mettere i piedi in testa dalle vecchie logiche. E si è visto che ormai, la vecchia nomenclatura, non controlla più i voti dei parlamentari del Pd. E dice balle chi imputa la vittoria a Renzi… Che è più favorevole all’inciucio di Bersani… Renzi ha avuto l’astuzia di cavalcare la protesta… Ma si sono mossi tutti, bersaniani, renziani, giovani turchi, vecchi sovietici… Il Pd per la prima volta nella sua storia si è veramente unito… Forse è nato veramente solo ieri dicendo no alle vecchie ritualità delle poltrone. Contemporaneamente pare proprio che anche il M5S, subissato da uno speculare stalking della propria base, abbia cambiato linea, scegliendo un modo geniale di trattare: far votare alla propria base dei candidati alla presidenza in modo tale da aprire una trattativa nei fatti col Pd. Geniale il modo dal punto di vista tattico aver messo nella rosa dei votabili Prodi e Rodotà, cioè offrendo due nomi potabili per il Pd…. Un plauso a Grillo che si è reso conto che stava esagerando un po’ con la purezza… E ha saputo ascoltare gli umori della base del M5S e tradurli in un’azione tatticamente vincente. Una volta tanto c’è in Italia un leader capace di cambiare idea, bravo Beppe! Così nella serata di ieri, mentre il Pd è in fiamme, Santoro annuncia che, per voce di Roberta Lombardi, il M5S si dichiara possibilista sulla candidatura di Prodi… Un’altra mossa geniale. E stamattina il Pd si schiera su Prodi all’unanimità… (Rodotà non potevano sceglierlo per segnare il punto?…) Comunque è fatta: non avremo un presidente dell’inciucio. E a questo punto, sarebbe ovvio aspettarsi che il M5S e questo neonato Pd riescano a mettersi d’accordo su un governo dei sogni. Litigheranno, urleranno, si azzufferanno. Ma alla fine sanno che devono mettersi d’accordo. Perché sanno che è questo che vuole il popolo dei progressisti, gli elettori non stanno più alla finestra a guardare cosa fanno gli eletti. Te li trovi sotto casa la mattina che ti rompono i coglioni. E se non ti trovano vanno a scocciare tua zia che poi ti dice che se non fai il governo lei non ti fa più le torte di frutta e crema. Questa non è la democrazia diretta nordeuropea, con le piattaforme digitali per votare. È una roba all’italiana. Una cosa casa per casa, col pensionato con la minima che blocca Grillo e gli dice: ”Guarda io sono una testa di cazzo ma tu devi anche governare!” E poi gli mette amorevolmente le mani in faccia e gli prende il viso… (Avete mai visto D’Alema farsi mettere le mani sul viso da un vecchio elettore? Siamo alla mutazione antropologica dei politici.) Questa è la democrazia diretta del casa per casa, zia per zia. Cari amici del nuovo Pd e del M5S rassegnatevi, dovete mettervi d’accordo. È ora! Come ha detto Renzi, che ogni tanto dice qualche cosa di giusto anche lui, non possiamo più perdere tempo! L’Italia sta annegando! (E solo chi riesce a fare le riforme avrà ancora i ravioli di zucca della nonna. Perché non abbiamo dalla nostra parte solo le zie, anche le nonne vogliono le riforme.
Lun, 15/04/2013 - 07:13
Come uscire dalla crisi tagliando i ponti con i poveri di spirito. Milioni di italiani (ancora troppo pochi) hanno da tempo iniziato la rivoluzione degli stili di vita. Una rivoluzione silenziosa e pacifica. Tanto silenziosa che il resto degli italiani non se n’è accorto. E’ ora che cominciamo a dirlo. Ci sono persone preoccupate di cosa pensano gli altri. Persone che scelgono il modo di vestire, di parlare, le espressioni del viso, sulla base dell’effetto che hanno sugli altri: “Mi si nota di più se vado alla festa e sto in disparte o se non ci vado?” Persone che mentre ti parlano cercano di capire quanto ti hanno affascinato e trasformano subito il risultato in un punteggio che si annotano sul loro taccuino mentale. Esistono moltissime variazioni di questo modo di essere. Ci sono gli aggressivi, smaniosi di imporsi, che ti dicono in malo modo: “Io sono così, sono aggressivo! Sei capace di accettare che io ho un’altra modalità di comunicazione?” Ecco a queste persone possiamo iniziare a rispondere: “No. Se sei aggressivo mi stai aggredendo, il che mi dà fastidio. Quindi non avrò nessun rapporto con te perché sei un relé nevrotico e io frequento solo esseri umani.” Poi ci sono quelli che vogliono che tu li ascolti per ore mentre ti raccontano tutto il male che è capitato loro, con tanto di particolari disgustosi. E quelli che ti parlano male di tutti quelli che conoscono… E forse alle tue spalle parlano male pure di te. E ci sono quelli che ti vengono a raccontare che il tale ha detto che tu sei più stronzo di un venditore di bambole costruite con plastica avvelenata. E te lo dicono felici di dirti una cosa sgradevole. Ci godono… Ed è evidente che non hanno insultato quel tale che ha detto cattiverie su di te. No, erano lì che ascoltavano e godevano già all’idea di poterti raccontare quelle calunnie. Ecco, cancelliamo dalla lista delle persone con cui parlare anche questi. Io credo sia giunto il momento di dire a queste persone: “Sei di fuori come un balcone! Ti stai perdendo la vita, i rapporti umani, l’arte e l’amore perché stai troppo dietro al punteggio. Non ho niente da dirti”. E d’un sol colpo hai cancellato dalla tua vita i meschini, i rissosi, quelli che picchiano le donne, quelli che hanno sempre ragione loro, quelli che non ascoltano, quelli che vedono solo le cose negative, non sanno cooperare e non sognano. Iniziamo a fare pulizia nella nostra vita. Iniziamo a considerare che il nostro impegno politico inizia veramente dalla nostra capacità di rifiutare questi modelli di comportamento demenziali. Non ci sarà nessuna democrazia diretta, nessuno stato giusto, nessuna amministrazione pubblica efficiente se non si inizierà a buttar fuori dalla nostra vita i piccoli Berlusconi quotidiani. Molti dicono che la crisi economica attuale è in realtà una crisi di sistema: il vecchio Modello Italia non funziona più. Pochi portano questo discorso alle estreme conseguenze: il sistema di priorità che la maggioranza degli italiani ha nella testa è obbrobrioso. Questo è il fronte fondamentale della lotta per una società migliore. Tocca che iniziamo a dirlo. E bisogna pure chiederci: perché in questi anni dedicati a maturare una diversa idea della qualità della vita abbiamo dedicato così poco tempo a parlarne? Perché ci siamo accodati così spesso a movimenti sociali dominati da persone sprovviste del nostro stesso senso della qualità della vita? Credo che ci sia stata una sottovalutazione del problema. Ci siamo illusi che anche il resto della società stesse camminando nella stessa direzione. Beh… Rendiamoci conto che non era così. Oggi ci troviamo a essere e a pensare in modo etologicamente diverso. Oggi la distanza tra il nostro modo di vedere e quello della maggioranza è diventato abissale ed è necessario urlare a chi sta guardando da un’altra parte: “Aoooh! Stai andando a sbattere contro il muro!” È un atto di carità dal quale non possiamo esimerci. Il Web è uno spettacolare strumento per misurare questa distanza. Prendete una qualsiasi schermata di commenti a un qualunque blog di successo e avrete subito la prova oggettiva dell’esistenza di un popolo italico fermo a strutture mentali da antica Roma. Campioni dell’insulto, dello storpiare quel che leggono per poter criticare, portatori d’odio livido, gente che scrive immaginando di colpire il lettore non di comunicare un pensiero, gente che “tanto tutti sono ladri”, gente che non nutre nessuna speranza, per avarizia (nutrire una speranza costa… E poi chi è questa Speranza? Chi la conosce?!?). Ed è poi importante rendersi conto che queste persone, che vivono dentro il modello competizione, pessimismo e disprezzo hanno una percezione della realtà completamente diversa. Se non ne teniamo conto non riusciremo a costruire un’Italia migliore. Lei idee che hai in testa determinano quello che vedi. Esistono popolazioni che hanno una concezione dei colori diversa dalla nostra. Per questo distinguono facilmente alcuni colori che per noi sono uguali e non vedono alcune differenze cromatiche che per noi sono evidenti. Su questo argomento ho scritto una serie di articoli. Eccone alcuni. Sull’individualismo nevrotico e l’incapacità di vederci come parte di una collettività Le onde cerebrali stanno meglio in compagnia! Sui modelli mentali che rendono invisibili addirittura i sentimenti che una persona prova: Il taxista è innamorato Sulla scala di valori nella vita L’amore è rivoluzionario! Sui modelli esistenziali che non funzionano: Gli egoisti muoiono come mosche Il capitalismo è bugiardo! Lo stupratore è frigido
Gio, 11/04/2013 - 10:25
Evitiamo di continuare a richiamarci reciprocamente e a trovare occupato! Aiutami a tagliare 10 miliardi di euro di spreco. Subito! Con questo articolo lancio una grande campagna per le riforme fatte in casa. Iniziamo dalle questioni apparentemente piccole: le telefonate. Quante volte ti succede che mentre stai parlando con qualcuno cada la linea?…E cosa succede poi? Il caos italico tipico: entrambi i telefonatori si affannano a richiamare ed entrambi trovano occupato perché l’altra persona sta anch’essa richiamando. Poi entrambi aspettano qualche secondo, nel caso arrivi la telefonata dell’altra persona. Ma non arriva perché entrambi stanno aspettando. Poi non si resiste più e ci si richiama nuovamente in contemporanea ed è di nuovo occupato! Allora stabiliamo una regola universale: chi ha chiamato, se cade la comunicazione, richiama. Chi non ha chiamato NON richiama. Può sembrare una riforma da poco ma porterebbe a un risultato strepitoso: in Italia ci sono 50 milioni di telefonatori a cui mediamente cade la linea una volta al giorno. E ogni volta si perdono 5 minuti nel tentativo di richiamarsi. Fanno 250 milioni di minuti sprecati al giorno. Cioè 4 milioni 166 mila ore. Cioè 520.833 giornate lavorative sprecate al giorno. Fanno 189 milioni 583mila giornate lavorative all’anno. La paga media netta, secondo l’Istat è di 1.300 euro al mese (per 24 giornate lavorative) quindi di poco superiore a 54 euro al giorno. La moltiplicazione arriva a una cifra spaventosa: 10 miliardi 237 milioni 482 mila euro! Cioè più di tutta l’Imu messa assieme! Gente, è così che si combatte la crisi economica: mettendosi d’accordo su questioni elementari. Rilanciamo l’economia! Facciamo vedere ai politici che siamo capaci di cambiare anche senza di loro. Sarà di sprono e di minaccia! Probabilmente questo articolo verrà letto da 20mila persone. Che mediamente hanno 50 amici su Faceboock. Se 10.000 lo linkassero raggiungeremmo in un colpo solo mezzo milione di persone. E se un po’ di questi rilinciassero arriveremmo rapidamente a dire a 50 milioni di Italiani: se hai chiamato tu richiami tu. Se non hai chiamato tu NON richiami! P.s: E sulle scale mobili bisognerebbe stare tutti a destra, come succede nel resto del mondo. Così se uno ha fretta può correre sulle scale mobili usando la corsia libera sulla sinistra. Sono consuetudini sociali dure da capire ma se ci si riesce c’è vantaggio per tutti e la società funziona meglio. E non dimenticare di aderire al grande movimento ecologista dei Calzini Spaiati! I piccoli mutamenti fanno la storia.
Mar, 09/04/2013 - 16:07
Cos’è il Pd oggi? Cosa vuol fare? Non si capisce. È il partito delle centinaia di sindaci che amministrano bene e stanno realizzando una grandiosa rivoluzione delle ecotecnologie e dell’efficienza energetica? (Secondo il rapporto di Legambiente sui comuni italiani sono 400 quelli che si autoproducono l’energia elettrica)? Oppure è il partito che sostiene la Tav, gli inceneritori, e fa finta di non vedere gli scempi ecologici e gli avvelenamenti di centinaia di migliaia di persone? (Oltre a Taranto, ci sono Acerra, Gela eccetera, ma non se ne parla…) Il Pd è il partito della trasparenza o è il partito che ha fatto finta di non accorgersi della mega truffa del Cip6? (Con la quale il Parlamento ha girato 35 miliardi di euro, destinati alle fonti rinnovabili, agli impianti di produzione elettrica dal gas e dagli scarti del petrolio; soldi che continuiamo a pagare sulla bolletta elettrica, quotidianamente) È il partito dell’informazione libera o quello che ha sostenuto Berlusconi impedendo a Francesco di Stefano di ottenere (dal 1999 in poi) le frequenze per due reti tv? Continuo a incontrare amministratori del Pd veramente validi e innovativi e chiedo loro come mai il Pd non faccia dei loro successi una bandiera. Perché Bersani in campagna elettorale non ha raccontato delle eccellenze dentro il Pd? Quanti voti in più avrebbe preso se avesse mandato in televisione quelli che sono riusciti a cambiare il rapporto tra cittadini inventando forme di democrazia diretta, sistemi di solidarietà e cooperazione, economia alternativa, cultura, efficienza amministrativa… E perché non esiste un gruppo di lavoro che aiuta tutti i comuni governati dal Pd a replicare le esperienze di successo? Perché poi (mistero) tutti questi amministratori non sono riusciti a connettersi e diventare una forza rinnovatrice all’interno del partito? Quando vedo che alla direzione nazionale partecipano ancora persone come la Jervolino che ha contribuito ad affondare Napoli, mi sento male. E quanto è cambiato il Pd ora che il 70% degli eletti sono facce nuove, dopo che la Boldrini è alla presidenza della Camera e Grasso al Senato, dopo che D’Alema e Veltroni non si sono candidati? È un partito che vuole veramente superare i no del M5S o si vuole inciuciare con Berlusconi? Se fossi in Grillo, come ho più volte scritto, seguirei con decisione la linea della trattativa. Ma d’altra parte è indiscutibile che i tentativi di trattare da parte del Pd sono stati fino ad oggi molto inconsistenti. Perfino Berlusca è arrivato a capire che il vento è cambiato e ha presentato un programma che prevede l’abolizione dei rimborsi elettorali (!!!). Quel che pare non sia ancora del tutto chiaro ai vertici del Pd è che a questo giro non si possono salvare mettendo dei cerotti sulla voragine. Se il Pd non diventa un partito fino in fondo progressista e riformatore e fuori dagli intrighi di palazzo, non si salva. Cioè finisce sotto il 20%… Il Pd non può sopravvivere come forza politica primaria a un inciucio con B. Non può sopravvivere a elezioni anticipate. Non può sopravvivere se non riesce a far partire le riforme collaborando con il M5S. Se poi non esistono più che se ne fanno dei rimborsi elettorali? Grillo ha chiesto al Pd di rinunciate ai rimborsi elettorali come primo passo per aprire un dialogo. Bersani non ha ancora risposto. Il Pd vuole il dialogo? Ps: Il Partito che vorrei Vorrei un partito di gente onesta, che si dotasse di sistemi di trasparenza e di controllo degli eletti. Vorrei un partito nel quale la direzione nazionale si occupa innanzi tutto di fornire consulenza e formazione alle sezioni periferiche. Cioè vorrei un partito che se vuoi fermare uno scempio ambientale ti mette a disposizione un consulente alla comunicazione e un avvocato e ti mette in contatto con altri gruppi che stanno conducendo battaglie analoghe così da far rete. Vorrei un partito nel quale le sezioni locali sono gruppi di iniziativa politica ma anche centri di attività solidale, che stanno in mezzo alla gente e sono punto di riferimento anche umano. Una volta molte sezioni del Pci erano questo. Vorrei un partito collegato con un sindacato che mettesse al primo posto la difesa del potere d’acquisto dei lavoratori attraverso sistemi di gruppi d’acquisto. Vorrei un partito che agisse socialmente anche promuovendo il riuso, il riciclo, il baratto, cooperative per l’autocostruzione della prima casa, banche del tempo, finanza etica, condivisione. Vorrei un partito che appoggiasse lo sviluppo della cultura e dell’arte a partire dai gruppi locali amatoriali. Vorrei un partito che praticasse la democrazia diretta via web. Vorrei un partito che parlasse d’amore.
Dom, 07/04/2013 - 11:06
La politica è l’arte della trattativa. Ecco come il re di Danimarca salvò 8.329 ebrei. La storia della Danimarca non la insegnano a scuola perché i danesi sono più intelligenti degli italiani e i ministri dell’Istruzione non vogliono che si pensi che sono stati eletti solo perché gli italiani sono un po’ fessi. Che se erano in Danimarca non gli facevano fare manco i venditori di guanti per pinguini. I Danesi sono proprio diversi da noi, da sempre. Mentre nell’antica Roma le donne erano oggetti di proprietà del maschio più anziano della famiglia, i barbari danesi le rispettavano. E le camere delle ragazze erano munite di una porticina che dava sull’esterno per permettere ai giovanotti di passare la notte con le ragazze nubili… Se non erano incinte non potevano sposarsi… Quando i Papi cattolici decisero che lavarsi era peccato i danesi li mandarono a quel paese e continuarono a far la sauna, tutti nudi. Nel sud Europa la gente puzzava in modo indemoniato, in Scandinavia profumavano di betulla. Il che permise loro di evolversi aprendo il naso ai profumi e la mente alle idee. Spero che anche tu sia d’accordo sul fatto che se chiudi il naso per la puzza ti si chiude anche il cervello. Ecco, la mentalità italiana è figlia di secoli di puzza di ascelle putride. Si capisce quindi come mai quando i Papi (puzzoni pure loro) decisero che si poteva vendere il diritto di andare in paradiso anche agli assassini, agli stupratori e ai pedofili, i Danesi diventarono protestanti. I Danesi erano talmente evoluti che all’inizio del 1800 il re Friedrich VI distribuì la terra ai contadini, li liberò dalla servitù della gleba, incoraggiò la formazione di cooperative, rese la scuola obbligatoria fino a 14 anni e intraprese una decisa campagna di modernizzazione tecnologica, e tutti i contadini la domenica andavano a scuola per tutta la vita. Queste riforme radicali portarono a un’esplosione economica, civile e mentale. Quando la Danimarca fu invasa dai nazisti il popolo danese aveva un senso della cooperazione e della solidarietà unico. E un re che non era certo un Savoia. Christian X gestì la situazione sfruttando appieno una visione del mondo sapiente e illuminata. Innanzi tutto decise di firmare la resa immediatamente. A qualcuno sembrerà un gesto di vigliaccheria ma fu invece realismo: evitò il massacro del suo piccolo esercito. Dopodiché non fuggì in esilio come altri monarchi europei, ma restò al suo posto iniziando un’estenuante e irriducibile trattativa con l’esercito occupante e riuscendo a strappare grandi concessioni. Ad esempio, il parlamento danese continuò la sua attività. I nazisti capirono subito che il re aveva il totale appoggio della popolazione e che il fatto che i Danesi si fossero arresi non voleva dire che se si incazzavano non avrebbero potuto creare seri problemi. I Danesi dal canto loro iniziarono una durissima resistenza passiva. Simbolo di questa lotta era proprio Christian X, che ogni domenica usciva dal suo palazzo a cavallo per compiere una lunga passeggiata per Copenhagen. Era alto un metro e 98 centimetri e montava un cavallo enorme. Era sempre da solo, senza nessuna scorta e tutta la popolazione della città scendeva in strada facendo ala al suo passaggio. Una dimostrazione muta di determinazione e di compattezza. Divenne famoso il dialogo tra un ragazzo e un ufficiale nazista che disse: “Il vostro re è pazzo! Va in giro senza scorta.” E il ragazzo rispose: “Tutti i Danesi sono la sua scorta!” E quando i Tedeschi misero la bandiera nazista sul parlamento danese il re convocò il loro generale e disse: “Togliete la vostra bandiera dal nostro parlamento!” Il nazista si rifiutò. Il re disse: “Allora la toglierà un soldato danese.” E il generale: “Allora noi lo ammazzeremo.” E Christian X: “Dubito che lo farete, perché quel soldato sarò io.” E la bandiera fu ammainata. E quando i tedeschi imposero agli ebrei di portare cucita sui vestiti la stella di David il re la cucì anche sulla sua giacca. I tedeschi sentivano che non conveniva fare i duri con i Danesi. Allora provarono perfino a organizzare un partito nazista danese e a presentarsi alle elezioni, ma presero solo una manciata di voti. Quando poi, nel settembre del 1943, Christian X si rese conto che i nazisti stavano per catturare e deportare gli ebrei organizzò la loro fuga in massa, contemporaneamente in una notte. Li nascosero e organizzarono una flotta di pescherecci svedesi che li fece fuggire, finanziando questa gigantesca operazione logistica con una colletta effettuata in tutte le chiese del Paese. Degli 8.387 ebrei presenti in Danimarca ne vennero salvati 7.906, vennero catturati 481 ebrei, per lo più rifugiati da altri paesi e quindi sconosciuti ai danesi. Ma a questo punto il re non si arrese all’idea che quei 481 ebrei fossero ammazzati e iniziò una trattativa a oltranza con i nazisti. Riuscirono così addirittura a effettuare ispezioni nei campi dove gli ebrei danesi erano prigionieri, costringendo i nazisti a creare un campo nel quale le condizioni di vita erano meno disumane. La Croce Rossa danese poi riforniva regolarmente gli internati di cibo e vestiti. Contemporaneamente i nazisti inasprirono la loro occupazione insediando un governo fantoccio. Iniziò allora la resistenza basata su sabotaggi e scioperi. Tra l’altro il grosso della marina danese fuggì in Svezia, il resto delle navi furono affondate perché non potessero essere utilizzate dai nazisti. Molti danesi pagarono con la vita la loro resistenza non armata ai nazisti scrivendo pagine di grande eroismo. Il 2 aprile 1945 una colonna di mezzi danesi e svedesi, ventitré autobus, sei camion, una cucina da campo e tre auto, partirono per il campo di concentramento di Neuengamme, il 12 aprile raggiunsero il campo di Theresienstadt, in totale caricarono 423 ebrei che riportarono vivi in Danimarca. Alla fine della guerra degli 8.387 ebrei presenti in Danimarca al momento dell’occupazione 58 erano stati uccisi, 8.329 erano stati salvati. E la piccola Danimarca non aveva mai smesso di essere unaspina nel fianco dell’impero nazista. Trattare è quasi sempre utile. Perfino con i nazisti, figuriamoci col Pd.
Mar, 02/04/2013 - 13:42
Se non si fanno le riforme l’Italia ha chiuso. Ci sarà il cambiamento? Come? Non conosco un altro caso di un successo come quello del M5S, così grande e rapido. E non ho neppure notizia di un movimento politico che si sia suicidato tanto rapidamente. Evidendetemente gli amici del M5S non hanno letto “L’arte della guerra” di Sun Tzu, un manuale scritto circa 2.400 anni fa. Sun Tzu sostiene che per vincere una guerra è indispensabile saper dividere il nemico. E questo Grillo non è stato proprio capace di farlo: nel giro di un mese è riuscito a unire le forze che si oppongono al cambiamento e contemporaneamente ha spaccato in due gli elettori del M5S. E già i sondaggi registrano un diminuzione dei suoi consensi. Ma io credo che stia perdendo molto di più di quel che mostrano i sondaggi. Almeno a sentire la gente che conosco. Una fetta maggioritaria della base Pd premeva per il cambiamento e sarebbe stato possibile tirar fuori un governo con un programma decente. Ma a forza di insulti hanno spinto Bersani e Napolitano a percorrere un’altra via… La mossa dei 10 saggi è un modo nuovo per fare un governo Bersani (o simil Bersani) con il sostegno esterno, più o meno nascosto, di Lega e Pdl. Potevamo ottenere un vero cambiamento con un governo dei sogni alla siciliana, e ci ritroviamo in mano una cacca rimasticata. Grazie. Sarebbe da mettersi a piangere preconizzando il crollo alla cipriota, con una avvitamento talebano, endemica guerra per bande e la gente che non arriva a fine mese che si spara. O spara a qualcun altro. Cosa ci può salvare? Mi sforzo di essere ottimista (ma non è facile). A nostro favore abbiamo che l’economia italiana è troppo grande e il nostro crollo sarebbe un disastro mondiale… Abbiamo anche la più lunga e ricca tradizione cooperativa e il volontariato più attivo del mondo. Possibile che non riescano a coagularsi forze che impongano ‘ste benedette riforme? L’altro punto a favore è il fatto che il vecchio mondo è finito, i nuovi equilibri planetari non possono più tollerare che l’Italia sia un posto dove falso in bilancio e insider trading non sono reati penali e dove la giustizia che non funziona, la burocrazia psicotica e la corruzione corporativa, impediscono gli investimenti stranieri. Sinceramente suppongo che Obama stia facendo qualche telefonata tipo: “Caro Berlusca, hai rotto… C’ho un drone con un missile puntato sul tuo culo bianco, non fare più cazzate o ti incenerisco!” E secondo me B. fa tanto il gradasso ma non vuole sperimentare l’efficienza dell’aviazione americana. A favore del cambiamento c’è poi una parte dei poteri forti italici. Credo che non siano imbecilli e che l’abbiano capito che il banchetto della rapina al denaro dello Stato è finito e si rischiano le barricate. Dopo anni che fingono di volere le riforme non possono più far solo finta. O le riforme o la morte, nostra ma anche loro. Se le cose stanno così allora è anche possibile che dietro la manovra dei 10 saggi napolitani ci sia una sottile astuzia alla Sun Tzu. Potrebbe essere che Re Giorgio abbia scelto 10 componenti della vecchia nomenclatura soppesando bene i nomi in modo tale di ottenere un mix di personalità che siano realmente capaci di stilare un programma di riforme che forzi la mano ai loro rispettivi partiti. Gli uomini che incarnano le idee e gli schieramenti a volte fanno la differenza… Potrebbero sparigliare i giochi, permettere la fiducia a un governo simil Bersani e quindi dar vita a vere riforme vigilate dai poteri forti e dall’aviazione della Nato. L’ultimo elemento in questo tentativo di restare ottimisti è Bersani. Tutti lo danno per spacciato, e c’è chi aggiunge sardonico che Bersani è un perdente nato… Uno sfigato che fin dalla scuola tutti prendevano per il culo… In effetti gli è andata proprio male… Pareva certa la vittoria alla grande del centrosinistra, invece gli scoppia il M5S in faccia e si trova in un ingarbuglio pazzesco… Se non è sfiga questa! Bersani è uno che non ha mai vinto facile… Ma io credo che questo fatto di non essere mai stato un ragazzetto di successo sia il suo grande vantaggio. E lo dico perché anche a me a scuola tutti mi pigliavano per il culo. E so come ci si sente. Se non muori ti irrobustisci. Infatti, a ben guardare Bersani ha mostrato di avere coglioni da vendere: ha sfidato quell’elegantino di Renzi alle primarie, è riuscito a non far candidare i peggio bulletti della scuola (D’Alema e Veltroni) ha portato in parlamento il 70% di facce nuove, ha sostituito la Finocchiaro con Grasso (e non è stato facile). Ed è stato lì a prendere gli insulti del M5S senza mai perdere la brocca… E oggi l’unico modo che Bersani ha per uscire in piedi da questo casino è continuare a tessere la tela, dividere il nemico e riuscire a essere l’artefice del grande cambiamento italiano. E in effetti continua a ripetere: non sono ancora fuori dai giochi… Se riuscisse a mettere su un governo che fa le riforme spolperebbe in un colpo solo sia Renzi che Grillo. E smacchierebbe il giaguaro. Ma nessuna ipotesi super ottimista si realizzerà se non ci sarà un’azione forte da parte degli italiani di buona volontà che in questo mese non hanno smesso di spingere perché nascesse un governo possibile. Per ora non ci ha dato retta né il Pd (che non ha mai fatto proposte che non si potessero rifiutare) né il M5S. Ma credo che con l’aggravarsi della situazione questo popolo del buon senso potrebbe anche riuscire a prendere in mano la situazione e farsi sentire… Come non saprei ma la fantasia non ci fa difetto… Per approfondire il discorso vedi: Nuovo governo, perché Bersani ce la farà Viva Grillo! Viva Bersani! Un governo delle riforme è possibile! Amo Bersani. Lui mi ama? Abbassiamo i toni. È solo la fine del mondo
Gio, 28/03/2013 - 11:29
Ho finalmente capito dove sta il trucco. Grillo l’ha capito? A “Un giorno da pecora” Sabelli mi ha chiesto quante probabilità ha Bersani di ottenere la maggioranza. Ho risposto: il 2%. In trasmissione c’era il ministro della Sanità Balduzzi (in forza nel governo Monti) che ha dato a Bersani un 50%. Mi è parso strano. Poi come un flash back ho risentito una nota sorniona nascosta nelle parole che Balduzzi aveva appena pronunciato. E ho capito che non avevo capito niente…Ma per arrivarci ci ho messo un po’. All’inizio ho solo avuto la sensazione che il ministro sapesse qualche cosa che io non sapevo. Allora, appassionati del giallo, ecco la soluzione dell’enigma nascosto nella voce di Balduzzi. Apparentemente per Bersani non c’è alcuna possibilità. M5S, Pdl e Lega gli han detto di no. Quindi, o lascia a un altro, più gradito al M5S, oppure si va a elezioni. In entrambi i casi è politicamente finito. Se invece per la disperazione si allea con il Pdl è comunque finito e in più uccide pure il Pd che alle prossime elezioni prende il 12%. E questo l’han capito tutti. Ma Bersani sa una cosa che gli dà la forza di tentare l’impossibile. Si deve comunque arrivare a un governo, lo vuole la Confindustria, Napolitano e la maggioranza degli italiani. E se lui non ci riesce Napolitano incaricherà qualcuno un po’ più “a sinistra” e alla fine il M5S lo voterà, bene o male, come è stato per Grasso. Quindi oggi la vera alternativa è tra un governo Bersani e un governo simil Grasso. Anzi simil Boldrini. Ora io credo che non c’è niente che faccia più paura a Berlusconi di un governo con un Simil-Boldrini appoggiato dal M5S… Altro che cosacchi che abbeverano i loro cavalli da guerra nelle fontane del Vaticano…Rischierebbe l’ineleggibilità, la confisca delle tv e probabilmente l’arresto. Quindi gli conviene, eccome, far sì che Bersani abbia la fiducia… Ed ecco che si sente rumoreggiare da parte di Maroni frasi bofonchiate: potrebbero uscire al momento del voto per rendere possibile a Bersani di raggiungere la fiducia. A Bersani mancano una quindicina di voti…È sufficiente che votino a favore i 3 senatori a vita, che ci sia qualche assente del Pdl che fa abbassare i voti necessari per la maggioranza e qualche voto favorevole di “responsabili” della Lega e di qualche Grandi Autonomie e Libertà e il gioco è fatto. E si capisce anche perché Bersani era così sicuro e contento di sé nell’incontro con Lombardi e Crimi, trasmesso via streaming: più il M5S fa la faccia cattiva, più Berlusconi teme che riescano veramente a convincere Napolitano a girare l’incarico a un personaggio gradito al M5S (cioè un mostro per definizione). La cosa divertente è che tutti possono uscirne facendo finta di aver vinto. Il Pdl e la Lega piangeranno commossi dal proprio sacrificio: pur di salvare l’Italia hanno votato per il nemico! Un segno di generosità inusitata per il quale otterranno qualche contentino sottobanco. E magari la Lega ci guadagnerà pure un po’ di autonomia regionale in più da mostrare ai suoi elettori…In fondo l’autonomia piace al PD più di quanto piacesse a Berlusconi. Bersani potrà dire che, alla faccia di Grillo, c’è riuscito e da “Morto che cammina” diventerà “Eroe del Popolo”. E il M5S potrà vantarsi di aver mantenuto la parola data continuando a insultare Bersani che alla fine si è fatto aiutare dal Pdl, come avevano previsto… E anche noi, che abbiamo sostenuto la linea della trattativa, potremmo dire che siamo riusciti a ottenere una forma di mediazione che ha fatto nascere il governo. Ma non lo diremo perché non è vero. Abbiamo perso questa battaglia. Credo che in questa situazione un pateracchio che galleggia sia meglio di niente. Alla fin fine Bersani un po’ di riforme le farà, alla siciliana, con l’appoggio legge per legge del M5S… Ma non sarà il “Governo dei sogni” che sarebbe potuto nascere se ci avessero dato retta…Il Governo dei Sogni non è nato perché non conveniva che nascesse né al Pd né al M5S, per mere questioni di consenso. Peccato. Gli italiani hanno perso un’occasione. Ovviamente in politica le certezze non esistono… Ma oggi valuto la probabilità della fiducia a Bersani all’80%.
Gio, 21/03/2013 - 10:20
Sogno qualche cosa di completamente diverso. Perché non voglio solo un mondo migliore, lo voglio meraviglioso! Sogno qualche cosa di completamente diverso che per fortuna inizia a esistere. Grazie a tre eroi clown, Davide Staunovo Polacco, Mattia Trivellone e Daniela Trenti puoi vedere il film su Mockus, il sindaco di Bogotà, sottotitolato in Italiano. Mockus è un professore che riesce a diventare sindaco e ridurre del 70% il numero dei morti ammazzati mettendo i clown ai semafori, organizzando assemblee di vittime della violenza, che prima di raccontare quel che hanno subito disegnano il volto dell’aggressore sopra un palloncino e poi lo fanno scoppiare. Ma non si occupa solo delle vittime: crea anche il telefono azzurro per i mariti violenti: “Sei geloso? Tua moglie ti tradisce? Prima di ammazzarla, telefonaci!” Questo video è molto importante perché ci mostra come nella pratica, compiendo gesti comici e continuando a sorridere si può fare molto di più che gestire onestamente la cosa pubblica (che comunque in Italia sarebbe già un risultato strepitoso!). La filosofia della spinta gentile, della comicoterapia, dell’inclusione, della pietà e dell’amore ha una potenza immensa. Ma ancora nel panorama politico italiano non si vede niente del genere. Non si vedono persone modeste, ben consce dei limiti della nostra forza e delle nostre capacità. La scena politica è invasa da uomini veri e donne d’acciaio. Tutta questa logica dello scontro frontale, tutti questi discorsi urlati, tutti i commenti paranoici sul web e questa gente convinta di avere più ragione di Gesù Bambino… Tutta questa roba non mi piace. È pieno di gente che ha in testa grandi piani di battaglia, complicati, lunghi, gente che per raggiungere l’obiettivo ti chiede di avere fede per anni. Gente che non riesce a far niente oggi, per qualcuno che sta a pezzi, perché ha sempre qualche cosa di più importante da fare. Gente che sorridere gli fa fatica, gente che ha la schiena di vetro e non può chinarsi a tirar su un bambino che è caduto per terra. Gente che conosce tutte le parole difficili. Gente che parla con eleganza e poi non fa un bel niente. Che palle! E mentre siamo qui a pregare che facciano un benedetto accordo e non buttino nel cesso la possibilità di riformare questo Paese, per le loro cacche di posizioni di principio, per le loro strategie tristi… In questo momento… Mi sembra essenziale dire che esiste un altro modo di intendere il mondo e la vita e che c’è ancora molta strada da fare per arrivare a una pratica politica in mezzo alla gente. Scendete dalle nuvole delle teorie. Il mondo si cambia praticando altri stili di vita, comprando altri prodotti, festeggiando la vita in altre maniere, costruendo collaborazione e cooperazione tra gli uomini e le donne di buona volontà, valorizzando il potere della gente (voti ogni volta che fai la spesa). E io tutto questo in politica ancora non lo trovo. Lo trovo quando vado in giro per l’Italia a recitare, nelle mille iniziative, nei pezzetti di economia sensata, dai gruppi d’acquisto, alle cooperative sociali che praticano il riuso e il riciclo, iniziative che migliorano la vita di tanta gente. Su Mockus e la filosofia della spinta gentile vedi anche questa lezione all’interno del corso di Yoga Demenziale
Dom, 17/03/2013 - 16:21
Ma non stare a guardare!!! Datti da fare! L’elezione di Grasso alla presidenza del Senato dimostra che abbiamo avuto ragione a spingere in ogni modo verso una convergenza tra Pd e M5S su obiettivi concreti e persone di valore. Alla fine Bersani ha capito che se accettava il cambiamento, poteva ottenere i voti che servivano per evitare Schifani (un nome una missione) alla presidenza del Senato. Dal primo giorno dopo le elezioni in moltissimi stiamo spingendo in questa direzione. A causa della mia sovraesposizione televisiva, la gente mi riconosce per strada e molti mi fermano per dirmi la stessa cosa: “Devono mettersi d’accordo, non c’è tempo da perdere, sennò l’Italia affonda”. Alcuni senatori siciliani del M5S lo hanno detto chiaro: ‘se permettiamo che eleggano Schifani invece di Grasso quando torniamo a casa ci fanno il mazzo‘. Io credo che in tutta Italia, in questo momento, ci sono alcuni milioni di persone che stanno rompendo i coglioni casa per casa a chiunque conti qualche cosa nel Pd o nel M5S. E se non arrivano a qualcuno del Pd o del M5S vanno a rompere i coglioni alle loro zie: “Dillo a tuo nipote che non ce la facciamo più! Che abbiamo bisogno che si cambi qualche cosa perché stiamo annegando!” È un movimento di popolo che sta scatenando una pressione potente. Non pensare che per Bersani sia stato facile sostituire la Finocchiaro con Grasso: son state botte da orbi, minacce e grida, ha rischiato la scissione del Pd. Ma alla fine c’è riuscito proprio grazie al fatto che se uno ascolta minimamente quel che gli elettori stanno gridando in tutta Italia, alla fine capisce che non esiste un’altra possibilità. Questo scrivevo ieri sera, subito dopo la notizia dell’elezione di Grasso. Il Fatto Quotidiano on line riferiva che Casaleggio aveva telefonato ai senatori del M5S riuniti in conclave per proporre la libertà di voto… Quindi aprendo la possibilità all’elezione di Grasso. Stamattina apro il pc e leggo sul Il Fatto che Grillo si è incazzato e addirittura chiede pubblica confessione e dimissioni dei votanti per Grasso. Opperbacco! Ma come? Ieri sera dichiara giustamente che solo grazie al M5S sono stati eletti due presidenti di Camera e Senato fuori dagli apparati e stamattina fa dietrofront? Che succede? È solo un colpo teatrale utile per alzare la posta nella trattativa con Bersani? Oppure veramente Grillo non vuole veder nascere un governo di convergenza con il Pd? Vuole veramente che si torni a votare? Non capisce che in questo caso rischia di perdere il sostegno della metà dei suoi elettori? Gente che vuole assolutamente che non si sprechi la possibilità delle riforme… Ma leggendo attentamente il comunicato di Grillo sul suo blog si scopre che il testo è molto ambiguo. I Senatori M5S che hanno votato Grasso devono dimettersi oppure è sufficiente che dichiarino pubblicamente di averlo votato? Le parole contano e Grillo scrive molto bene… Io non credo che Grillo sia stupido e non credo che Bersani sia stupido. Quindi insisto ancor di più su quello che stiamo dicendo; il Pd deve fare una proposta che il M5S non può rifiutare: un governo con un premier che sia una persona di grande valore fuori dai partiti, e un programma dettagliato che vada anche al di là dei punti fin’ora proposti da entrambi gli schieramenti… Ci sono tante piccole leggi che non sono elencate in nessun programma ma che avrebbero un impatto straordinario e immediato sulla nostra economia. Ad esempio adottare per il processo civile la procedura delle cause di lavoro, che è estremamente più rapida e permetterebbe alle aziende che stanno chiudendo, perché non riescono a farsi pagare le fatture, di avere giustizia in tempi rapidi (vedi qui le nostre proposte). E insieme a una super lenzuolata di riforme essenziali ci dovrebbe essere anche un calendario che specifica entro quanti giorni verranno approvate. Se Bersani facesse così io credo che Grillo accetterebbe di dare in qualche modo la fiducia. E se Grillo alla fine restasse rigido sulla posizione del gran rifiuto (PD=PD-L. Schifani=Grasso) allora una parte dei senatori del M5S dimostrerebbe di avere più buon senso di lui. Ma io non credo che Beppe sia tanto sciocco da voler spaccare il suo movimento. Credo, comunque, che siamo sul filo di lana… E che nei prossimi giorni sarà determinante quello che fai personalmente tu. Questa mediazione non la si fa nel palazzo, la fanno gli elettori del Pd, di Sel e del M5S che devono farsi sentire, casa per casa, zia per zia. Dobbiamo far loro sapere che li abbiamo votati perché evitino il tracollo dell’Italia e perché mettano in pratica quel cambiamento di cui parlano da anni. Devono sentire che sono circondati da un popolo che vuole le riforme subito, no altre elezioni col rischio che rivinca B.. Non sarà per niente facile ma è l’unica possibilità che hai di vedere un’Italia nuova. Te lo meriti, ne hai diritto. Ma non te la regala nessuno, te la devi prendere! Zia per zia. ——– Le calunnie contro Grasso Sento blaterare in giro che Grasso è un tipo ambiguo perché ha addirittura chiesto che Berlusconi riceva una medaglia per il suo impegno contro la mafia. Come al solito travolti da un tifo da stadio, si prendono alcune parole da un discorso e le si riferisce falsificandone il senso. Grasso era capo dell’Antimafia e parlava mentre stava trattando con Maroni sulle misure antimafia. Inoltre gli intervistatori, quei giovani rissosi de ‘La Zanzara’ (Parenzo e Cruciani) che ironicamente giocano a provocarlo e a mettergli in bocca la frase, insistendo: “Ma lei glielo darebbe un premio a Berlusconi!” Grasso risponde che, in effetti, per quanto riguarda le leggi che erano state approvate, che hanno permesso il sequestro di enormi beni alla mafia, si poteva dare la medaglia a Berlusconi. Ma poi aggiunge che avevano chiesto anche una serie di altri provvedimenti per rendere efficiente la lotta alla mafia ma su quelli “stiamo ancora aspettando”. Rispettare le idee che stai criticando è il primo passo verso una coscienza democratico e civile. Questo è il testo trascritto. (Zanzara): I governi italiani hanno sempre detto che noi abbiamo fatto tantissimo per la lotta contro la mafia, ma al governo Berlusconi lei darebbe un premio speciale per la lotta antimafia? Grasso: “Devo dire onestamente che abbiamo avuto una legislazione che ci aiutato per la confisca dei beni, nel momento in cui io dissi al Ministro della giustizia Alfano che Falcone nel creare la direzione distrettuale antimafia, la procura nazionale antimafia che io dirigo aveva omesso d’inserire la legge Rognoni/La Torre che sequestra i beni ai mafiosi tra le competenze distrettuali antimafia. Adesso le indagini che fanno gli specialisti della direzione antimafia vengono utilizzate anche per sequestrare e confiscare i beni” (Zanzara): Direi che ha fatto bene Grasso: “Questo ha fatto salire moltissimo i beni sequestrati che sono arrivati in 3 anni e mezzo a qualcosa come 40 miliardi di beni” (Zanzara): Quindi premio speciale ad Alfano e Berlusconi, può sembrare una battuta ma non è così. Grasso: “No no è così” (Zanzara): Quindi Grasso due punti premio speciale ad Alfano e Berlusconi per la lotta contro la mafia Grasso: “Su questo lato si” (Zanzara): E su altri punti cosa diciamo? Grasso: “Su altre cose le avevamo chieste per poter avere ulteriori strumenti come l’autoriciclaggio, le norme sulla corruzione, l’aggravamento dei reati fiscali” (Zanzara): Si ma quindi per questo aspetto il premio a Berlusconi glielo da? Grasso: “Su questo aspetto si, per il resto ancora aspettiamo”
Ven, 15/03/2013 - 14:42
Pd e M5S parlano lingue diverse… Serve un traduttore e tu conosci entrambi i linguaggi. Se si vuole arrivare a collaborare in qualche modo con il M5S è necessario che qualcuno nel Pd inizi a parlare nella loro lingua… Il Pd ha fatto 8 buone proposte, che in realtà sono molte di più se si ha la pazienza di andarsele a leggere, ma evidentemente non sono sufficientemente appetibili per M5S. Santoro ha provato a proporre un governo di grandi personalità fuori dai partiti ma anche questa idea ha ricevuto una risposta negativa dal M5S. Noi crediamo che il M5S aprirebbe spiragli di trattativa solo se si presentasse un programma dettagliato, con un calendario preciso di voto in Parlamento, per i disegni di legge. E sarebbe necessario che questo programma fosse veramente innovativo. Il nostro tentativo in queste due settimane è stato quello di interpellare esperti di vari settori per ampliare una proposta di programma possibile per un governo possibile. Gli 8 punti di Bersani e ai 20 punti di M5S vertono sui grandi temi. Ma ci sono molte piccole leggi banali, basate sul buon senso, che si potrebbero approvare subito, sono a costo zero e produrrebbero immediatamente risparmi per lo Stato, ossigeno per l’economia e nuovi posti di lavoro. Parliamo ad esempio di leggi che accorcerebbero radicalmente i tempi del processo civile, dando fiato alle piccole aziende che non riescono a incassare i loro crediti se non dopo anni. Leggi che libererebbero fondi che potrebbero andare alla finanza etica e al microcredito, e provvedimenti che darebbero maggiori garanzie ai consumatori portando a risparmi per le famiglie. Si tratta di leggi “piccole” che restano sempre fuori dalle priorità dei partiti, ma che in pratica produrrebbero vantaggi economici concretamente superiori a punti di programma di grande interesse etico e culturale come l’indispensabile taglio alle spese della politica e delle armi (qui il riassunto, qui documento completo). E sicuramente queste microriforme (sostanziali) desterebbero l’entusiasmo di milioni di italiani che vedrebbero realizzato il sogno di vivere in una nazione normale. Riforme possibili che renderebbero ancor più appetibile per tutti, organizzazioni politiche progressiste e cittadini, la realizzazione di un qualche tipo di accordo. Ci piacerebbe che su queste soluzioni pratiche “dei problemi secondari” si aprisse un dibattito, si trovassero altre soluzioni possibili e largamente condivise dai nostri concittadini, creando una piattaforma web che diventi contenitore e luogo di sviluppo di idee. Crediamo che tu, cara Puppato, rappresenti l’anima del Pd più vicina a questo modo pratico di ragionare e di trovare una convergenza, visto che anche tu hai avanzato la proposta di trovare punti di intesa anche aprendo una discussione fuori dagli spazi tradizionali della politica, sul web, coinvolgendo direttamente i cittadini nella formulazione di un programma. Questo perché tu provieni da un’esperienza pratica, come sindaco, nella quale hai dimostrato di saper gestire la concretezza, arrivando tra l’altro ad ottenere il riconoscimento proprio dal blog di Grillo, come primo Comune e 5 Stelle*. Quindi chi meglio di te potrebbe costruire una piazza dove discutere pubblicamente sulle leggi immediatamente indispensabili per evitare il collasso nazionale? Le proposte che abbiamo finora raccolto potrebbero essere un punto di inizio di questa discussione insieme ad altre raccolte da te, e potresti aprire uno spazio di dibattito, che, vista la tua posizione, potrebbe coinvolgere sia molti aderenti al Pd e al Sel che cittadini non schierati. E potrebbe anche essere considerato dal M5S uno spazio dove sia accettabile aprire un dialogo. Noi continuiamo a credere che non riuscire a costruire un governo che attui di corsa le riforme indispensabili sarebbe gravissimo e speriamo di riuscire a collaborare con te e tutti gli italiani che sono consci dello stato di pericolo che stiamo attraversando. Possiamo riuscirci, perché non possiamo non riuscirci. Ma il tempo stringe. *Il comune di Montebelluna, amministrato da Laura Puppato ha ricevuto anche il “Leone dell’Innovazione” dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani e il Premio Qualità delle amministrazioni pubbliche. Il blog di Laura Puppato su ilfattoquotidiano.it
Mer, 13/03/2013 - 17:08
Ecco un piano dettagliato di riforme concrete, banali e dimenticate (ma abbiamo bisogno di te: dai una possibilità al cambiamento!) Il M5S continua a ripetere che non darà la fiducia né a un governo Pd né a un governo tecnico di grandi personalità. Eppure crediamo che ci sia qualche spiraglio per una collaborazione su obiettivi concreti. Ma per arrivare a un governo di idee e a una collaborazione sui fatti il Pd deve uscire dall’ambiguità degli otto punti e deve accettare di confrontarsi con il M5S, o sfidarlo, se il verbo vi sembra più consono alla situazione, fuori dalle ritualità inciuciose dei vecchi schemi. Subito dopo le elezioni abbiamo lanciato una proposta che va in questa direzione. Siamo partiti dall’idea che un accordo ci può essere solo su un governo che non si basi né sui partiti, né sulle persone, ma su un programma una volta tanto dettagliato, concreto, efficace. Niente liste di mere intenzioni che allontanano soluzioni e diluiscono le idee in chiacchiere. Non è tempo di chiacchiere. Un programma dettagliato vuol dire un documento che indichi in modo chiaro che cosa si vuol fare con l’impegno a mettere ai voti in Parlamento quel preciso articolo di legge, entro un certo tempo. Un accordo che contenga già i testi delle leggi da approvare, perché è essenziale come lo scrivi l’articolo di legge, è lì che può scattare l’inefficienza in pratica! La prima cosa che bisogna fare per dare un minimo di dignità ad una trattativa è mettere sul tavolo un’offerta chiara e certa, anche nei tempi di approvazione, una lista di intenti non basta, non è credibile. Del resto visto fino ad oggi nessuno ha proposto al M5S qualcosa del genere, con un calendario e un impegno vincolante, non si può onestamente dire che l’M5S abbia rifiutato tutte le proposte. In questi 10 giorni abbiamo preso decine di contatti con grandissimi specialisti di vari settori, e abbiamo chiesto loro: quali sono le leggi più urgenti necessarie per far uscire dalla palude questo Paese? In tanti ci hanno risposto e in tanti stanno lavorando per darci i loro progetti concreti, semplici, leggibili, applicabili. Sono venute fuori alcune proposte di leggi semplicissime, addirittura banali, che sono condivisibili da chiunque perché basate sul buon senso. Non ci siamo messi a lavorare sulle grandi questioni politiche, le lasciamo alla trattativa tra i due schieramenti (province, spese della politica, spese militari, corruzione…). Ma le proposte di legge che son venute fuori non sono meno importanti. Avrebbero un impatto sull’economia italiana enorme, addirittura più grande dei punti cruciali sui quali la discussione è oggi incentrata. Si toccano tutti i settori, dall’energia ai rifiuti, dai controlli alimentari alla velocizzazione dei processi civili, dalla contrattazione di massa al microcredito. L’avvocato Marco Marchetti, docente e consulente legale di amministrazioni pubbliche, propone ad esempio di andare in soccorso delle centinaia di migliaia di piccole e medie imprese strangolate perché non riescono a incassare i propri crediti, e che si impaludano nelle cause civili che durano anni, spesso con opposizioni pretestuose o finalizzate solo a guadagnare tempo (e spesso con sentenze che arrivano quando non c’è più nulla da fare). La questione è colossale anche perché gli imprenditori stranieri non vengono certo a investire in Italia quando possono fare impresa in stati dove se non paghi dopo tre mesi sei già stato condannato e pignorato! Basterebbe una legge di una riga o poco più per modificare lo svolgimento macchinoso del processo civile rendendolo veloce e rendendo obbligatori istituti che già esistono, come il processo di cognizione sommario, o dando al giudice la facoltà di utilizzare quello schema ogni volta che lo ritiene opportuno per la semplicità di un accertamento. Oppure si potrebbe rendere obbligatorio il ricorso ad un accertamento tecnico preventivo in tutti i casi in cui si tratta solo di verificare un credito derivante da un contratto o da atto illecito. Contrarre le fasi di un processo, come nel processo del lavoro, con libertà dei giudici di sentire i testi su ciò che egli ritiene utile, e poi via per una decisione veloce. Non sarebbe una riforma da poco, considerato quello che succede adesso. Un miracolo che darebbe da subito ossigeno a imprese che stanno fallendo soffocate dalle scartoffie e dai rinvii e che salverebbe migliaia di posti di lavoro, restituendo certezze e dignità al nostro sistema. Ed è essenziale notare che l’impatto economico già sul breve periodo di una simile riforma sarebbe di gran lunga superiore al risparmio che si può ottenere tagliando brutalmente le spese della politica e quelle militari. È ovvio che tagliare il costo dei partiti e delle armi è fondamentale e irrinunciabile ma è importante rendersi conto che questi costi, moralmente insopportabili, sono di molto inferiori al costo della durata biblica dei processi civili. Abbiamo milioni di cause giacenti! Una vergogna che lede il diritto di avere giustizia. Un’altra microriforma dagli effetti notevoli sarebbe quella di costituire una sorta di garante dei “contratti di massa”, che renda certo e controllato il rapporto tra l’utente e il fornitore di servizi di massa (utenze, comunicazioni, trasporti, finanziamenti ecc.). In questo modo si assicura una efficienza minima a certi servizi irrinunciabili, vitali ormai per chiunque, si evitano fregature, si controlla e si assicura la qualità della erogazione del servizio e si assicura una contrattazione controllata a monte con una autorità indipendente che può intervenire sul gestore o sull’erogatore attivabile a semplice segnalazione. Facciamo altri esempi. Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica e Fabio Salviato, presidente di Sefea, propongono una serie di misure che libererebbero decine di milioni di euro bloccati dai soliti meccanismi farraginosi, che potrebbero dare impulso al microcredito, e una serie di misure che potrebbero sviluppare meccanismi virtuosi di finanza etica, offrendo vantaggi cospicui sia ai risparmiatori sia a iniziative con alto valore sociale che non hanno oggi accesso al credito. Anche qui si tratta di leggine semplici, con un impatto positivo, diretto e indiretto, di grandissima rilevanza. Le proposte di Maurizio Fauri, docente di ingegneria all’Università di Trento, potrebbero portare alla diminuzione dello spreco energetico. Egli ha realizzato uno studio dal quale risulta che lo Stato Italiano sperpera ogni anno una ricchezza quantificabile intorno ai 20 miliardi di euro. Ma a questo dovremmo aggiungere una cifra enormemente superiore, almeno 80 miliardi di euro, che è il costo dello spreco delle famiglie e delle imprese. Incentivare opportunamente, con garanzie sul credito e protocolli di qualità vincolanti per le imprese (e un’opportuna comunicazione) il risparmio energetico avrebbe un impatto immediato sul Pil e la disoccupazione. Abbiamo milioni di tetti di abitazioni e imprese da isolare termicamente. Altro che il milione di posti di lavoro del pelato pentito. E i tetti mica li puoi portare in Cina a isolare. Lo devi fare qui e ti conviene farlo con materiali italiani! Ci sono poi una serie di proposte che hanno come obiettivo un miglioramento immediato del tenore di vita della gente. L’avvocato Marchetti osserva poi che con pochi articoli di legge possiamo dare un taglio vero a tutte le furbate inventate da quelle aziende che sono senz’anima e tendono ad approfittarsi dei consumatori. Il risultato è che se un cittadino ha da contestare un servizio o un prodotto acquistato si trova invischiato in contratti scritti in modo specioso e sta a lui dimostrare, a suon di parcelle legali, che l’azienda ha torto. La semplice istituzione di un’agenzia di controllo sui contratti proposti ai consumatori, incaricata di verificarne la correttezza e la chiarezza, darebbe immediati vantaggi ai cittadini. Anche offrire ai cittadini più efficienza nei controlli di qualità sui cibi sarebbe utile. E tra l’altro sarebbe un modo per premiare le aziende virtuose e colpire la concorrenza sleale. Il dottor Corrado Giannone, amministratore delegato di Conal, azienda specializzata in controlli di qualità, osserva che in Italia esistono addirittura più di 20 enti incaricati dei controlli sulla filiera alimentare. Questa situazione comporta spese gigantesche, dispersione di energie, sovrapposizioni e mancanza di efficienza. Costituire un’unica agenzia di controllo, libererebbe da subito forze, uomini e mezzi, ottenendo maggior sicurezza per i cittadini (e maggior salute, e quindi un risparmio per la sanità). Spero tu possa notare che quel che proponiamo è un approccio ai problemi strutturale, e contemporaneamente minuzioso. È questo approccio che secondo noi potrebbe essere sviluppato e costituire una proposta di rinnovamento della società talmente forte e concreto da creare la possibilità di una svolta siciliana nei rapporti tra Centrosinistra e M5S (convergenza sulle riforme della macchina dello stato). Su www.jacopofo.com, equologia.it, e su Facebook pubblichiamo per esteso tutte le proposte che abbiamo raccolto. E ti chiediamo di diffondere questo documento e soprattutto di spiegare cosa stiamo cercando di fare, alle persone del Centrosinistra e del M5S che tu conosci. Puoi anche manifestare la tua adesione e commentare questo progetto di piattaforma con un post a questo articolo o a quelli pubblicati sugli altri siti. Vorremmo che questa proposta indecente arrivasse a chi in questo momento vuole seguire la via di una convergenza possibile. Come abbiamo detto fin dal’’inizio pensiamo che queste proposte potrebbero essere raccolte da chi oggi ha in mano i bandoli della trattativa, come punto di partenza per sviluppare un Programma possibile per un governo possibile. E speriamo che si apra un vero dibattito, e si possa creare una piattaforma web interattiva nella quale raccogliere altre proposte, per arrivare infine a una sintesi veramente appetibile per tutti, organizzazioni politiche e cittadini. Ripetiamo: se si sposta la trattativa sulle questioni piccole, ma vitali, forse poi si potrà superare anche lo scoglio dei grandi temi. Se dimostriamo che esiste la concreta possibilità di dare una svolta alla situazione, e respiro agli italiani, agendo su aspetti apparentemente secondari del funzionamento dello stato e delle relazioni sociali ed economiche, potremmo offrire a Centrosinistra e M5S un motivo irrinunciabile per trovare un accordo. E allora dacci il tuo sostegno e le tue idee. Evitiamo il tracollo del paese. Questa iniziativa è promossa da me, Fabio Faina, Marco Marchetti e Fabio Roggiolani
Dom, 03/03/2013 - 15:26
Se avessi potenti mezzi economici coprirei l’Italia di cartelloni di 10 metri per 4 con la foto di Maurizio Costanzo che dice flemmatico: “Calmi! State calmi!” Mi telefonano continuamente cari amici che mi dicono tutti la stessa cosa: Che bello che Grillo ha fatto saltare il banco. E adesso speriamo che trovino un accordo e facciano le riforme essenziali per questo Paese. Se si ritorna alle elezioni, dopo qualche mese di terrorismo mediatico sullo spread e la bancarotta ingovernabile, rivince Crapa Pelata Pentita e noi ci siamo persi un’occasione epocale. I miei amici hanno votato Grillo, Ingroia, Vendola o Bersani. E non sono solo amici miei, sono anche amici tra di loro. Cioè, uno del Pd amico con uno del Movimento 5 Stelle. E a volte fanno pure sesso insieme. E magari hanno anche dei bambini insieme. Gente del Pd che è contenta che l’M5S è il primo partito? Sì. L’importante per tutti è che si sia arrivati a un punto di rottura. Alcuni credevano che il miglior cambiamento l’avrebbe portato la vittoria di Bersani. Altri addirittura speravano in Renzi. E ci ho mangiato assieme!!! Secondo me, Grillo adesso che ha vinto dovrebbe fare un respiro di sollievo. Cazzo, hai vinto! Adesso devi cambiare registro. Ho sentito alcuni dire: “Se si rivà a votare 5 Stelle prende la maggioranza! Suvvia…Mai sottovalutare l’avversario. E mai sopravvalutare gli italiani. Caro Beppe, non son pochi quelli che non ti seguono fino in fondo, han detto: “Le ho provate tutte, provo anche questa!” Ma se non porti a casa le riforme non ti rivotano! Hai fatto il botto, lo ha sentito anche Napolitano, Fassino verrà ricordato nei secoli come quello che ti ha detto: perché non ci provi te a fare un partito!?! Hai vinto. Non cercare di stravincere. E poi perché ce l’hai tanto con Bersani? 3 milioni di elettori del Pd lo hanno scelto come leader. Non lo puoi liquidare come fosse un cretino. Non sarebbe rispettoso verso chi lo ha votato convinto che Bersani fosse il cambiamento. E poi siamo sinceri: Bersani ha scelto di fare le primarie quando poteva non farle perché lo statuto del Pd prevede che il segretario sia auomaticamente il candidato Premier. Lo vogliamo ammettere? Poteva scegliere lui i candidati al Parlamento… E oggi tra gli eletti del Pd abbiamo qualche centinaio di persone che vengono dalla società civile, gente che ha dimostrato di essere onesta e capace e desiderano veramente qualche cosa di buono per il Paese, dar loro delle facce di culo non né giusto né elegante. Anche perché è pure merito tuo se il Pd è stato costretto a rinnovarsi un po’. Non sputare su una tua vittoria. Secondo il rapporto di Legambiente ci sono in Italia 20 comuni dove i cittadini non pagano la bolletta perché l’elettricità viene prodotta dai pannelli solari comunali. Ci sono 400 comuni che hanno una bolletta zero per tutte le strutture municipali. Sono bravi o no? Guarda che sono quasi tutti comuni amministrati dal centrosinistra! La vuoi fare l’alleanza con questi? Se hanno la faccia di culo è comunque un gran bel culo! E poi, secondo me, Bersani è oggi l’interlocutore migliore. Se non riesce a portare a casa le riforme e si rivà alle elezioni, è finito. Se ci riesce sarà un eroe moderato. Tu di più ma anche lui un pochino. Temi una trappola sfiancante come quella che ha teso Berlusconi alla Lega per 16 anni che il federalismo gliel’ha fatto vedere col binocolo? Chiedi impegni scritti, pubblicati sui giornali con le date delle votazioni in Parlamento, per ogni legge, e se poi Bersani fa il furbo allora sì il Pd si estingue come i panda! Caro Bersani, quel che farei al tuo posto è esattamente quel che hai detto che farai: vai in parlamento con un piano di riforme decente e dettagliato (e già gli articoli di legge scritti) e il M5S dovrà trovare il modo di farti fare il governo. Abbiamo bisogno di riunificare non di dividere. Quando Mandela prese il potere in Sud Africa si pose il problema di riunificare una nazione che era sull’orlo della guerra civile. Oggi questo dovrebbe avere in testa il popolo progressista: basta risse, rimbocchiamoci le maniche e aggiustiamo un mattone per volta. Lo stessero fecero i gruppi della resistenza dopo il 25 aprile del ‘45. Riuscirono a mettersi d’accordo sulle regole perfino con i monarchici, che oggettivamente, erano dei mostri. Nel frattempo cari elettori progressiti non potete restare a guardare. Serve che formare una grande forza pacificatrice! Mi ricordo nel 1977, a Bologna, dopo che avevano ammazzato Lorusso, calammo da tutta Italia in 50mila. E c’erano molti che erano venuti per bruciare la città. Occupammo Bologna per 3 giorni. C’era la crema di tutti i servizi d’ordine. Eravamo a un soffio dalla guerra vera… Noi che non volevamo altri morti eravamo disperati, perché non sapevamo come cazzo fermarli. Poi, incredibilmente una parte notevole del movimento disse: noi non vogliamo combattere, siamo indiani metropolitani. In via Indipendenza, c’era uno schieramento di polizia in assetto di guerra e c’erano più bottiglie molotov e pistole nelle sacche dei compagni che stelle nel cielo, e noi ci sedemmo di fronte alla polizia e iniziammo a rollare le canne e passare fiaschi di vino (a seconda dei gusti). Iniziammo a urlare slogan assurdi ai poliziotti, tipo: “Perché non ci volete bene?” oppure “Cattivi! Cattivi!” e “Gioventù bruciata!”. C’erano compagni che facevano balletti, salti mortali e gente con la faccia dipinta. Altri sdraiati per terra a limonare che ce ne vuole, che sei sempre lì a controllare con la coda dell’occhio che i poliziotti non partano alla carica. Che se ti metti a limonare di fronte a un ventenne vestito da marziano che è in piedi dalle 5 di mattina, chiuso in un blindato…Poi come MINIMO ti mena! E ha oggettivamente ragione. Intanto si vedeva che quelli che volevano lanciare le bottiglie molotov non potevano farlo perché saremmo bruciati vivi noi…Gli autonomi non capivano cosa stessimo facendo. La folla tutta intorno rideva. Anche i poliziotti ridevano. Vaffanculo, non riesci a scatenare l’inferno in quelle condizioni. Fu così che evitammo la distruzione di Bologna. Ma il merito principale non fu nostro! Da quando era cominciato l’arrivo dei giovani inferociti in città era successa una cosa strana. Ci mettevi un po’ ad accorgertene: andavi in un bar e la signora ti dava il caffè e ti diceva: “Ma perché volete distruggere Bologna?” Andavi a comprare le sigarette e un signore anziano ti diceva: “Perché volete ancora morti?” C’era un sacco di gente gentile che ti diceva: “Basta guerra, calmati! Il compagno che vi hanno ammazzato non lo fate resuscitare…” Merda! Era un martellamento. Ovunque. Una roba che lo sentivi a pelle che i bolognesi erano solidali con il tuo dolore, ma non ne voleva altro. Ci trattavano come figli… Che anche a un brigatista cattivo gli vengono i buoni sentimenti… Allora secondo me da questa trappola per topi ne usciamo solo se un numero sufficiente di progressisti si arruola in una forza di pace autoconvocata. Ma non nelle piazze: casa per casa. C’hai una cugina del M5S? Portale una torta a forma di cuore fatta con la farina biologica. C’hai un salumiere del Pd? Portagli una bottiglia di vino. E dite loro: abbiamo bisogno di ricostruire un popolo! Se sei del Pd vai da uno del 5 Stelle e digli: “Grazie, avete realizzato il cambiamento che abbiamo sempre sognato. Grazie. E scusa per quel che abbiamo detto. Avremmo dovuto ascoltarvi quando portavate in parlamento le firme di centinaia di migliaia di persone… E i politici le usavano per pulirsi il culo… E avemmo dovuto ascoltarvi quando con due anni di anticipo ci avvertivate che eravamo sull’orlo della bancarotta…”. E se hai votato 5 Stelle vai da uno del Pd e digli: “Non avevi capito un cazzo ma so che anche tu vuoi sinceramente il cambiamento, volevo dirti che ti amo perché tu sei mio fratello. Vieni a spalare merda con me, diventeremo amici! Aggiustiamo le scuole, piantiamo boschi e pannelli solari, facciamo bello questo Paese insieme!” Serve il rispetto di chi ha perso e la modestia di chi ha vinto. Serve un nuovo spirito, serve di dare speranza. Serve togliere subito dalla miseria milioni di bambini. Non stiamo a guardare il pelo nell’uovo. Portiamo a casa risultati per la gente. Fateci sognare!
Mer, 27/02/2013 - 11:21
Non vedo altre possibilità oltre al suicidio nazionale. Aderisci al nostro appello! Cari amici del M5S, ora potete cambiare l’Italia! Lo straordinario successo del M5S ha creato, finalmente, una nuova situazione. E c’è andata proprio bene perché siamo andati a un soffio dall’avere Berlusconi col premio di maggioranza alla Camera (vedi “Perdere le elezione è facile se sai come si fa”). E con la maggioranza di Berlusconi alla Camera avremmo avuto davanti a noi solo il baratro. Adesso esistono 3 possibilità: un governo Berlusconi-Bersani, un governo Bersani con l’appoggio esterno del M5S, oppure tornare a votare. I numeri al Senato non danno altre opzioni. Per Bersani fare un governo con il Pdl sarebbe un suicidio politico…Questo credo che lo capisca. E sarebbe un disastro per l’Italia, perché significherebbe un governo incapace di qualsiasi riforma. Un governo Pd con l’appoggio esterno del M5S appare molto difficile. Da quel che dice Grillo, pare che non darà la fiducia a un governo Bersani, anche se sono disposti a votare le singole leggi che reputano positive: sostanzialmente quel che M5S sta già facendo con successo in Sicilia. Ma se Bersani non ottiene la fiducia si torna a votare. Il problema è che per legge un governo deve ottenere la fiducia per insediarsi. Allora la domanda diventa: se Bersani presentasse un preciso programma di leggi da varare subito, che sta bene al M5S, questi sarebbero disposti a dare il voto per rendere tecnicamente possibile al governo Bersani di esistere? E Bersani sarà disposto a concordare con M5S un programma di riforme vere da fare subito? Non è facile che questo avvenga, e io credo che sia essenziale che la società civile si mobiliti e faccia sentire il suo peso per convincere della necessità improrogabile di una simile scelta. Ci sono almeno 50 provvedimenti urgentissimi che sarebbe possibile varare da subito, leggi che la maggioranza degli italiani aspetta da tempo. Non siamo ancora usciti dal rischio della bancarotta. Si deve intervenire per dare ossigeno alle famiglie in difficoltà, iniziare la rivoluzione delle ecotecnologie, usare l’ascia sulla burocrazia, la corruzione, la lentezza dei processi, il falso in bilancio, il conflitto di interessi. E ridurre i costi della politica, gli stipendi dei top manager di Stato, le pensioni d’oro, le spese militari, lo spreco. E magari incassare pure la montagna di miliardi che chi gestisce il gioco d’azzardo deve pagare allo Stato, e rilanciare il credito alle imprese… E credo che potrebbe anche essere interessante coinvolgere tanta gente, e magari alcuni specialisti, per scrivere un elenco dettagliato delle riforme che riteniamo indispensabili e che potrebbero essere un punto di unità. Ovviamente non mi faccio illusioni, penso che non sarà facile trovare punti d’intesa tra Grillo e Bersani, ma penso anche che sarà assolutamente necessario. E qui si misurerà la forza del M5S e il suo destino politico. La politica è l’arte del possibile e oggi esiste nella società un fronte di persone oneste che vogliono queste benedette riforme di cui si parla da quando ero bambino. Una maggioranza di italiani ha dato il voto al Pd, al Sel e a Grillo per realizzare questo cambiamento. Bersani deve capirlo. Non si può aspettare oltre. Ma per farlo bisogna trovare un ampio fronte, dentro e fuori dal parlamento. Un’alleanza delle persone oneste…di quelli che lavorano. Preghiamo che il buon senso prevalga. Se si dovesse andare a nuove elezioni rischiamo di ripetere quel che è successo in Grecia, dove l’instabilità del Parlamento dopo il voto di maggio 2012 ha portato a nuove elezioni e ha scatenato la paura tra gli elettori, che alla fine hanno consacrato la vittoria della destra… Ti chiedo di esprimerti su questa proposta nello spazio ai commenti qui sotto o aderendo a questo evento su Fb che propongo insieme a Fabio Roggiolani di Ecquologia e esponente del Sel. Se raccogliessimo un sufficiente numero di adesioni questo sarebbe incoraggiante per decidere di tentare una mediazione che eviti nuove elezioni. Spero si capisca che non si tratta di una questione da poco.
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