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Tour DECAMERON - il monologo -

Il Blog di Daniele Luttazzi - 20 Novembre, 2008 - 23:41



Il monologo SATIRICO più FEROCE E divertenteche abbiate mai visto! DUE ORE di risate efferate al cui confronto tutto il resto è comicità televisiva BLEAH. Liberate la vostra libido! Diffondete la buona novella! SPARGETE il seme!


tour:

ANCONA: 22 novembre ( PalaRossini )
( prevendite online: clicca qui)

VARESE: 26 novembre ( Teatro di Varese ) ( prevendite online: clicca qui )
BRESCIA: 29 novembre ( PalaSanFilippo ) ( prevendite online: www.greenticket.it )

NAPOLI: dal 2 al 7 dicembre ( teatro Diana )
RIMINI: 13 dicembre ( 105 stadium )
PRATO: 17 dicembre

CASCINA (PI): 17 gennaio
BOLOGNA: 23 gennaio ( Paladozza )
BARLETTA (BA): 29 gennaio

ASSAGO (MI): 6-7 febbraio
TORINO: 20-21 febbraio
NICHELINO (TO): 22 febbraio
FIRENZE: 26-27 febbraio

BENEVENTO: 2 marzo
MESTRE (VE): 13-14 marzo

***

INFO: Verificate sempre che la prevendita online sia quella ufficiale, autorizzata dall'organizzatore ( vedere i manifesti ). Ad esempio a Brescia è GREENTICKET.

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GGM4 (giornalismo geneticamente modificato 4: deontologia)

Il Blog di Daniele Luttazzi - 20 Novembre, 2008 - 17:16

Ad Aprilia esistono quattro impianti industriali ( due farmaceutici, uno di vernici e uno di pesticidi ) che, secondo la “legge Seveso”, sono a “rischio di incidente rilevante”. In tanti, da tempo, cercavano il modo di rendere l’aria ancora più irrespirabile e la zona ancor più pericolosa. Tutti battuti sul tempo dall’ingegner De Benedetti, grande sponsor del PD, che con la sua Sorgenia costruirà proprio qui, grazie a una autorizzazione concessa nel 2006 dal ministro Bersani ( PD ), una maxicentrale elettrica turbogas da 750 megawatt: produrrà energia bruciando metano. La massima ricaduta degli inquinanti sarà nel raggio di 5 km, densamente abitati. Poco importa che i cittadini di Aprilia protestino con manifestazioni, cortei e presìdi, sgomberati a forza: la Repubblica ( De Benedetti ) non ne parla. Ovvero, per dirla con Repubblica, "Berlusconi attacca il PD."

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Cossiga, perchè non parli?

Il Blog di Beppe Grillo - 20 Novembre, 2008 - 12:57



La proposta di legge popolare “Parlamento Pulito” è sempre in attesa di essere discussa in Senato dalla Commissione Affari Costituzionali(*). La richiesta ai membri della Commissione di esprimere sul blog la loro opinione sulle tre modifiche alla legge elettorale:
- nessun condannato in Parlamento (oggi sono 18)
- due legislature e poi a casa
- elezione diretta del candidato con voto nominale
è stata accolta solo da Pardi e Belisario (IDV). Nei prossimi giorni pubblicherò i filmati con le dichiarazioni.
Il resto della Commissione tace.
Un silenzio comprensibile: se perdono il posto da parlamentari che altro possono fare nella vita? Chi gli dà più uno stipendio?
Il silenzio di Cossiga, membro della Commissione, invece mi sorprende. “Francesco, perché non parli?”
Faccio una chiamata nominale al senatore a vita e presidente emerito. Si pronunci. Nelle ultime settimane ha picconato professori e studenti ricordando i bei tempi del terrorismo e degli infiltrati, ma anche i presunti responsabili politici e operativi (Fini, Scajola, De Gennaro) della mattanza del G8 con la richiesta di una Commissione d’inchiesta che:
“ dovrà fare piena luce sui dolorosi fatti accaduti, compresa l’uccisione del giovane Giuliani ad opera di un carabiniere e piena chiarezza sull’operato del Governo, ed in particolare dell’allora Vice Presidente del Consiglio onorevole Gianfranco Fini, stranamente presente in Questura durante l’accadimento dei dolorosi fatti, dell’allora Ministro dell’Interno Claudio Scajola e soprattutto, specie dopo le dichiarazioni dell’attuale Capo della Polizia Manganelli, sull’operato dell’ex Capo della Polizia Gianni De Gennaro, perché fu egli, secondo il significato complessivo delle dichiarazioni del dottor Manganelli, il responsabile massimo della gestione operativa di vertice in quelle giornate e perché oggi è al vertice del Sistema per la Sicurezza della Repubblica ed è suo interesse che piena luce si faccia sul suo operato...”.
Cossiga, una Commissione per cambiare l’Italia c’è già, è quella in cui lei è presente. La faccia funzionare e porti il disegno di legge in Parlamento. Il pesce puzza sempre dalla testa. Da lì bisogna partire.
Fuori i pregiudicati che si fanno le leggi. Fuori i politici a vita. Fuori mogli, amanti, parenti, compari e portaborse nominati dai segretari di partito.
L’aspetto sul blog.

(*) La Commissione è presieduta da Vizzini (PDL) e composta da Benedetti Valentini (PDL), Incostante (PD), Adamo (PD), Bodega (LNP), Bastico (PD), Battaglia (PDL), Belisario (IDV), Bianco (PD), Boscetto (PDL), Ceccanti (PD), Cossiga (UDC-SVP-Aut), De Sena (PD), Fazzone (PDL), Lauro (PDL), Malan (PDL), Marino (PD), Mauro (LNP), Nespoli (PDL), Pardi (IDV), Pastore (PDL), Pistorio (Misto), Procacci (PD), Saltamartini (PDL), Sanna (PD), Saro (PDL), Sarro (PDL), Vitali (PD).




Diffondi l'iniziativa per fermare il massacro dei delfini balena

Ore 16:13 20/11/08 : 34.905 mail inviate


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VIDEO: IL MAGGIORDOMO - TRAVAGLIO Vs CAPEZZONE

Il Blog di Franca Rame - 20 Novembre, 2008 - 09:07

VIDEOclicca qui  Momenti di grande televisione durante il programma della 7 Otto e mezzo condotto da Lilli Gruber e Federico Guiglia. Lo studio si è trasformato in un vero e proprio ring sul quale si sono fronteggiati a viso aperto, e non senza colpi bassi, Daniele Capezzone e Marco Travaglio. Il tema della puntata era Berlusconi: o si ama o si odia? e lo svolgimento ha dimostrato chiaramente che non solo il punto di domanda dovrebbe essere sostituito da un bell'esclamativo, ma che l'estremizzazione dei sentimenti coinvolge anche seguaci e oppositori.
La bagarre, durata quasi 10 minuti, è iniziata quando Capezzone ha raccontato la discesa in campo del Cavaliere come la vittoria di un outsider. Travaglio ha commentato ironicamente: "Un piccolo fiammiferaio..." ed ha acceso la miccia. L'ex radicale ha subito invitato il giornalista a trattenersi da certe battute e la Sinistra a "elaborare il trauma dell'usurpatore".

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Fabullo è in Florida

Il Blog di Beppe Grillo - 19 Novembre, 2008 - 17:00



La mamma di Fabullo mi ha scritto. Per ringraziare, attraverso di me, tutti coloro che hanno offerto un contributo per aiutare Fabullo. La sottoscrizione per le cure mediche necessarie ha raggiunto 412.000 euro. Fabullo ha potuto andare in Florida. Sta recuperando l'attività motoria. Io mi sento felice. Voi dovreste essere felici. Io vi ringrazio. Oggi è una bellissima giornata e non sento il freddo. Belin, se scrivo ancora una riga va a finire che mi commuovo.

"Caro Beppe,
io e Fabullo siamo in Florida e non smetteremo mai di ringraziarti. Non è nemmeno un mese che siamo qui e ha già fatto più fisioterapia che in due anni in Italia e che non mi vengano a raccontare che conta solo la qualità. In meno di un mese il lato sinistro è già meno spastico, il lato destro si muove meglio e sta seduto ogni giorno meglio. Tenendo conto che i primi giorni ha dovuto abituarsi a tante cose non mi sembra proprio poco. Sarà anche vero che qui la sanità è solo a pagamento, ma è anche vero che in Italia quando ho voluto che Fabullo ricominciasse a mangiare dopo l'ictus l'ho trovata la logopedista bravissima (bravissima davvero, credimi), ma l'ho dovuta pagare comunque!!! E ho cercato di fidarmi dell'ASL, perchè prima di deciderci a cercare una libera professionista abbiamo aspettato nove mesi e non tre giorni.
Adesso sto cercando però di non pensare che tutto avrebbe potuto essere fatto vicino a casa, così ad esempio non lasciavo l'altra bambina, ma sto solo pensando al mio piccino che qui lavora tanto grazie all'aiuto di tante persone che hanno deciso di aiutarci così, senza nemmeno conoscerci e senza pretendere niente in cambio...Un abbraccio." Angela Aimo

Post precedenti su Fabullo:
Fabullo
La mamma di Fabullo



Diffondi l'iniziativa per fermare il massacro dei delfini balena

Ore 23.16 19/11/08 : 29.664 mail inviate


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MESSAGGIO DA franca. "QUALCUNO È IN GRADO DI AIUTARMI?"

Il Blog di Franca Rame - 19 Novembre, 2008 - 14:25

Vorrei riuscire ad avere l’elenco degli operai rimasti feriti, mutilati o deceduti sul lavoro nel 2008 (possibilmente con indirizzi e situazione familiare). Ho in mente di riorganizzare il “SOCCORSO ROSSO”, che avevo fondato negli anni 70 in sostegno alle famiglie di proletari (operai e studenti) finiti in carcere per occupazione di scuole e fabbrica, blocco dei cancelli o licenziati. Siamo in un periodo orrendo: indifferenza e solitudine imperano. Vorrei dedicare gli ultimi anni della mia vita impegnandomi seriamente in questa azione di solidarità. franca

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CATTOLICA DI MILANO: LEZIONE DI DARIO FO E FRANCA RAME. CRITICATO TREMONTI

Il Blog di Franca Rame - 19 Novembre, 2008 - 13:30

Gli studenti attendono il ministro con striscioni: «Benvenuto mister tagli». Lezione di Dario Fo e Franca Rame. Qualche decina di studenti dell’Università Cattolica questa mattina ha atteso l’arrivo del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, a Milano per l’inaugurazione dell’anno accademico 2008-2009 dell’ateneo di largo Gemelli. L’area che circonda la sede universitaria è stata completamente transennata e un corposo dispiegamento delle forze dell’ordine ha bloccato tutte le vie di accesso di largo Gemelli, dove c’è l’ingresso principale dell’ateneo. In poco più di una settantina, gli studenti si sono disposti dietro le transenne allestite dalla forze dell'ordine all'angolo tra via Santa Valeria e via Necchi, al lato dell'ingresso principale dell'università. Dietro lo striscione «Tremonti, più che Robin Hood, principe Giovanni», i ragazzi hanno allestito una gazebo per la raccolta di firme contro la legge 133 che prevede tagli alle università. Tra gli striscioni esposti «Benvenuto mister tagli» e «1.000 firme per abolire la legge 133».  Gli studenti però non hanno incrociato il ministro. Tremonti, infatti, questa mattina ha partecipato alla messa in Sant’Ambrogio celebrata dal cardinale Dionigi Tettamanzi e poi attraverso i cortili interni ha raggiunto l’aula magna dove si svolge la cerimonia, evitando così di incontrare gli universitari in protesta.

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Far Oer, Danimarca, il massacro delle balene

Il Blog di Beppe Grillo - 18 Novembre, 2008 - 16:50


La vergogna della Danimarca

Quando i delfini balena si avvicinano alle isole Far Oer della Danimarca è un giorno di festa. Le scuole chiudono e i bambini si recano in spiaggia insieme ai genitori. La popolazione, vestita con i costumi tradizionali, si appresta a ricevere i cetacei.



I delfini balena arrivano in gruppi, molte femmine con i piccoli. Sono animali socievoli, curiosi e non hanno timore dell'uomo. E' il grande spettacolo di autunno per gli isolani. In motoscafo spingono le balene nelle baie dove l'acqua è poco profonda.



Quindi si avvicinano con fiocine di due chili e le piantano più volte nelle carni degli animali finchè non li hanno immobilizzati. I carnefici delle Far Oer possono allora estrarre i coltelli da 15 centimetri e tagliare grasso e carne viva per trapassare la spina dorsale. I piccoli danesi applaudono mentre le balene gridano. Non lo sapevate? Le balene gridano come gli esseri umani quando sono macellate. L'acqua acquista un bel colore rosso sangue. 2.000 balene sono trascinate sulla riva dai coraggiosi abitanti delle Far Oer per essere lasciate agonizzare. La maggior parte marcisce ed è ributtata a mare.



Il delfino balena è una specie protetta e non si conosce il numero di esemplari ancora esistente.
Invito i lettori del blog a non recarsi in vacanza nelle isole Far Oer o a comprare prodotti danesi fino a quando questo ignobille massacro durerà.
Inviate una mail alla regina di Danimarca per chiederle di intervenire e promuovete questa iniziativa sul vostro blog.

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Ore 11.53 19/11/08 : 18.662 mail inviate


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VIDEO - Fantastico 1988 con Celentano: Franca Rame recita "LO STUPRO" - 1a Parte

Il Blog di Franca Rame - 18 Novembre, 2008 - 09:26


Fantastico 1988. Presenta Adriano Celentano. Franca Rame gli telefona e propone il suo famoso brano Lo Stupro. Adriano accetta. La RAI media e alla fine acconsente. Fino all'ultimo minuto Franca non fu sicura di poter recitare il suo pezzo. davanti a 12 milioni di telespettatori, Franca recita Lo Stupro, sconvolgendo schemi e rituali televisivi, suscitando un immenso scalpore nel Paese. Questo video storico e raro presenta l'intero evento suddiviso in 2 parti presentate nella versione intergrale con la presentazione di Celentano. Il Video, curato, montato e pubblicato da Fabio Greggio, sarà proiettato il 25 novembre nella sala del Ridotto del Teatro Frascini di Pavia: infatti Franca e Fabio, che saranno presenti all'evento, hanno deciso di donare il video all'Associazione LiberaMente "Donne contro la violenza" di Pavia. I video sono disponibili nel canale YouTube FrancaRameVideo.  La seconda parte sarà disponibile a giorni e pubblicata anche qui.

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VIDEO - Fantastico 1988 con Celentano: Franca Rame recita "LO STUPRO" - 1a Parte

Il Blog di Franca Rame - 18 Novembre, 2008 - 09:26


Fantastico 1988. Presenta Adriano Celentano. Franca Rame gli telefona e propone il suo famoso brano Lo Stupro. Adriano accetta. La RAI media e alla fine acconsente. Fino all'ultimo minuto Franca non fu sicura di poter recitare il suo pezzo. davanti a 12 milioni di telespettatori, Franca recita Lo Stupro, sconvolgendo schemi e rituali televisivi, suscitando un immenso scalpore nel Paese. Questo video storico e raro presenta l'intero evento suddiviso in 2 parti presentate nella versione intergrale con la presentazione di Celentano. Il Video, curato, montato e pubblicato da Fabio Greggio, sarà proiettato il 25 novembre nella sala del Ridotto del Teatro Frascini di Pavia: infatti Franca e Fabio, che saranno presenti all'evento, hanno deciso di donare il video all'Associazione LiberaMente "Donne contro la violenza" di Pavia. I video sono disponibili nel canale YouTube FrancaRameVideo.  La seconda parte sarà disponibile a giorni e pubblicata anche qui.

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2- MINISTRO FURBETTA: I FANNULLONI SONO DI SINISTRA. NON E' VERO, LUI NE E' LA PROVA!

Il Blog di Franca Rame - 17 Novembre, 2008 - 23:17

I fannulloni sono di sinistra: con questa ultima provocazione il ministro irritato dall'inchiesta de L'espresso si conferma capace di occupare la scena mediatica e di dividere l'opinione pubblica. Irritato dall'inchiesta de L'espresso sulla sua carriera politica (fannullone al parlamento UE) e universitaria (Fino a Teramo per un facile coincorso...eheheh), il ministro Brunetta ha ritenuto di alzare il tiro della polemica, ed è tornato sul tema a lui più caro: i fannulloni. Addebitandoli in un colpo solo alla sinistra italiana. "Il Paese è con me, ma un pezzo del Paese no e me ne sono fatto una ragione. E' il Paese delle rendite, dei poteri forti e dei fannulloni, che spesso stanno a sinistra".

Un attacco al sindacato che ha subito scatenato reazioni molto dure, con la sfida del segretario della Cgil Epifani a provare la fondatezza di certe affermazioni. Intanto però, nella compagine governativa, Brunetta si sta dimostrando uno dei più abili nell'occupare la scena mediatica. Abilissimo anche nella politica degli annunci che caratterizza l'esecutivo guidato da Berlusconi. Un ministro capace - con esternazioni a mitraglia - di dividere l'opinione pubblica e far discutere su un tema importante come l'etica del lavoro.

Un ministro furbetto o destinato a stupirci molto presto con risultati speciali?

Fonte Espresso

 

A mio avviso Brunetta dice quel che pensa, ma non pensa a quel che dice. O forse, peggio: pensa a quel che dice.  Ma secondo voi, pensa?

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G8: l'autoassoluzione dei politici

Il Blog di Beppe Grillo - 17 Novembre, 2008 - 12:25


Da oggi è disponibile il secondo DVD di Passaparola: "Senza stato, né legge..."

Testo:
"Buongiorno a tutti.
Non siamo in un bunker bucherellato da killer, semplicemente siamo nello studio che avete sempre visto che è in via di riammodernamento.
Io oggi vorrei parlare di due sentenze, ma per non parlarne in realtà, perché una merita silenzio in quanto affronta un problema di vita e di morte, cioè entra addirittura in una casa privata, in un letto dove c'è una persona, Eluana, che si trova in stato vegetativo da moltissimi anni, dove un giudice ha stabilito, previo consenso informato suo, ai tempi, e di suo padre oggi, di risparmiarle l'accanimento. Io non ho nessuna posizione su questa storia e non invidio nemmeno chi ha una posizione in merito perché penso che chi si stia pronunciando, lo stia facendo abusando. La sguaiataggine con cui si trattano fatti così delicati che riguardano la coscienza delle persone, al massimo estesa alla coscienza dei medici, è veramente un segno della cafonaggine e dell a barbarie nel periodo nel quale viviamo. E' interessante però quello che si è scritto di questa sentenza perché si è fatto dire ai giudici quello che i giudici non hanno detto. I giudici si sono limitati a respingere il ricorso della procura generale di Milano contro un provvedimento analogo che era stato preso dalla magistratura nel grado di giudizio precedente. Voi sapete che in Italia non esiste una legge sul testamento biologico, voi sapete che in Italia c'è un diritto sancito dalla Costituzione, che stablisce il diritto dei cittadini di essere curati nel migliore dei modi ma non stabilisce l'obbligo a farsi curare ad ogni costo.
Quindi, in questo deserto legislativo, su questo principio costituzionale, quando il padre di Eluana ha chiamato i giudici a pronunciarsi. E loro, essendo obbligati a farlo, lo hanno fatto con gli strumenti che avevano: la Costituzione, visto che il parlamento da quattro legislatura si balocca e si palleggia la legge sul testamento biologico che è quella che dovrebbe normare la possibilità per ogni cittadino di poter stabilire che cosa vuole gli sia fatto, nel caso in cui, disgraziatamente, dovesse ritrovarsi in condizioni di poter più scegliere. Quindi non è vero che i giudici hanno deciso che bisogna uccidere con l'eutanasia. Non è vero che i giudici hanno deciso che bisogna uccidere questa persona. I giudici hanno stabilito semplicemente che questa persona possa essere lasciata nello stato nel quale si sarebbe trovata qualche decina di anni fa, quando questi problemi non si ponevano per una semplice ragione: che la ricerca tecnologica medica e scientifica era ancora più arretrata, ovviamente, e non aveva ancora inventato l'alimentazione e la respirazione artificiale. Quindi la persona non più alimentata e non più ossigenata artificialmente veniva meno.
Oggi c'è la possibilità di tenerla in vita artificialmente, i giudici hanno stabilito che c'è un limite a questo accanimento, ed è il limite che dovrebbero decidere, quando lucidi, tutte le persone mettendo per iscritto un qualcosa. Non c'è questa legge e quindi la Cassazione ha semplicemente respinto il ricorso della procura generale che voleva continuare a procrastinare questo stato di vita artificiale. Io non so quale sia la soluzione migliore in quel caso, io non so quando finisca la vita, io non so quando cominci, io non invidio quelli che hanno certezze. Penso che su casi come questi bisognerebbe evitare intanto di dire sciocchezze, tipo che la magistratura ha istituito l'eutanasia in Italia. L'eutanasia significa fare un'iniezione avvelenata a una persona. Non significa smettere di mantenerla in vita artificialmente. E nello stesso tempo bisognerebbe avere un po' di pudore quando si parla di queste cose. Bisognerebbe muoversi con circospezione, in punta di piedi e se proprio bisogna parlare bisogna informarsi molto bene e domandarsi chi sono io, per dire delle cose così pesanti su un caso drammatico. E poi farlo sottovoce o meglio ancora stare zitti.
L'altra sentenza sulla quale è giusto parlare, anche ad alta voce (quando sarà uscita però è la sentenza sul G8 di Genova. O meglio, quella emessa l'altro giorno dal tribunale di Genova che riguardava alcune decine di uomini delle forze dell'ordine imputati per le violenze selvagge, avvenute nella scuola Diaz, ai danni di cittadini inermi che, tra l'altro, dormivano.
Questa sentenza ha suscitato reazioni contrapposte, nel senso che alcuni hanno detto: "meno male! I giudici hanno stabilito che non c'era nessun disegno, che non c'era nessun complotto e non c'erano ordini superiori". Queste persone avevano agito autonomamente. Almeno quelle che sono state condannate, mi pare 13. I superiori non c'entrano. Gli altri, quelli che invece sono insoddisfatti della sentenza dicono: "è una vergogna! I giudici hanno stabilito che non c'era nessun mandante superiore, non c'era nessun ordine superiore, e questi qui hanno agito a titolo personale di testa loro. Non possiamo credere ad una sentenza così vergognosa" eccetera. Qui voi vedere che i due poli opposti in realtà sostengono la stessa cosa! E cioè che i giudici hanno stabilito che, a parte i manovali del manganello, i manovali della bomba molotov portata dentro per costruire "ex post" una prova dell'attività eversiva che in quella scuola si sarebbe svolta per giustificare le botte, sono, secondo la sentenza, gli unici responsabili. Quindi abbiamo sentito dire, sia da quelli che la sentenza la applaudono, sia da quelli che la criticano, che i giudici hanno stabilito come queste persone fossero delle teste calde che hanno agito di loro iniziativa, senza ordini superiori. La versione A e la versione B, in realtà, coincidono. Sono diversi i toni e i commenti: ad alcuni va molto bene, ad altri va molto male. Gasparri ha detto: "è una sentenza meravigliosa! Anzi, speriamo che sia una sentenza verso un secondo grado che salvi anche quei pochi che sono stati condannati". E dall'altra parte della sinistra si è sentito dire che è una sentenza vergognosa.
E' la solita cosa: pagano gli ultimi e invece i mandanti non pagano mai. Sono due reazioni speculari che io non se siano giuste o sbagliate, ciascuno può dire quello che vuole, ma sono sicuramente premature. A tal proposito sto cercando alcuni articoli di giornale e se li trovo ve li mostro, ebbene le reazioni sono premature per una ragione molto semplice: perché nessuno ha ancora letto la sentenza! Nessuno l'ha letta perché ancora nessuno l'ha scritta. Non c'è ancora scritto da nessuna parte: "chi ha fatto cosa e perché". C'è soltanto il dispositivo, cioè una formuletta di poche righe nelle quali c'è scritta una cosa molto semplice: Un elenco di nomi con una serie di elementi numerici con un tot di anni, oppure niente anni. La sentenza con le motivazioni sarà depositata fra tre mesi e ci dirà perché Tizio è colpevole e Caio no, e soprattutto ci dirà se i mandanti esistono o non esistono. Si dice: "Mah se i mandanti esistessero li avrebbero condannati" ma attenzione! Qui si nasconde l'equivoco nel quale incorriamo un po' tutti ogni volta che sentiamo una sentenza. Noi di solito facciamo un grande can can quando si apre un'indagine, poi l'indagine ce la dimentichiamo. Udienza preliminare, inizia il processo, arrivano le testimonianze, è lì che si forma la prova del dibattimento ma i giornali non hanno tempo di seguire (salvo si tratti del delitto di Cogne o del delitto di Garlasco) non ci sia un po' di pelo. Poi ad un certo punto arriva la sentenza come un fulmine a ciel sereno. Per noi è il dispositivo perché viene letto subito, mentre la motivazione non è contestuale , salvo rari casi, ma viene scritta nei mesi successivi.
Forse una buona riforma potrebbe essere quella di pubblicare le sentenze quando ci sono le motivazioni già allegate. Credo sarebbe meglio perché col sistema attuale ci si concentra sul chi ha preso quanto, e sul chi non ha preso niente. E si dimentica di andare a vedere che cosa hanno scritto i giudici per la ricostruzione del fatto, secondo la loro ottica. Lo dico perché quando usciranno le motivazioni della sentenza sul G8, non si darà lo stesso rilievo che ha avuto il dispositivo. Eppure sono molto più importanti le motivazioni che non il dispositivo. Perché è lì che noi andremo a vedere se davvero i giudici hanno escluso l'esistenza di mandanti, scrivendo una cosa assurda, come quella che in questi giorni gli è stata attribuita. E cioè che quei tredici picchiatori sono delle mele marce che ad un certo punto, impazziti, sono entrati in una scuola e hanno cominciato a massacrare i ragazzi che dormivano. E che alcuni, impazziti a loro volta, hanno portato delle molotov nella scuola per dimostrare che il blitz era sacrosanto. Io dubito che esistano dei giudici sani di mente, che scrivano cose di questo genere. Secondo me è più probabile che nella sentenza troveremo scritta una cosa diversa. Cioè: i mandanti ci sono. Vanno cercati. Forse sono quelli che sono stati indicati dalla procura, che sono stati rinviati a giudizio. Ma le prove a loro carico non bastano a dimostrare che siano loro. Perché un conto è dire che sicuramente ci sono i mandanti per la dinamica dei fatti, non possono non esserci. Un altro conto è invece dire che il mandante è Tizio e non Caio. Per poterlo sostenere devo possedere delle prove schiaccianti che mi convincano al di là di ogni ragionevole dubbio. Ebbene è possibile che i giudici scrivano di non essere convinti, ogni oltre ragionevole dubbi o, che erano proprio Tizio e Caio. Resta probabile che fossero. Ragionando umanamente. A naso. Ma dato che le sentenze non si fanno a naso ma si fanno con le prove, magari i giudici hanno ritenuto che non ci siano le prove sufficienti e quindi abbiano deciso di assolverli. I presunti mandanti. I giudici potrebbero scrivere anche un'altra cosa: che i mandanti non sono stati raggiunti da prove sufficienti perché le indagini sono state fatte male. Lo ha scritto Giovanni Bianconi sul Corriere, cronista rispettabilissimo, di solito molto informato. dice che l'indagine è stata fatta male. Per acchiappare il disegno complessivo si sono persi di vista i tasselli che pazientemente il pubblico ministero dovrebbe mettere insieme. io non ho elementi, non conosco il processo. Può darsi benissimo invece che i magistrati dicano: "le prove che i magistrati potevano trovare le hanno trovate, ma queste bastavano! Ma non bastano per condannarli al carcere". Oppure potrebbero dire che le prove raccolte non sono state sufficienti perché l'indagine è stata depistata, sviata, perché ci sono state delle turbative, inquinamenti delle prove. Degli avvicinamenti di testimoni per fargli cambiare idea o versione. C'è un processo parallelo a capo dell'ex capo della polizia De Gennaro che ipotizza proprio questo. Insomma, per sapere cos'hanno scritto i giudici del processo sul G8, dovremo aspettare tre mesi. Fino ad allora scrivere che non è stato nessuno, o che hanno fatto tutto quei tredici, oppure: "Evviva! La polizia ne esce pulita." oppure: "Evviva il vertice della polizia non c'era. O se c'era dormiva". Sono tutte stupidaggini senza senso. Bisogna aspettare di leggere cosa hanno scritto. E' per questo che si fanno le motivazioni delle sentenze.
E' per questo che si dice che le sentenze vanno rispettate. Rispettare le sentenze non vuol dire non discuterle. Rispettare le sentenze vuol dire leggerle e partire dal presupposto che il giudice possa essere in buona fede. Quando uno, dopo aver letto le sentenze, scopre che il giudice ha detto delle grandi stronzate, e magari le dice per coprire qualche papavero potente scaricando le colpe sui suoi sottoposti, allora uno può persino dire non solo che la sentenza è sbagliata, ma che è pure stata scritta in malafede da parte di un giudice che non ha il coraggio di prendersela coi potenti ma soltanto coi poveracci facendo volare gli stracci. Si può dire tutto delle sentenze a patto si siano lette. Per averle lette bisogna che qualcuno le abbia scritte. Per scriverle bisogna pazientare tre mesi per vedere che cosa diavolo scriveranno questi giudici per giustificare la condanna di quei tredici e l'assoluzione di quegli altri. Poi lo sappiamo che col clima che si è creato in Italia nei processi ai potenti, di solito, le prove che sono sufficienti per condannare un poveraccio non bastano per condannare un potente. Il livello probatorio che si rende necessario per passare i vari gradi di giudizio, quando l'imputato è un potente, è molto più alto rispetto a quello che è necessario per far condannare dalla Cassazione uno spacciatore di hashish magari extracomunitario. Questo è ovvio. Questo non è giusto. E' profondamente ingiusto ma anche profondamente umano. Nel senso che se un giudice condannava un marocchino che non c'entrava niente nessuno si lamenta, anzi nessuno se ne accorge. Il giudice non ne pagherà alcuna conseguenza. Se un magistrato invece condanna un potente, che poi viene assolto per insufficienza di prove, non perché era innocente, ma per insufficienza di prove nel grado successivo, lo massacrano! Lo maciullano! Lo insultano a reti unificate da destra e da sinistra. Quindi è chiaro che un magistrato ci sta molto attento quando giudica un potente e un po' meno attento quando giudica un poveraccio. Purtroppo sappiamo che si parte da questi blocchi di partenza sfasati, dove in un processo in cui ci sono i poveracci o i potenti. Però prima di stabilire che il giudice ha privilegiato i potenti rispetto ai poveracci, andiamoci cauti: aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza! Dopodiché potremo dire di tutto. Ma potremmo dire anche una cosa diversa: cioè che è abbastanza naturale se in questi processi sia più facile condannare l'esecutore materiale rispetto al mandante. Ma perché? Perché l'esecutore materiale è quello che lascia l'impronta sulla pistola. (nel nostro caso sul manganello.) E' quello che si vede lì a fare irruzione. E' quello che parla, urla, picchia. Il mandante lì non c'è. Il mandante non lascia per iscritto gli ordini. Come nei delitti che si rispettano l'esecutore materiale è più facile da prendere. Non solo perché è l'ultimo anello della catena ma anche perché è stato sulla scena del delitto. Ha lasciato qualche capello, qualche mozzicone di sigaretta, un'impronta, uno sputacchio un segno di dna. Il mandante, se non è un idiota, non mette su atto notarile che ha mandato a uccidere e quindi, non solo, è più impotente e quindi è meno probabile che venga processato, ma è più improbabile che venga condannato per la semplice ragione che le prove che si possono raccogliere su di lui, sono molto più labili e difficili. Le prove sul mandante saranno molte meno rispetto a quelle che si possono raccogliere sul killer. Il che vorrebbe dire che il giudice ha stabilito che non c'è un mandante? No! Il giudice ha stabilito che c'è un mandante ma che le prove a carico del mandante non sono sufficienti. Bisogna indagare ancora. E nel caso della Diaz potrebbe essere la stessa cosa. Si dirà: "Allora facciamo la commissione parlamentare d'inchiesta". Lo ha detto Di Pietro. Secondo me sbaglia. Sbagliava quando diceva: "non la dobbiamo fare a meno che non sia una commissione che indaga anche sulle violenze dei black blok". Figuriamoci se le commissioni parlamentari devono occuparsi dei reati commessi dai cittadini comuni! I reati dei cittadini comuni vengono esaminati dalla magistratura. Le commissioni parlamentari servono per stabilire le deviazioni istituzionali dei vertici della polizia. Ma secondo me, con la motivazione sbagliata, aveva ragione Di Pietro quando diceva che non ci voleva la commissione. E ha torto adesso quando dice che ci vuole, anche se non può essere accusato di incoerenza perché lui aveva detto: "non dobbiamo farla per non intralciare il processo, ora che il processo si è fatto, è evidente che ora la commissione non lo intralcerebbe più". Salvo poi che non ci sia un post scriptum in appello. Perciò secondo me la sua non è una posizione incoerente. Secondo me la sua posizione attuale è sbagliata come tutti quelli che a sinistra vogliono la commissione parlamentare ed'inchiesta, non perché non ci vorrebbe. Questo è proprio il classico caso di scuola, in cui ci vorrebbe una commissione parlamentare d'inchiesta per stabilire le responsabilità politiche, e anche morali di coloro che hanno, o mandato o autorizzato o chiuso gli occhi o depistato.
Ma in un parlamento normale. In un parlamento serio. In un parlamento come quello americano dove le commissioni più dure di inchiesta sull'attività dell'amministrazione sono di solito presiedute dai compagni di partito del presidente e del capo dell'amminstrazione. Noi abbiamo un parlamento in cui non si vuole la verità. Si vogliono fabbricare verità di comodo e di partito, o di corrente, dove si vogliono utilizzare le commissioni parlamentari per buttarcisi gli stracci addosso, per ricattarsi a vicenda e arrivare alla fine con un bel pari e patta, dove la verità non conta nient e. Le commissioni parlamentari d'inchiesta da vent'anni a questa parte, non sempre, sono servite a fabbricare le relazioni di maggioranza e di minoranza. Ciascun partito ha la sua verità e intanto ci si ricatta a vicenda. Per carità non facciamo di nuovo la stessa cosa coi fatti di Genova! Abbiamo almeno tredici condannati, abbiamo almeno una sentenza che sta arrivando e che potrebbe ricostruire i fatti, lasciamo tutto così! Le commissioni di questi anni sono servite per cancellare anche quel pochissimo che la magistratura aveva scoperto. Invece di aprire lo spettro della verità giudiziaria che è strettissima alla verità politica che è larghissima, le commissioni parlamentari si incaricano anche di cancellare la verità processuale, quel poco che hanno scoperto i giudici. Nel processo Andreotti la sentenza ha stabilito che Andreotti era mafioso fino al 1980, reato commesso ma prescritto. La commissione d'inchiesta sulla mafia, invece di aprire il ventaglio, andando a vedere anche là dove non c'è il reato ma c'è una grave responsabilità politica, ha chiuso anche quel piccolo spiraglio che aveva aperto la magistratura. Il presidente della commissione di Forza Italia, ha messo nero su bianco che la sentenza ha sbugiardato il teorema accusatorio di Caselli. Cioè ha sbianchettato anche quel poco che la magistratura era riuscita a provare al di là di ogni ragionevole dubbio. Speriamo che non si voglia ripetere la stessa esperienza col caso del G8 perché se adesso ci sembrano poche quelle tredici condanne, quando ci sarà passata sopra una commissione parlamentare, le rimpiangeremo. Passate parola."


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peccato perdere gli amici...

Il Blog di Franca Rame - 16 Novembre, 2008 - 22:35

    C'era una volta un amico frequentatore del blog... assiduo, intelligente, colto... M'ha fatto piacere conoscerlo... con lui, Francy e Lara... manifestazioni festose, panini e risate... pranzi seduti a chiacchierare. Invitato a casa nostra, anche al mare... ricevuto con amore...

Una buona persona, simpatica, onesta. Povera. Decido di dargli una mano... come a tanti. Quando non sono stata più in grado di dare aiuto né a lui né agli altri... (io non sono un ente statale... non ho sovvenzioni ministeriali) non l'ho più sentito. C'era una volta un amico... Peccato averlo perso! franca

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BRUNETTA: "MINISTRO FURBETTA"

Il Blog di Franca Rame - 16 Novembre, 2008 - 22:01

 La trasferta a Teramo per diventare professore. La casa con sconto dall'ente. Il rudere che si muta in villa. Le assenze in Europa e al Comune. Ecco la vera storia del ministro anti-fannulloni . La prima immagine di Renato Brunetta impressa nella memoria di un suo collega è quella di un giovane docente inginocchiato tra i cespugli del giardino dell'università a fare razzia di lumache. Lì per lì i professori non ci fecero caso, ma quella sera, invitati a cena a casa sua, quando Brunetta servì la zuppa, saltarono sulla sedia riconoscendo i molluschi a bagnomaria. Che serata. La vera sorpresa doveva ancora arrivare. Sul più bello lo chef si alzò in piedi e, senza un minimo di ironia, annunciò solennemente: "Entro dieci anni vinco il Nobel. Male che vada, sarò ministro". Eravamo a metà dei ruggenti anni '80, Brunetta era solo un professore associato e un consulente del ministro Gianni De Michelis.

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Mi ama o mi Obama?

Il Blog di Beppe Grillo - 16 Novembre, 2008 - 14:15


Mi ama o mi Obama?
Clicca l'immagine

Obama parla al mondo attraverso YouTube. Mediaset chiede danni per 500 milioni di euro a YouTube.
Obama predica l'avvento delle reti sociali e della democrazia diretta. L'Italia rilancia il digitale terrestre e la legge ammazzablogger (Levi-Veltroni).
Negli Stati Uniti la banda larga è ovunque, da noi è in Parlamento e 3.000 comuni sono senza ADSL.
La politica italiana vive di televisione, senza contraddittorio. La televisione si è fatta addirittura politica. Telepolitica. La televisione distrugge la coscienza delle persone. La Rete aiuta a formarla.
Lo psiconano sfoglia la margherita: "Mi ama o mi Obama? Mi ama o mi Obama?" Secondo me lo Obama.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?), noi neppure.


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1957 - RascelFiFi Franca Rame (Atomica!) e Dario Fo (Biondo!)

Il Blog di Franca Rame - 15 Novembre, 2008 - 22:42


Dal film RascelFifi del 1957 qualche raro fotogramma di Franca Rame, protagonista e definita "Atomica" dai giornali di allora e un Dario Fo, bandito, con una esilarante parrucca bionda! Imperdibile: da cult!!!!.
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Quella cosa in Lombardia

Il Blog di Beppe Grillo - 15 Novembre, 2008 - 12:32


Bisonti in mezzo a una strada

Lo sentite il rumore degli zoccoli? Arrivano dal Piemonte, dal Veneto, dalla Lombardia. Due milioni, forse tre milioni di persone perderanno entro un anno (e stanno già perdendo) il posto di lavoro. Lo perdono al Nord, dove c'è, è elementare, i disoccupati del Sud non possono perdere quello che non hanno. Chi rimane a casa da un giorno all'altro occupa le stazioni, fa presidi, scende in piazza. Ma la sua protesta rimane sotto vuoto spinto. I media non ne parlano, si vergognano di mostrare padri di famiglia in mezzo a una strada. Per tranqullizzare usano termini soavi come "recessione tecnica" o "diminuzione del PIL".
Politici e giornalisti (parlo di quelli servi, la maggioranza) sono categorie immuni dalla crisi. Perchè dovrebbero occuparsene? E' un problema che riguarda sempre gli altri. L'unica soddisfazione per i nuovi disoccupati è che non moriranno più sul lavoro, ma soltanto di fame. In Lombardia è scoppiata un'epidemia, le banche si tengono i soldi e non li prestano più senza garanzie, le imprese straniere se ne vanno, quelle italiane perdono il mercato. E' un bollettino di guerra, ma è solo la punta dell'iceberg. Leggere per credere.

BASIGLIO - MILANO: Astrazeneca, multinazionale farmaceutica, annunciato taglio di 315 dipendenti.
ASSAGO - MILANO: già a casa 55 lavoratori (236 in tutta Italia) della Engineering, azienda settore informatico.
ALBINO - BERGAMO: cotonificio Honegger ha annunciato 240 esuberi
PROVINCIA DI BRESCIA: 180 dipendenti della Franzoni filati di ESINE, 132 della Feltri di MARONE, 260 della Niggeler & Kupfer di CETO, 36 alla Henriette di CASTENEDOLO per un totale di 606 lavoratori dell'area bresciana per i quali sono appena stati annunciati tagli e cassa integrazione.
SAN GIULIANO MILANESE - MILANO. La San Carlo licenzia 19 lavoratori.
SUZZARA - MANTOVA: 160 precari IVECO non riconfermati.
MILANO: la Gabetti ha annunciato il licenziamento di 110 addetti (500 in tutta Italia).
CERIANO LAGHETTO - COMO: mobilità per 230 dipendenti della Rhodia.
JERAGO - VARESE: 90 cassintegrati alla Meccanica Finnord.


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Condannati in Parlamento maggiorenni

Il Blog di Beppe Grillo - 14 Novembre, 2008 - 18:21


Al Capone

I condannati in Parlamento hanno raggiunto la maggiore età. Hanno compiuto infatti il 18esimo pregiudicato. Il risultato è stato reso possibile grazie alle prestazioni di Giulio Camber, senatore del PDL, condannato a otto mesi di carcere con conferma in Cassazione lo scorso settembre per millantato credito. Un reato che ci mancava nella raccolta delle figurine.
Finora in Parlamento erano presenti soltanto condannati per:
- falso
- corruzione di pubblico ufficiale
- abuso d’ufficio
- lesioni personali
- resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale
- favoreggiamento
- false fatturazioni
- frode fiscale
- falsa testimonianza
- ricettazione fallimentare
- banda armata
- favoreggiamento
- tentata concussione
- incendio aggravato
- finanziamento illecito
- corruzione
- concorso in bancarotta
Belin, questi fanno paura persino ai Casalesi. Per stargli dietro mi sto studiando il codice penale.
Le firme raccolte per Parlamento Pulito sono state giudicate valide. La Commissione Affari Costituzionali del Senato sta esaminando l’iniziativa di legge popolare. Tre proposte: nessun condannato in Parlamento, solo due legislature per parlamentare, votazione diretta del candidato.
La Commissione è presieduta da Vizzini (PDL) e composta da Benedetti Valentini (PDL), Incostante (PD), Adamo (PD), Bodega (LNP), Bastico (PD), Battaglia (PDL), Belisario (IDV), Bianco (PD), Boscetto (PDL), Ceccanti (PD), Cossiga (UDC-SVP-Aut), De Sena (PD), Fazzone (PDL), Lauro (PDL), Malan (PDL), Marino (PD), Mauro (LNP), Nespoli (PDL), Pardi (IDV), Pastore (PDL), Pistorio (Misto), Procacci (PD), Saltamartini (PDL), Sanna (PD), Saro (PDL), Sarro (PDL), Vitali (PD).
Chiedo ai componenti della Commissione se vogliono esprimere pubblicamente la loro opinione personale con una lettera o un’intervista al blog sulla proposta di legge in esame. Nessuno di loro è tra i condannati in via definitiva ed è un buon punto di partenza.
Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure.


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SVEZIA: DARIO FO SARA' SUI FRANCOBOLLI

Il Blog di Franca Rame - 14 Novembre, 2008 - 00:13

L'omaggio oggi  13 novembre in Svezia! Da autore di francobolli (suo è il 550 lire sammarinese per Carlo Goldoni, inserito nella serie del 17 settembre 1993), a protagonista di un intero foglietto. E' disponibile dal 13 novembre il blocco con cui la Svezia ricorda il Nobel per la letteratura Dario Fo.

L'autore, attore e regista italiano, che per il lancio è atteso a Stoccolma, viene citato in due tagli da 11 corone, uno con il busto e l'altro con l'immagine che caratterizza il diploma, dovuta da Bo Larsson e che richiama i giullari medievali. Venne creata in vista della prestigiosa cerimonia di consegna del riconoscimento, poi svoltasi il 10 dicembre 1997. Altre tre significative espressioni di Dario Fo sono presenti sui bordi della confezione.

Nato il 24 marzo 1926, fu -ammette in un'intervista raccolta da Sweden post- collezionista di francobolli da ragazzino, senza soffermarsi su un tema preciso. “Sono stato affascinato da tutti i diversi disegni, che suscitavano la mia curiosità”. Dall'attenzione per le vignette, alla consapevolezza del valore economico. “Quando gli antifascisti fuggirono in Svizzera, non poterono portare soldi con loro, invece presero francobolli italiani da vendere per sopravvivere”. Il paese dove viveva, Sangiano (Varese), si trova sul confine. In quella situazione “ho compreso il valore dei francobolli e come siano facili da trasportare”.

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