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Perché gli svizzeri sono più intelligenti

Jacopo Fo Rosaria Guerra Perché gli svizzeri sono più intelligentiVi regaliamo un estratto del nuovo libro di Jacopo Fo. Buona lettura!
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Capitolo primo
Perché la Svizzera è molto meglio dell’Italia?

Perché negli ultimi quattrocento anni gli svizzeri hanno combattuto pochissime guerre e da centosessanta hanno issato per sempre il vessillo della pace.
Perché da sette secoli scelgono i loro capi votando e tutti hanno voce in capitolo sui terreni comuni.
Perché praticamente da sempre non riconoscono il potere derivato da un diritto di nascita. In Italia succede da poco più di sessant’anni e ci sono ancora dei monarchici a piede libero.
Perché in Svizzera non c’è Bruno Vespa e quasi nessuno che gli somigli.
Perché stanno meglio e sono mediamente più ricchi degli italiani, nonostante la loro terra sia priva di risorse naturali e di sbocchi al mare e non hanno certo il nostro enorme patrimonio artistico e architettonico.
Perché hanno meno burocrazia, servizi pubblici che funzionano e sono considerati dai funzionari pubblici cittadini e non sudditi.
Perché gli svizzeri hanno la certezza della pena e una giustizia rapida ed efficiente.
Perché hanno meno corruzione, meno spreco di denaro pubblico, meno violenza, meno crimini, meno politici, meno funzionari pubblici, meno fannulloni, meno ragazzotti imbambolati, meno teppisti, meno tifosi deficienti e ottengono tutto questo con molti meno poliziotti di quanti siano necessari per tenere a bada gli italiani.
Perché in Svizzera hanno più libertà di stampa, più giornalisti onesti, più associazioni per la difesa dei consumatori e se provi a vendere della cioccolata schifosa ti uccidono sul posto.
Perché hanno meno spazzini e meno cartacce per terra. Perché i loro rifiuti profumano di violetta mica come quelle schifezze delle immondizie italiane che sembra che prima di buttare via la roba ci vomitano sopra e la fanno fermentare un po’ in casa al caldo.
Perché sono una confederazione, cioè sono riusciti a mettere d’accordo francesi, tedeschi e italiani, mentre noi che mediamente siamo tutti italiani e mediamente parliamo la stessa lingua abbiamo speso anni a discutere di secessione.
La Svizzera è migliore dell’Italia perché mai, in nessun caso, loro darebbero sei televisioni in mano a un uomo solo.

Capitolo secondo
Come gli svizzeri sono riusciti a evitare mille guerre

L’aspetto più notevole del popolo svizzero è che è riuscito a evitare di essere massacrato come gli altri popoli europei dalle infinite guerre che hanno costantemente dissanguato il continente eurasiatico e il bacino Mediterraneo, negli ultimi millenni.
Certamente esistono altre zone montane dove la guerra non è arrivata o è giunta con limitata forza devastante. Ma fatta eccezione di qualche isola sperduta, qualche montagna impervia e qualche giungla impenetrabile, non esiste nessun altro posto che in epoca moderna sia riuscito a starsene fuori dalle guerre.
Sarà perché hanno dato retta al loro Santo protettore, frate Nicola da Flue (che più di cinquecento anni fa aveva ammonito i suoi concittadini di “non immischiarsi nelle questioni altrui”), sarà per altro, fatto sta che gli svizzeri, infischiandosene delle guerre e delle alleanze, hanno optato per la neutralità quattro secoli prima di Irlanda, Austria e Finlandia e da 500 anni a questa parte hanno combattuto solo qualche guerricciola interna fra cattolici e riformatori e sono stati invasi, nonostante il patto di neutralità, soltanto durante la guerra dei Trent’anni (nel 1633 e nel 1638) e al tempo di Napoleone.
Un’inezia, un nulla, una briciola di dolore rispetto ai laghi di sangue e di disperazione che hanno devastato il resto del continente e del mondo.
È in pratica dal 1515, l’anno della sconfitta di Marignano (oggi Melegnano) contro francesi e veneziani, che la Svizzera non partecipa a grossi conflitti; ed è dal 1848, data di nascita della moderna Confederazione, che la parola guerra è definitivamente scomparsa dal loro vocabolario.
Quando affronto questo argomento molti mi contestano dicendo: “Non hanno fatto guerre ma le hanno sfruttate”, citandomi alcune porcherie che i banchieri svizzeri hanno organizzato ai danni degli ebrei.
Effettivamente ci sono molte prove che durante la seconda guerra mondiale la Svizzera pacifista e neutrale, mentre si manteneva formalmente estranea alla guerra, nei fatti si comportava da segreta alleata dei nazisti, fornendogli aerei e munizioni, riciclando l’oro e i gioielli confiscati agli ebrei in contanti che servirono al Reich per finanziare l’industria bellica, chiudendo le frontiere e suggerendo la prassi di marcare i passaporti con la “J” di Jude. E questo è certamente
orribile ma questo crimine non è imputabile all’insieme del popolo svizzero. Come non si può condannare tutti i tedeschi per la criminalità di Hitler.
Ed è altrettanto vero che con il segreto bancario gli evasori fiscali ci vanno a nozze. In Svizzera l’evasione fiscale non costituisce un reato ma è soggetta a semplici sanzioni amministrative, e questo per gli evasori è un gran bel sollievo, perché significa essere sicuri che non saranno perseguiti. Addirittura un referendum popolare sull’eliminazione del segreto bancario proposto nel 1984 è stato nettamente respinto dal 73% dei votanti. Non è insomma un caso che l’industria del crimine abbia scelto la Svizzera per portare avanti i suoi loschi affari e riciclare i proventi delle attività illecite: qui le banche gestiscono, custodiscono e occultano immensi patrimoni, perpetuando la contraddizione tra un’ipocrita necessità di garantire la riservatezza e la contiguità con soggetti invischiati in operazioni poco trasparenti.
Sono dunque d’accordo sul fatto che ci siano stati e ci siano svizzeri figli di puttana, assassini, bastardi e imbroglioni. D’altra parte questi personaggi sono presenti in tutti i popoli e sarebbe sciocco aspettarsi che gli svizzeri siano sprovvisti di individui malfatti.
Non sostengo certo che in Svizzera sono tutti santi.
Ma l’aspetto interessante sta nel fatto che gli svizzeri hanno saputo utilizzare anche l’ingegno dei loro soggetti peggiori per ottenere un beneficio collettivo.

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Un nuovo libro di Jacopo Fo!

Perché gli svizzeri sono più intelligenti

Carissimi, questa settimana vi presentiamo un libro del nostro autore preferito (e non è il preferito perché è il nostro capo, maliziosi).
Erano anni che Jacopo voleva fare questo libro, e finalmente con Rosaria Guerra, nostra amica da secoli, ci è riuscito.
La tesi è già nel titolo “Perché gli svizzeri sono più intelligenti” e qui possiamo scatenare l’inferno... perché non è che gli svizzeri ci sono poi simpaticissimi, eh?
E invece, dopo aver letto questo libro penserete che magari potreste sposarne uno, purché alto e biondo.
Buona lettura!

Come gli svizzeri sono riusciti a evitare mille guerre
L’aspetto più notevole del popolo svizzero è che è riuscito a evitare di essere massacrato come gli altri popoli europei dalle infinite guerre che hanno costantemente dissanguato il continente eurasiatico e il bacino Mediterraneo, negli ultimi millenni. Certamente esistono altre zone montane dove la guerra non è arrivata o è giunta con limitata forza devastante. Ma fatta eccezione di qualche isola sperduta, qualche montagna impervia e qualche giungla impenetrabile, non esiste nessun altro posto che in epoca moderna sia riuscito a starsene fuori dalle guerre.
Sarà perché hanno dato retta al loro Santo protettore, frate Nicola da Flue (che più di cinquecento anni fa aveva ammonito i suoi concittadini di “non immischiarsi nelle questioni altrui”), sarà per altro, fatto sta che gli svizzeri, infischiandosene delle guerre e delle alleanze, hanno optato per la neutralità quattro secoli prima di Irlanda, Austria e Finlandia e da 500 anni a questa parte hanno combattuto solo qualche guerricciola interna fra cattolici e riformatori e sono stati invasi, nonostante il patto di neutralità, soltanto durante la guerra dei Trent’anni (nel 1633 e nel 1638) e al tempo di Napoleone.
Un’inezia, un nulla, una briciola di dolore rispetto ai laghi di sangue e di disperazione che hanno devastato il resto del continente e del mondo.
È in pratica dal 1515, l’anno della sconfitta di Marignano (oggi Melegnano) contro francesi e veneziani, che la Svizzera non partecipa a grossi conflitti; ed è dal 1848, data di nascita della moderna Confederazione, che la parola guerra è definitivamente scomparsa dal loro vocabolario.

 

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TicinoNews: Ecco perché gli svizzeri sono più intelligenti

LIBRI JACOPO FO Perché gli svizzeri sono più intelligentiIn un libro anomalo Jacopo Fo, figlio di Dario Fo e Franca Rame, rivela perché avrebbe voluto essere svizzero

"Nato nel 1955, avrebbe voluto essere svizzero. Invece è italiano e vive pure in Italia. Una situazione incresciosa. Non è mai neanche riuscito a fare l'amore con una svizzera. Si è consolato scrivendo questo libro che contiene un elogio sperticato del modo di vedere il mondo degli elvetici."

Comincia così, con un risvolto di copertina alquanto originale, il libro scritto a quattro mani dalla giornalista Rosaria Guerra e da Jacopo Fo, figlio del premio Nobel per la letteratura Dario Fo e di Franca Rame.

Il titolo è "Perché gli svizzeri sono più intelligenti". Un libro scritto con cognizione di causa, visto che Jacopo Fo ha vissuto a lungo attorno al nostro Cantone, dapprima a Luino e poi a Cernobbio.

Da pochi giorni l'anomala opera si trova nelle librerie. Destando una certa curiosità, soprattutto in un periodo di crescenti incomprensioni nei rapporti italo-svizzeri.

"In realtà ciò che mi interessa maggiormente è l'originalità dell'esperienza storica svizzera" ha dichiarato Fo al Corriere di Como.

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Modestamente mia moglie Eleonora ha scritto un romanzo strepitoso

Eleonora Albanese Per Te, con tutto l'amore che non mi hai detto LibroHo conosciuto mia moglie durante un corso di fumetto organizzato da Angese alla Locanda del Gallo. Per l’esattezza l’ho vista per la prima volta durante una mia lezione. Stavo parlando del contenuto politico dell’arte e dalla fila di disegnatori disposti lungo un immenso tavolo sbuca il suo viso e lei mi dice: “Sbagli tutto, l’arte è emozione!”  
Un grande inizio. Ho impiegato svariati giorni (e notti fino all’alba) per sedurla…
Non c’era modo di separarla da un nugolo di amiche fumettare. Sinceramente all’inizio pensavo solo a una bollente avventura, poi lei ha iniziato a stupirmi e mi sono perso guardandola ballare.
Eleonora Albanese in questi 18 anni di matrimonio ha continuato a stupirmi per la sua forza, perché conosce livelli di dolcezza che non sono ancora stati inventati, per il fatto che esco la mattina e quando torno la sera ha spostato la camera da letto in soggiorno, e viceversa, e costruito un muro di mattoni intonacati di 2 metri per 3, perché dipinge in modo straordinario e riesce a chiacchierare per tutta la notte sui gradini di Alcatraz con persone che le raccontano cose che non direbbero neanche al confessore.
Improvvisamente un giorno si mette al computer e inizia a scrivere per giorni e notti. Poi mi mette in mano un romanzo d’amore, io inizio a leggerlo e (cazzo!) resto nuovamente stupito, per come usa le parole, come costruisce le frasi e per la storia che racconta, assolutamente fuori da tutti gli schemi che mi aspetto di trovare.
Eleonora, mesi fa, mi aveva detto: “Perché non scrivi un romanzo d’amore? Ce ne sarebbe bisogno!” In effetti ci ho provato, e mi sono anche impegnato a raccontare cosa ti succede quando il cuore parte per la migliore tangente… Ma leggendo quello che ha scritto Eleonora mi sono reso conto che le donne sentono proprio in un altro modo. E lei in modo molto particolare.

Il romanzo si intitola: “Per Te, con tutto l'amore che non mi hai detto”. Quando ho finito di leggerlo le ho detto: “Adesso ti faccio una scenata di gelosia su Facebook! Ci sono gli estremi. Piantiamo giù uno scandalo, telefono a Novella 3000 e dico che ti lascio e mi metto con Belen, anche se non è carina come te… Sai che scoop, vendi milioni di copie, soprattutto in Mozambico dove ogni mattina milioni di casalinghe si chiedono: Ma Jacopo Fo fa ancora sesso con l’Albanese?" (In Mozambico sono più famoso di Al Bano e anche più amato, peraltro…).
Lei mi ha detto che non voleva ricorrere a questi mezzucci per promuovere il libro. Un colossale errore di marketing ma lei è fatta così. Una volta 18 anni fa ho cercato di convincerla di una cosa… Poi ho rinunciato.
A questo punto hai due possibilità:
1- pensare che sono stato costretto a scrivere questa recensione entusiasta in violazione del codice di onestà verso i lettori, a causa di una serie di conflitti di interessi sessuali.
2- credere che sono un diversamente giovane comunista dedito al culto dell’onore e che scrivo solo quello che penso.
Nel prima caso puoi precipitarti su internet (http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1039861) e comprare il libro in carta o in digitale. Per poter dire con ragion di causa che sono disonesto.
Nel secondo caso puoi sempre comprare il libro perché ti ho convinto.
Se invece vuoi solo sapere perché ho minacciato mia moglie di accettare l’insistente corteggiamento di Belen nei mie confronti, anche se è un po’ svaporata, puoi leggere le prime 22 pagine del libro che sbancherà tutte le classifiche: clicca qui.

PS
In realtà il libro fisico di carta lo puoi acquistare subito, quello digitale sarà disponibile a brevissimo...

L’Umanità migliora costantemente perché le idee fanno sesso!

Non è vero che tutto va peggioTre anni fa, con Michele Dotti davamo alle stampe “Non è vero che tutto va peggio”, edito dalle Edizioni Missionarie Italiane. Editore al quale ci rivolgemmo perché uscire per l’editrice missionaria dava al libro più credibilità, in quanto notoriamente i missionari sono a contatto con i più poveri del mondo. Quindi che loro ci editassero avvalorava la nostra tesi: nonostante tutte le brutture e gli orrori del mondo attuale è utile rendersi conto che stiamo costruendo quotidianamente un mondo un po’ migliore, e lo stiamo facendo da migliaia di anni.
Certo, esistono zone particolarmente povere, in preda alle guerre, dove le condizioni di vita sono oggi peggiori addirittura di quelle dell’età della pietra, ma nel complesso ci sono meno guerre, meno omicidi, meno poveri di duemila anni fa come di 50 anni fa.
Convincere le Edizioni Missionarie a editare il nostro libro richiese una lunga discussione: alcuni sostenevano che se si diceva che la povertà è diminuita allora sarebbe diminuita anche la voglia della gente di fare la carità. Altri erano invece convinti che parlare dei miglioramenti ottenuti con decenni di sforzi collettivi, avrebbe spronato le persone a impegnarsi ancora di più, diffondendo ottimismo.

Molti hanno paura dei piccoli miglioramenti. Tendono a esagerare la parte negativa dei comportamenti umani, convinti in buona fede che così facendo si aumenta la quantità di persone disposte a impegnarsi “per salvare il mondo”. E poi la paura vende.

Un ottimista razionale Come evolve la prosperità.Ora è uscito un ponderoso studio di Matt Ridley dal titolo “Un ottimista razionale”. Scritto in modo leggero e spiritoso, pieno di racconti ed esempi, questo libro fornisce una mole impressionante di dati. Con metodo scientifico il libro prende in considerazione tutti gli aspetti della vita umana dimostrando che in tutti i campi i progressi sono stati immensi e che negli ultimi 50 anni il ritmo del miglioramento ha avuto una progressiva impennata.
È triplicata la popolazione terrestre e il numero dei poveri che vivono con meno di un dollaro al giorno è al contempo diminuito del 75%. E questi poveri hanno comunque un livello di povertà inferiore a quello dei loro genitori: illuminazione, acqua corrente, accesso alle scuole, servizi sanitari di base, hanno ormai raggiunto gran parte dei più poveri del pianeta. C’è ancora una strada immensa da percorrere ma molta di più è quella già percorsa.
Per sostenere la sua visione ottimista Matt Ridley prende in considerazione una serie di dati globali: la durata della vita umana, che solo 100 anni fa era poco al di sopra dei 40 anni, il livello di dolore patito mediamente (un mal di denti nel 1800 era qualche cosa di spaventoso), il livello delle violenze, l’avere un tetto sulla testa, l’istruzione, la protezione di reti sociali e solidali. Con un’ammirevole meticolosità smonta uno per uno i luoghi comuni dei pessimisti e i miti di un passato nel quale le persone conoscevano la buona educazione, rispettavano gli anziani, si viveva secondo i comandamenti di Dio e certe porcherie sessuali non si facevano…
(Chi dice: “Una volta non c’era tutta questa pedofilia di oggi!” potrebbe leggersi qualche descrizione della vita dei piccoli schiavi “zolfatari” nelle miniere siciliane agli inizi del 1900…)
Impressionante è anche la misura che il libro ci offre, del livello di possibilità e ricchezza. Oggi un abitante medio del pianeta deve lavorare meno di un secondo per pagarsi una lampadina a led accesa per un’ora. Questo valore qualche secolo fa era di un giorno intero di lavoro, per pagare una candela accesa per un’ora… E in più le candele tremolanti rovinavano la vista e i polmoni.
Oggi moltissimi prodotti che anche un povero si può permettere solo 4 secoli fa erano appannaggio di pochissimi riccastri: un libro, un paio di occhiali, una pillola antidolorifica. E i lussi della classe media di un secolo fa sono oggi alla portata di quasi tutti, non è più sintomo di un certo successo sociale possedere un giaccone, un paio di scarpe, una bicicletta, un materasso, un tavolo e le mutande…
Ma oltre a una gradevole valanga di dati e statistiche Matt Ridley ci regala anche un ragionamento molto interessante.
Innanzi tutto osserva che nonostante il costante miglioramento negli ultimi 100mila anni, la maggioranza degli umani continua a essere convinta che si sia sull’orlo di una catastrofe e che il futuro sarà terribile. Ridley ci fornisce un divertente elenco di tutte le grandi minacce che dovevano distruggere il genere umano, dalla guerra nucleare, alla bomba demografica (sta diminuendo drasticamente il numero dei nuovi nati) al buco dell’ozono, la Mucca Pazza, e poi il Millenium Bag, il 21-12-2012… e mo’ in mancanza di meglio e visto che la crisi economica si sta attenuando, va forte il meteorite che ci casca sulla testa e ci estingue in stile dinosauro…
Ma Ridley aggiunge anche una geniale spiegazione del perché l’umanità è riuscita a migliorare le proprie condizioni di vita costantemente e molto probabilmente continuerà a farlo in futuro. Egli spiega che il motore del cambiamento sta nella nostra passione sfrenata per le discussioni. Le idee si mischiano e si evolvono, in modo analogo a quel che succede grazie al sesso per quanto riguarda l’evoluzione genetica. Geniale questo: l’umanità è capace di migliore perché le idee si accoppiano e producono velocemente altre idee, con tale forza e velocità che se c’è un problema prima o poi si evolve un’idea che contiene la possibilità di superarlo.
Se è possibile fare una cosa prima o poi qualcuno riesce a inventare un modo per farla.

C’è però un punto essenziale di questo ragionamento che Ridley non prende in considerazione e che io reputo essenziale base per una visione ottimistica del futuro.
Negli ultimi 40 anni la velocità evolutiva umana ha conosciuto un notevole incremento. Ma oltre a questo c’è stato un salto evolutivo epocale.
Da una parte le rivolte degli anni ’70 hanno diffuso idee di pace, di fratellanza e una sana ideologia di collaborazione e di creazione di comunità di persone affini, dall’altro lato la rivoluzione dei computer ci ha dato gli strumenti per costruire comunità di interscambio e condivisione che hanno reso possibili livelli di azione e di coscienza inimmaginabili: Linux, Wikipedia, i siti di recensioni (elettronica, viaggi, libri, cibi…) sono stati creati da migliaia di persone che hanno lavorato alacremente assieme per produrre qualche cosa di utile per tutti e in cambio non hanno ottenuto denaro ma la soddisfazione di un lavoro utile e ben fatto.
E quando mai era successo prima?
Moltitudine inarrestabile Come è nato il più grande movimento al mondo e perché nessuno se ne è accortoAggiungiamo quel che ho già scritto su Moltitudine Inarrestabile di Paul Hawken che ci racconta di un milione di associazioni solidali nel mondo, centinaia di milioni di volontari… Facendo la somma viene fuori che da centomila anni il mondo migliora, che finalmente abbiamo gli strumenti per creare un livello di cooperazione umana meraviglioso e che grazie a questi due elementi positivi una massa mai vista di volontari sta facendo in tutto il mondo del suo meglio per dare una sterzata sostanziale al livello di GIOIA dell’Umanità!
E noi abbiamo la strafottuta fortuna di vivere questo momento di cambiamento radicale… Un momento che è il frutto della fatica di millenni dei nostri progenitori… Gente tosta che in condizioni di vita spaventose non ha mai smesso di concentrare i propri sogni e le proprie speranze nella possibilità di regalare questo futuro proprio a noi.
Io e te siamo il bersaglio del più immenso complotto che sia stato mai immaginato.
I nostri antenati hanno complottato a lungo, caparbiamente, per darci la possibilità di vivere liberi. Oggi possiamo farlo. Non era mai successo prima…
Per quanto per molti versi la situazione italiana sia terribile dobbiamo dirlo che sono state spezzate le catene della schiavitù e poi quelle della servitù della gleba, e poi quelle dell’aristocrazia di sangue, della diritto di voto per censo, del diritto di voto solo ai maschi, dell’intoccabilità dei potenti… Oggi abbiamo la libertà di parola e il mezzo per parlare a tutto il mondo direttamente dal letto di casa, con una bibita fresca a portata di mano. E solo raramente, almeno in Italia, vengono a prenderti con i carri armati a casa perché hai scritto che Letta ha fatto una legge di stabilità stitica.

E per concludere questa cascata di zuccheri provenienti solo da frutti biologici vorrei aggiungere che il meglio deve ancora venire. Sento, grazie alle mie sensibilissime palme dei piedi (argomentazione eminemente scientifica) che ancora il web ci deve regalare il meglio… Nuovi avanzati sistemi di collaborazione e integrazione. Robba forte! Sinergia tra le menti! Multimente visionaria numericamente quantica! Numeri topici, vortici energetici, linguaggi corporei, memi, vibrazioni emotive, epidemie della risata! Ne vedremo delle belle! …In effetti ancora non ho le idee chiare ma ci sto ragionando… Sono benvenuti contributi teorici… Nello spazio dedicato ai commenti…. (vedi anche qui).

Conclusioni
Siamo una specie che adora i miglioramenti, siamo incapaci di smettere di sperare nel futuro, siamo fortemente motivati a lasciare ai nostri discendenti un mondo migliore. E abbiamo una capacità straordinaria di attivare una sorta di mente sinergica collettiva. E chi ci ferma? L’asteroide? Può essere… Ma se c’è un modo per fermare l’asteroide qualcuno lo ferma.

Matt Ridley, Un ottimista Razionale

Matt Ridley Un ottimista razionaleCarissimi,
questa settimana vi presentiamo un libro veramente interessante e scritto in maniera divertente, appassionante e soprattutto: Ottimista!
Si tratta di “Un ottimista Razionale. Come evolve la prosperità” di Matt Ridley, edito da Codice Edizioni.
Matt Ridley è uno dei divulgatori scientifici più tradotti del mondo, già autore di volumi come Genoma e La regina rossa (Instar Libri).
Ridley, nel bel mezzo di una crisi economica mondiale, ci stupisce con un libro che canta le lodi del progresso e dell'innovazione spiegandoci i meccanismi attraverso i quali si evolve la prosperità. Facendoci scoprire, tra l'altro, che anche le idee hanno un sesso, e che proprio per questo seguono un naturale processo di selezione in forza del quale, se continueranno su questa strada, potremo abbandonare molte visioni apocalittiche sul futuro della nostra specie.
Non ci credete? Leggere per credere.

Nelle altre classi di animali l’individuo avanza dall’infanzia alla maturità e, nel giro di una singola vita, acquista tutta la perfezione che la sua natura è capace di conseguire; ma, per quello che concerne gli uomini, c’è progresso sia nella specie sia nell’individuo. Essi costruiscono, in ogni età successiva, su fondamenta che sono state poste nell’età precedente.
(Adam Ferguson, Saggio sulla storia della società civile)

Le menti si accoppiano
A un certo punto, più di 100.000 anni fa, la cultura cominciò a evolversi come mai era accaduto fra le altre specie e prese a replicarsi, mutare, competere, selezionarsi e accumularsi, un po’ come i geni già facevano da miliardi di anni. Proprio come la selezione naturale era riuscita a costruire cumulativamente un occhio, facendolo sviluppare pezzo per pezzo, così l’evoluzione culturale riuscì a costruire cumulativamente una macchina fotografica, o un’intera cultura.
Gli scimpanzé saranno anche in grado di insegnare ai loro simili a infilzare i galagoni con rami appuntiti, e le orche assassine ad agguantare i leoni marini in fuga sulle spiagge, ma solo gli esseri umani possiedono la cultura collettiva che permette di ottenere una forma di pane o di organizzare un concerto.
Sì, ma perché? Perché noi e non le orche? Rispondere che noi ci evolviamo culturalmente non è né originale né utile. Imitazione e apprendimento, per quanto praticati con ingegno e perseveranza, non sono sufficienti a spiegare perché gli esseri umani abbiano cominciato a cambiare in modo così singolare. Serve qualcos’altro, qualcosa che gli umani possiedono e le orche no. La risposta, a mio avviso, è che a un certo punto nella nostra storia le idee hanno cominciato a incontrarsi e ad accoppiarsi, a fare sesso.
 

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In fuga dal Senato, Franca Rame

Franca Rame In fuga dal SenatoIeri, 4 ottobre alla libreria Feltrinelli di Milano Dario Fo, con Gianni Barbaceto, Stefano Benni e Giuseppina Manin hanno presentato il libro di Franca Rame: In fuga dal Senato edito da ChiareLettere.

“Mia mamma si presenta al Senato” mi disse Jacopo un giorno al telefono: Rimasi un po’ in silenzio. “Ehi, ci sei?”
“Sì, sono sbalordita” risposi e poi mi diedi anche della scema. Cosa c’era da sbalordirsi, non mi avevano abituata in tanti anni i signori Fo a sorprese di questo tipo?
“Con chi?”
“Con Di Pietro”.
Non sapevo cosa augurarmi, sapevo che Franca avrebbe intrapreso questa nuova avventura con vigore ed entusiasmo così come aveva sempre preso tutto. Da Soccorso Rosso, al Nobel per i Disabili. Sì, perché anche se diceva che il suo mestiere era fare l’attrice (ed era il mestiere più amato), in realtà nella vita ne aveva fatte mille e più. E non solo le grandi battaglie ma anche e soprattutto piccoli gesti quotidiani di solidarietà, aiuti silenziosi, fatti quasi di nascosto.
Temevo che ne sarebbe stata risucchiata, temevo la delusione, il grande impegno che l’avrebbe stancata, lei così fragile. Ma la fragilità di Franca avrebbe distrutto un esercito di Marines.
Il primo giorno entrò nell’aula del Senato con la sua splendida giacca rossa, i suoi orecchini di corallo, regalo di Dario da cui non si separava mai, i suoi capelli biondi e i grandi occhiali.
E che gruppo di diversamente emotivi ha potuto non accorgersi di tanta grazia?
Chi l’ha amata subito sono stati i dipendenti del Senato a cui si rivolgeva gentile, i militari davanti al Palazzo che si dispiacevano tanto di non poter rispondere al suo saluto, che arrivava puntuale tutte le mattine.
Un’altra cosa che la sconvolgeva era che nessuno degli eletti ascoltava cosa dicevano gli altri. Fece addirittura un saltafosso a un collega: una mattina gli raccontò che aveva appena fatto a pezzi Jacopo e ora aveva nella borsetta la sua mano e non sapeva cosa farne... Il senatore la guardava e continuava a ripete “Bene, bene...” si svegliò quando Franca si mise a urlare insultandolo.
E tutto il lavoro fatto sullo spreco della pubblica amministrazione, la battaglia per aiutare i soldati colpiti dal cancro dopo la contaminazione da uranio impoverito in Kosovo, le strazianti decisioni che andavano contro il suo pensiero per cercare di salvare il governo Prodi. Fino alla decisione di dimettersi, perché anche no... anche basta.
E’ fuggita dal Senato, Franca Rame.
Gabriella

Lascio ora la parola a Dario che nel sito di Grillo parla del libro e di Franca.

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Dario Fo presenta In fuga dal Senato, di Franca Rame

Franca Rame In fuga dal Senato

Venerdì 4 ottobre alla libreria Feltrinelli di Milano, Piazza Piemonte 2, Dario Fo presenta IN FUGA DAL SENATO, di Franca Rame. Intervengono Gianni Barbaceto, Stefano Benni e Giuseppina Manin.
Il racconto dell'esperienza in Senato di Franca Rame, un libro di denuncia e di passione. Civile e politica.
Potete acquistare il libro su Commercioetico.it CLICCA QUI

Paul Hawken, Moltitudine Inarrestabile

Paul Hawken Moltitudine inarrestabileCarissimi,
questa settimana siamo molto contenti di presentarvi un libro di Paul Hawken dal titolo “Moltitudine Inarrestabile (Benedetta Irrequietezza). Come è nato il più grande movimento al mondo e perché nessuno se ne è accorto”, edizioni Ambiente, in vendita su Commercioetico.it.
Hawken, ambientalista, imprenditore, giornalista è anche autore di un libro straordinario che abbiamo tenuto in catalogo per anni: Capitalismo Naturale.

Sentiamo che dice del libro Dario Tamburrano dal sito Terranauta.it
“Hawken esordisce delineando un ampio panorama delle organizzazioni e delle comunità che attualmente operano nel pianeta per la difesa dei diritti umani e civili e per la sostenibilità ambientale. Emerge da questa sorta di censimento che questo numero è impressionante in ogni luogo e senza differenza di razza e cultura. Queste associazioni di individui costituiscono nel loro complesso un movimento spontaneo ed autorganizzato, senza un centro ed un'ideologia portante che sfugge alla categorizzazione classica al punto tale che i media non sono in grado di recepirne la portata ubiquitaria e di coglierne l'aspetto innovativo.
Secondo Hawken, in questo che egli definisce il “movimento senza nome”, stanno confluendo in un'unica visione sia gli insegnamenti e i valori delle culture indigene di ogni continente, sia le tematiche proprie dei movimenti ambientalisti, per la giustizia sociale ed i diritti umani. Per la prima volta nella storia dell'uomo si assiste ad una moltitudine di individui che a volte inconsapevolmente, pur nella loro diversità, operano nella stessa direzione.
Similmente ad un sistema immunitario che è formato da più parti che collaborano tra di loro per reagire agli attacchi infettivi, questo movimento è, per Hawken, paragonabile ad una risposta immune della specie umana nel suo complesso, come reazione di autodifesa alle politiche economiche di sfruttamento dei popoli e di distruzione degli ecosistemi che minano la sopravvivenza dell'umanità stessa.”

E ora lasciamo parlare Paul Hawken...

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Marco Boschini: Nessuno lo farà al posto tuo

Nessuno lo farà al posto tuo Il nuovo libro di Marco BoschiniCacao di oggi lo dedichiamo a “Nessuno può farlo al posto tuo”, il nuovo libro di Marco Boschini, un “piccolo ideario di resistenza quotidiana”. Come spiega lo stesso Boschini, il libro poteva intitolarsi anche “La crisi non esiste: io ho le prove”. 62 pagine, stampato su carta riciclata, è in vendita su Commercioetico.it a 4,50 euro.
Riportiamo di seguito il primo capitolo: “Decidersi a cambiare”. Buona lettura!

La prima cosa da fare per cambiare rotta o direzione, è osservare i passi che si stanno compiendo ora. La strada su cui stiamo viaggiando. Insomma, conoscere è la premessa fondamentale per poter agire con cognizione di causa.
Bel consiglio della suocera, direte voi... Il punto è che se sei dentro a un sistema che ti toglie tempo e spazio, obbligandoti tutto il giorno a rincorrere le cose, a fare slalom tra gli eventi di una quotidianità caotica, alla fine le scelte le subisci, nel senso che non le fai. Ci pensa l'inerzia, per te. L'abitudine, la routine di ciò che hai fatto ieri, e l'altro ieri.

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