Il Blog di Franca Rame

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MInistero della [D]Istruzione Pubblica

1 ora 19 min ago

                                                      Il maestro unico è uno specchietto per le allodole per il popolo bue... Negli anni Cinquanta era indispensabile; oggi è un insulto alla intelligenza degli italiani. Nell’immediato dopoguerra, infatti, il maestro unico non fu solo necessario, ma indispensabile per una società, quella italiana, per la sua quasi totalità di tipo rurale. La popolazione era stanziale ed indigena, la presenza di stranieri era pressoché nulla. Le materie d’insegnamento erano numericamente inferiori di quelle di oggi, le competenze pure. Verso la fine degli Settanta e soprattutto dagli inizi degli anni Ottanta - con l’evoluzione della società e del mondo del lavoro, che richiedeva specificità sempre maggiori - la scuola si dovette adeguare per fornire un’educazione appropriata a tutti gli studenti di ogni ordine e grado. L’introduzione di nuove materie, come quelle linguistiche ed informatiche, necessitò di professionalità specifiche nell’ambito didattico.

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FIRMA ON LINE CONTRO LA PENA DI MORTE

9 Ottobre, 2008 - 14:15

 

 

 

 

FIRMA ON LINE CONTRO LA PENA DI MORTE: CLICCA SULL'IMMAGINE 

Almeno 5.851 esecuzioni sono state effettuate in 26 paesi nel 2007.

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W IL PAPA! (N°2)

8 Ottobre, 2008 - 19:34

CHI PAGA L'ACQUA DELLA CITTA' DEL VATICANO?
A partire dal 1929, con la firma dei Patti Lateranensi, lo stato italiano si fa carico della dotazione di acqua per lo Stato Vaticano, in virtù dell’articolo n. 6, che al primo comma dice che "L’Italia provvederà, a mezzo degli accordi occorrenti con gli enti interessati alla Città del Vaticano un’adeguata dotazione d’acqua in proprietà".
L’Italia si fa carico da allora dei 5 milioni di metri cubi d’acqua consumati in media dallo Stato Pontificio. Per le acque di scarico, Città del Vaticano si allaccia all’Acea, ma non paga le bollette, perché non riconosce la tassazione imposta da enti appartenenti a stati terzi. In soldoni, non riconosce Acea perché è "straniera".
Quando Acea si quota in borsa nel 1999, chiede un intervento al governo italiano, che ripiana i 44 miliardi di lire di debiti relativi alla fornitura delle acque vaticane. Da quel momento, la Chiesa avrebbe dovuto farsi carico di una spesa di 4 miliardi di lire annui, ma non è andata così. Tutti i salmi finiscono in gloria, e lo Stato italiano si trova di nuovo nel 2004 a pagare il conto: tocca alla finanziaria 2005 stanziare 25 milioni di euro subito e quattro dal 2005 per dotare il Vaticano di un sistema di acque proprie.
Nel 2001 il Governo Berlusconi istituisce una commissione bilaterale per provare a dirimere la questione delle acque bendette, ma pare che ci sia poco da fare per i debiti che ACEA lamenta, il Vaticano è disponibile a pagare solo una quota di 1.100 euro, per realizzare un depuratore. STOP.

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W,W,WWWW, IL PAPA N° 2

8 Ottobre, 2008 - 19:31

ACQUA VATICANO
A partire dal 1929, con la firma dei Patti Lateranensi, lo stato italiano si fa carico della dotazione di acqua per lo Stato Vaticano, in virtù dell’articolo n. 6, che al primo comma dice che "L’Italia provvederà, a mezzo degli accordi occorrenti con gli enti interessati alla Città del Vaticano un’adeguata dotazione d’acqua in proprietà".
L’Italia si fa carico da allora dei 5 milioni di metri cubi d’acqua consumati in media dallo Stato Pontificio. Per le acque di scarico, Città del Vaticano si allaccia all’Acea, ma non paga le bollette, perché non riconosce la tassazione imposta da enti appartenenti a stati terzi. In soldoni, non riconosce Acea perché è "straniera".
Quando Acea si quota in borsa nel 1999, chiede un intervento al governo italiano, che ripiana i 44 miliardi di lire di debiti relativi alla fornitura delle acque vaticane. Da quel momento, la Chiesa avrebbe dovuto farsi carico di una spesa di 4 miliardi di lire annui, ma non è andata così. Tutti i salmi finiscono in gloria, e lo Stato italiano si trova di nuovo nel 2004 a pagare il conto: tocca alla finanziaria 2005 stanziare 25 milioni di euro subito e quattro dal 2005 per dotare il Vaticano di un sistema di acque proprie.
Nel 2001 il Governo Berlusconi istituisce una commissione bilaterale per provare a dirimere la questione delle acque bendette, ma pare che ci sia poco da fare per i debiti che ACEA lamenta, il Vaticano è disponibile a pagare solo una quota di 1.100 euro, per realizzare un depuratore. STOP.

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ARTICOLI SUL VATICANO...

8 Ottobre, 2008 - 19:18

ECCOVI GLI ARTICOLI... BUON DIVERTIMENTO!!
 
LA RICCHESSA DELLA CHIESA
La ricchessa della chiesa
Sono i poveri e gli oppressi
Che però come ricchessa
Non ti danno gli interessi
Se vuoi fare investimenti
Meglio vendere i pareti
E comprare apartamenti

Stefano Benni “Prima o Poi l’Amore Arriva
 

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W IL PAPA!!!!!!!!!

7 Ottobre, 2008 - 20:42

VIGNETTA DI VAURO SUL MANIFESTO del 7 ottobre 2008
CRISI BORSE
IL PAPA: “SOLIDA SOLO LA PAROLA DI DIO!”
SI’, SI’… MA ORA NON COMINCIATE A CHIEDERMI PRESTITI!”

Domani pubblicherò articoli dei più grandi giornalisti italiani e INCHIESTA mia sul VATICANO.
BACI A TUTTI!
franca

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PESTAGGI ALLA PARMIGIANA

7 Ottobre, 2008 - 09:08

                                                       Emmanuel Bonsu è stato operato, con esito positivo, nel tardo pomeriggio dall'equipe chirurgica del reparto maxillo-facciale del Maggiore. Proprio nelle ore dell'operazione si sono moltiplicate le testimonianze di chi, lunedì sera, era al parco Ex Eridania e ha assistito, parzialmente o totalmente, alla scena del fermo. Una baby sitter, una signora che frequenta il parco con il cane e una campionessa di basket. Due delle tre donne sono state ascoltate nella mattinata dalla Procura della Repubblica, che sta cercando la verità mettendo a confronto due versioni diametralmente opposte. Quella dei vigili urbani, che parlano di una caduta accidentale durante il fermo e negano di avere scritto sulla busta "Emanuel negro"; e quella dello studente che dice di essere stato picchiato e insultato con epiteti razzisti. Il sindaco Pietro Vignali, invitato dalla trasmissione Chi l'ha visto a intervenire dopo la messa in onda delle testimonianze, non ha chiamato.

La giocatrice di basket: "Lo malmenavano almeno in tre"

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PER NON DIMENTICARE ANNA POLITKOVSKAJA dal blog di TRAVAGLIO

6 Ottobre, 2008 - 22:21

Il 7 ottobre sarà un anno che Anna Politkovskaja è stata uccisa sul portone di casa sua a Mosca.
Chi, a volto scoperto, le ha sparato quattro colpi di pistola è ancora impunito, così come quanti hanno ordinato di far fuoco sulla più coraggiosa giornalista che la Russia ricordi.
Anna in patria era sconosciuta, come ha opportunamente (e delicatamente) ricordato il presidente Putin poche ore dopo l’esecuzione. Lì infatti i libri di Anna sulla Cecenia e sull’involuzione democratica russa faticavano a esser pubblicati. La libertà di stampa è minacciata in Russia da quando il Cremlino è guidato da un ex tenente colonnello del Kgb.
Eppure, malgrado minacce e avvelenamenti, Anna non aveva voluto abbandonare la sua terra, la sua Russia.
I suoi coraggiosi reportage sulle violazioni dei diritti umani a Groznj come a Mosca erano noti in Occidente.
Ma nessun rappresentante dell’Unione europea si è sentito in dovere di partecipare ai suoi funerali. Nessun capo di Stato. Nessun premier del mondo che parla di esportare la libertà.
Se la politica è stata disattenta (partecipe invece alla gara per pagare il gas russo qualche spicciolo in meno), il mondo della cultura non può dimenticare Anna Politkovskaja.
Chiediamo quindi che, in tutta Europa, giornali, teatri, filarmoniche, orchestre o singoli artisti organizzino per il 7 ottobre 2007 iniziative per ricordare Anna.
Per dire a chi l’ha fatta uccidere: noi non dimentichiamo!

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AMORE AL COMPUTER BRANO TEATRALE 1995

6 Ottobre, 2008 - 20:06

Sto delle ore davanti al computer, mi distendo, mi diverto da morire, ci parlo, ci litigo. Sono arrivato a prenderlo a male parole... perfino a calci. Anche perché ogni tanto mi fa degli scherzi, mi ritrovo registrate frasi, parole che non ho affatto scritto...
E' autonomo, prepotente e bugiardo... non ammette mai di aver barato, manomesso.
Ed é pure permaloso... se non mi rivolgo a lui con sufficiente cortesia, se brutalmente gli ordino di correggermi certe parole o di indicarmi l'espressione corretta... spesso mi riferisce varianti appositamente sbagliate... inesistenti!
Dario mi sfotte: "Sei una fanatica! Con quell'aggeggio vai via di testa! Ho il sospetto che col computer tu ci faccia anche l'amore!"
In verità il fanatico fissato, credo sia lui... lo odia. Sì, odia il mio computer, é geloso. Già ha sempre avuto una specie di idiosincrasia per tutto quello che é meccanico, figurati per l'elettronica.
Temo che me lo voglia rompere. Ad ogni buon conto ho nascosto tutti i martelli, il pestacotolette e anche la mezzaluna.
Spaccarmi il mio computer... assassino!

ACCENDE IL COMPUTER.

Ma cosa ti ha fatto di male. Creatura indifesa. E' così simpatico, (scrive qualche parola) generoso, disponibile. D'accordo, ha qualche difetto, ma nessuno é perfetto!
Ecco per esempio, adesso non mi vuol passere gli appunti di ieri. "Eh, non fare scherzi, il codice é giusto, la data é esatta... cosa mi dici "inesistente" dai i numeri? Ripeto: appunti su sequenza dialogo immaginativo con mia madre...
"Madre inesistente ?!"
"No mater!" - Non c'é la madre? Non ho avuto madre io? Ma tu non l'hai mai avuta! Figlio di una calcolatrice automatica e d'un frigo! Dai, non farmi scherzi, tirala fuori, dove hai nascosto mia madre? E' uscita?
Spiritoso... Dai sbrigati!
"Voglio le coccole?"
Cos'é questo? Che capitolo é... non l'ho mai scritto. Non é roba mia.

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AMORE AL COMPUTER BRANO TEATRALE 1995

6 Ottobre, 2008 - 20:06

Sto delle ore davanti al computer, mi distendo, mi diverto da morire, ci parlo, ci litigo. Sono arrivato a prenderlo a male parole... perfino a calci. Anche perché ogni tanto mi fa degli scherzi, mi ritrovo registrate frasi, parole che non ho affatto scritto...
E' autonomo, prepotente e bugiardo... non ammette mai di aver barato, manomesso.
Ed é pure permaloso... se non mi rivolgo a lui con sufficiente cortesia, se brutalmente gli ordino di correggermi certe parole o di indicarmi l'espressione corretta... spesso mi riferisce varianti appositamente sbagliate... inesistenti!
Dario mi sfotte: "Sei una fanatica! Con quell'aggeggio vai via di testa! Ho il sospetto che col computer tu ci faccia anche l'amore!"
In verità il fanatico fissato, credo sia lui... lo odia. Sì, odia il mio computer, é geloso. Già ha sempre avuto una specie di idiosincrasia per tutto quello che é meccanico, figurati per l'elettronica.
Temo che me lo voglia rompere. Ad ogni buon conto ho nascosto tutti i martelli, il pestacotolette e anche la mezzaluna.
Spaccarmi il mio computer... assassino!

ACCENDE IL COMPUTER.

Ma cosa ti ha fatto di male. Creatura indifesa. E' così simpatico, (scrive qualche parola) generoso, disponibile. D'accordo, ha qualche difetto, ma nessuno é perfetto!
Ecco per esempio, adesso non mi vuol passere gli appunti di ieri. "Eh, non fare scherzi, il codice é giusto, la data é esatta... cosa mi dici "inesistente" dai i numeri? Ripeto: appunti su sequenza dialogo immaginativo con mia madre...
"Madre inesistente ?!"
"No mater!" - Non c'é la madre? Non ho avuto madre io? Ma tu non l'hai mai avuta! Figlio di una calcolatrice automatica e d'un frigo! Dai, non farmi scherzi, tirala fuori, dove hai nascosto mia madre? E' uscita?
Spiritoso... Dai sbrigati!
"Voglio le coccole?"
Cos'é questo? Che capitolo é... non l'ho mai scritto. Non é roba mia.

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PROVE DI DITTATURA

6 Ottobre, 2008 - 09:44

BASE VICENZA: SINDACO, SOPRAFFATTI DA STATO SORDO E LONTANO
(AGI) - Venezia, 1 ott. - "Oggi ci sentiamo traditi. Vivo questa decisione come la violenta sopraffazione di uno stato sordo e lontano". Il sindaco di Vicenza, Achille Variati, commenta l'ordinanza del Consiglio di Stato che sospende la consultazione sul Dal Molin: "Oggi ero a Roma con i sindaci del Veneto per rivendicare l'autonomia degli enti locali e dei territori che essi rappresentano e proprio da Roma e' giunto il pesantissimo stop ad una consultazione che era assolutamente in linea con questi principi. Non sono solito commentare le decisioni della magistratura, ma questa appare un'ordinanza incomprensibile, miserevole dal punto di vista del diritto, e che sembra avvolgere l'alta corte del Consiglio di Stato in una nube di sospetto francamente inquietante. Ogni territorio ha diritto, se non di decidere, almeno di poter partecipare al processo decisionale sulle scelte che ne determinano il futuro: prima avendo accesso trasparente alle informazioni, poi potendo far sentire la propria voce. Soltanto questo volevamo: che dopo anni in cui era stata costretta al silenzio, la citta' potesse finalmente esprimersi. Ma la sordita' romana - continua il sindaco in una nota - ha deciso altrimenti, e pretende oggi di sottomettere nuovamente al silenzio una comunita'. Una comunita' che ha dato molto allo Stato, e alla ragion di Stato, in termini di terra e di ospitalita'".

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ORA D'ARIA. L'UNITA', 2 ottobre 2008 di MARCO TRAVAGLIO

3 Ottobre, 2008 - 14:10

Ora d'aria
l'Unità, 2 ottobre 2008

L’altra sera, a “Porta a Porta”, Rosy Bindi e Di Pietro contro Gasparri e Verdini. A un certo punto, però, colpo di scena. Gasparri avverte Di Pietro: “Attento che Vespa di Giustizia se ne intende”. Qualcuno intravede un’allusione alla sua signora, la giudice Augusta Iannini, già intima di Squillante e dunque promossa da Castelli, Mastella e Angelino Jolie a direttore del ministero della Giustizia. Bruno Vespa, in arte Fede, capisce al volo: imparziale come sempre, si unisce al duo Pdl e comincia a pestare Di Pietro. Tre contro uno. Tema: i processi al Cainano: “Se Berlusconi - sostiene l’insetto - è un’anomalia, lo sono pure i 26 suoi processi, dai quali è sempre uscito assolto”. Pari e patta. Di Pietro prova a ricordare di averne avuti 33, di processi, ma lui si dimise da pm e da ministro per farsi giudicare (bella forza, era innocente), mentre il Cainano si assolve da sè depenalizzando i suoi reati e dimezzando la prescrizione con leggi ad personam.

Vespa, aspirante Ghedini, dice che “su 26 processi, 4 sono in corso, 4 sono finiti in prescrizione e 18 in assoluzione”. Tutti “successivi alla discesa in campo”. Parla di appena “4 leggi ad personam”. E sostiene che, per le tangenti alla Guardia di Finanza, “Berlusconi è stato assolto con formula piena”, mentre “il caso di Lentini al Milan era analogo a quello di Dino Baggio alla Juve, ma Agnelli non fu nemmeno chiamato a testimoniare, mentre Berlusconi fu condannato”. Cinque balle in cinque frasi.
1) Le leggi ad personam sono 16: decreto Biondi, Tremonti, rogatorie, falso in bilancio, Cirami, Maccanico-Schifani, ex-Cirielli, Gasparri, salva-Rete4, Frattini, condoni fiscale e ambientale, Pecorella, bloccaprocessi, Alfano, prossimamente intercettazioni.

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ORA D'ARIA. L'UNITA', 2 ottobre 2008 di MARCO TRAVAGLIO

3 Ottobre, 2008 - 14:10

Ora d'aria
l'Unità, 2 ottobre 2008

L’altra sera, a “Porta a Porta”, Rosy Bindi e Di Pietro contro Gasparri e Verdini. A un certo punto, però, colpo di scena. Gasparri avverte Di Pietro: “Attento che Vespa di Giustizia se ne intende”. Qualcuno intravede un’allusione alla sua signora, la giudice Augusta Iannini, già intima di Squillante e dunque promossa da Castelli, Mastella e Angelino Jolie a direttore del ministero della Giustizia. Bruno Vespa, in arte Fede, capisce al volo: imparziale come sempre, si unisce al duo Pdl e comincia a pestare Di Pietro. Tre contro uno. Tema: i processi al Cainano: “Se Berlusconi - sostiene l’insetto - è un’anomalia, lo sono pure i 26 suoi processi, dai quali è sempre uscito assolto”. Pari e patta. Di Pietro prova a ricordare di averne avuti 33, di processi, ma lui si dimise da pm e da ministro per farsi giudicare (bella forza, era innocente), mentre il Cainano si assolve da sè depenalizzando i suoi reati e dimezzando la prescrizione con leggi ad personam.

Vespa, aspirante Ghedini, dice che “su 26 processi, 4 sono in corso, 4 sono finiti in prescrizione e 18 in assoluzione”. Tutti “successivi alla discesa in campo”. Parla di appena “4 leggi ad personam”. E sostiene che, per le tangenti alla Guardia di Finanza, “Berlusconi è stato assolto con formula piena”, mentre “il caso di Lentini al Milan era analogo a quello di Dino Baggio alla Juve, ma Agnelli non fu nemmeno chiamato a testimoniare, mentre Berlusconi fu condannato”. Cinque balle in cinque frasi.
1) Le leggi ad personam sono 16: decreto Biondi, Tremonti, rogatorie, falso in bilancio, Cirami, Maccanico-Schifani, ex-Cirielli, Gasparri, salva-Rete4, Frattini, condoni fiscale e ambientale, Pecorella, bloccaprocessi, Alfano, prossimamente intercettazioni.

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VOGLIOSCENDERE.IT BLOG DI MARCO TRAVAGLIO & C.

3 Ottobre, 2008 - 14:00

Cari amici, vi segnalo un altro luogo della rete dove possiamo incontrarci e dialogare: www.voglioscendere.it
E' un blog che abbiamo costruito, con l'aiuto della casa editrice Chiarelettere, a otto mani. Ci scriverò insieme a Pino Corrias, Peter Gomez e Curzio Maltese. Spero che il titolo, intonato con i tempi che corrono, vi piaccia, così come i contenuti. E' un'occasione in più per tenerci in contatto. Mettetelo fra i vostri preferiti! Grazie
marco travaglio

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VOGLIOSCENDERE.IT BLOG DI MARCO TRAVAGLIO & C.

3 Ottobre, 2008 - 14:00

Cari amici, vi segnalo un altro luogo della rete dove possiamo incontrarci e dialogare: www.voglioscendere.it
E' un blog che abbiamo costruito, con l'aiuto della casa editrice Chiarelettere, a otto mani. Ci scriverò insieme a Pino Corrias, Peter Gomez e Curzio Maltese. Spero che il titolo, intonato con i tempi che corrono, vi piaccia, così come i contenuti. E' un'occasione in più per tenerci in contatto. Mettetelo fra i vostri preferiti! Grazie
marco travaglio

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COMUNICATO STAMPA "A VICENZA FERITA LA SOVRANITA' E LA DEMOCRAZIA!"

1 Ottobre, 2008 - 17:56

COMUNICATO STAMPA
di Luisa Morgantini
Vice Presidente del Parlamento Europeo

Roma, 1 Ottobre 2008

E' davvero una pena la decisione da parte del Consiglio di Stato di accogliere la richiesta di sospensione della consultazione popolare sulla costruzione della Base americana a Vicenza. Una pena per l'arroganza e la cancellazione della democrazia.
Sono stata ieri a Vicenza e ho visto con i miei occhi la base: l'ho guardata dal belvedere e appariva come una ferita aperta di una città, consegnata nelle mani di un altro paese, un luogo di cui perdiamo la sovranità e dove troveranno - come dice ipocriticamente il Commissario Costa - riposo, i soldati di ritorno dalle missioni in Iraq e in Afghanistan, dove però non vanno a riposare ma a bombardare e uccidere troppo spesso civili.

Sono anche entrata nell'area destinata al 'riposo del guerriero' e ho avuto una sensazione di morte: ho visto gli uomini e le donne dell'aeroporto civile che sarà dimesso e che non avranno più il loro lavoro, e i 15 studenti da pilota che devono interrompere il loro corso e gli hangar e gli aerei inutilizzati, di corsa li stavano portando ieri a Thiene, perchè da Dal Molin hanno avuto l'ordine di non sollevarsi più in volo.
Sono andata nella tenda di No dal Molin, un laboratorio di democrazia e di volontà di cittadini e cittadine di Vicenza che non vogliono né una città militarizzata né l'inquinamento della quarta falda acquifera più grande d'Europa proprio sotto la base.

Concordo con le parole del Comitato del Presidio No dal Molin, di Cinzia Bottene e delle altre donne e uomini del Presidio: stiamo assistendo ad una drammatica emergenza democratica che cancella il legittimo diritto previsto costituzionalmente dei cittadini di esprimere liberamente la propria opinione e decidere del proprio territorio e della propria vita.

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ESPRIMI IL TUO VOTO ONLINE

30 Settembre, 2008 - 17:41

TUTTE LE NOTIZIE

28/09/2008 fonte: Presidio Permanente

Siamo tutti vicentini: mobilitazioni il 4-5 ottobre
 
APPELLO: [...]la vicenda Dal Molin non riguarda solo la città di Vicenza; a essere in gioco, infatti, è la realizzazione di una nuova base militare statunitense, ovvero di uno strumento utile alle future guerre; ma, anche, il diritto delle comunità locali – di tutte le comunità locali – di potersi esprimere sui progetti [...]

ESPRIMI IL TUO VOTO ONLINE

 
Il 5 ottobre, nella città di Vicenza, si svolgerà la consultazione popolare indetta dall'amministrazione per chiedere ai cittadini se vogliono che l'area del Dal Molin – all'interno della quale gli Stati Uniti vorrebbero costruire una nuova base militare – debba essere sottoposta a un processo di acquisizione dal parte del Comune.

Ma la vicenda Dal Molin non riguarda solo la città di Vicenza; a essere in gioco, infatti, è la realizzazione di una nuova base militare statunitense, ovvero di uno strumento utile alle future guerre; ma, anche, il diritto delle comunità locali – di tutte le comunità locali – di potersi esprimere sui progetti che riguardano il proprio territorio e che investono il proprio futuro.

E, del resto, che la vicenda non riguardi solo il capoluogo berico lo hanno dimostrato le grandi manifestazioni che, il 17 febbraio e il 15 dicembre 2007, hanno attraversato la nostra città; da ogni parte, in questi mesi, abbiamo ricevuto solidarietà e sostegno. Sulla realizzazione di una nuova base militare statunitense hanno diritto di esprimersi anche coloro che vivono in Val di Susa, a Chiaiano o in Sicilia.

La consultazione popolare rappresenta, per noi vicentini, un momento importante della nostra mobilitazione; vogliamo dimostrare che tanti cittadini vogliono impedire la costruzione della nuova base statunitense. Ma siamo anche convinti che questo desiderio debba potersi esprimere in ogni angolo d'Italia.

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29.09.08 - Berlusconi for President

30 Settembre, 2008 - 13:12

D’Alema ritiene che “Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica della Stato perché ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il Paese”.
Cito da “La Repubblica” (29 settembre) che fa seguire alla pre-certificazione di D’Alema per l’eventuale candidatura al Quirinale, l’entusiastica approvazione di Bossi (“Noi lo voteremo”) ma poi prosegue con una contestuale notizia politica (stesso giorno, stesse ore): “Intanto Berlusconi lancia un minaccioso avvertimento in attesa che la Corte Costituzionale giudichi il Lodo Alfano 'Se non passasse, allora ci sarebbe da fare una profonda riflessione su tutto il sistema giudiziario e su tutto ciò che abbiamo visto accadere recentemente a Milano'”. Una minaccia non da poco che altrove bloccherebbe la normale vita politica.
Restano perciò due domande inevitabili.
La prima: Quale leader politico candiderebbe spontaneamente il numero uno del Partito avverso, motivando con il fatto che se ci sarà il sistema presidenziale, tutto sarà garantito da pesi e contrappesi? Neppure Gandhi ha avuto un trattamento così signorile e pre-garantista dai suoi oppositori.
Spalanca le porte all’avversario prima ancora che si candidi e assicura sulla perfetta, equilibrata legge sul presidenzialismo prima ancora che quella legge ci sia. E’ un comportamento che sta tra l’imprudente e il profetico (“In verità vi dico che Berlusconi passerà dalla cruna dell’ago del Quirinale”) ma non ha niente di politico ed è privo di somiglianza con fatti e persone di ogni altra democrazia.
La seconda domanda è: Se la presidenza della Repubblica è un concorso per titoli, quali saranno i titoli che, data una buona legge che non esiste ma si può sempre sognare, qualificano Berlusconi come un buon candidato a cui persino l’opposizione può offrire una pre-certificazione?

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MESSAGGIO PER TUTTE LE PERSONE A CUI HO INVIATO DENARO MENSILMENTE.

27 Settembre, 2008 - 19:14

Care amiche e amici
avevo messo a disposizione dei bisogni delle molte persone che si sono rivolte a me, per aiuto, il mio stipendio da senatrice.
Sono molto orgogliosa di averlo fatto.
Per 27 mesi (20 mesi con stipendio Senato, e 7 mesi dalle dimissioni) ho dimostrato la mia solidarietà ad un bel numero di persone, ma ora purtroppo non sono più in grado di continuare.
Ho fatto i conti senza l'oste.
Ho dato con amore (anche 1000 euro al mese a famiglie militari uranio impoverito e altre solidarietà, manchette su Repubblica e spese varie ecc.), ma mi è stato comunicato dal mio commercialista che dal giugno 2007 ad oggi, ho maturato sul conto corrente un bel “rosso” che arriva a 180.000 euro.
Quindi non posso più proseguire su questa strada.
In novembre riprenderemo a recitare e spero di poter fare una serata devolvendo tutto l’incasso, così da poter riprendere l’invio di contributi.
Sono molto a disagio... e triste.
Vi prego caldamente di scusarmi!
franca

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MESSAGGIO DELLE DONNE DI www.radicalsocialsimo.it

27 Settembre, 2008 - 18:48

A nome di tutte le compagne del Movimento Radicalsocialista, rivolgo a Franca Rame un caloroso benvenuto sulle nostre pagine virtuali e un immenso grazie per il suo sostegno e la sua fiducia.
Cara Franca, siamo profondamente grate e lusingate della tua
manifestazione di stima nei confronti del nostro movimento e degli intenti che in esso esprimiamo e perseguiamo.

Le tue parole ci incoraggiano e confortano nell?avventura audace che abbiamo intrapreso: quella di cambiare le coscienze politiche degli italiani e fornire idee e indicare percorsi per migliorare il nostro Paese e il nostro mondo.
In questo progetto noi donne abbiamo un ruolo importante e dal tuo esempio potremo attingere sempre rinnovata energia e perseveranza.

Fiduciose nella tua vicinanza, che con affettuosa simpatia ci hai già espresso, invitiamo anche le altre donne che leggono a partecipare con noi a questo progetto. Tante voci di donne, insieme a quelle dei nostri compagni, riusciranno infine a trovare la via per costruire una società migliore, pacifista e illuminata.

Fulvia Casagrande
Le donne del Movimento RadicalSocialista

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