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Per nessuna ragione al mondo! - Romanzo a puntate di Jacopo Fo - Cap. 8

(L'impossibile a portata di mano)
Romanzo a puntate di Jacopo Fo

Capitolo ottavo

Veronica si sentiva lusingata per le parole che il maestro le rivolgeva. Si sentiva lusingata perche' il Maestro la riceveva ogni giorno per un colloquio privato e le ripeteva che lei era una donna diversa. Che aveva potere.
Al quinto incontro Veronica finalmente si decise: "Ma cosa devo fare concretamente?"
Mattia Marra le sorrise, senza far trasparire nessun senso di vittoria nelle sue parole ma solo un'infinita benevolenza e modestia. Eppure era chiaro che quello era il momento della capitolazione di Veronica.
"Puoi dirlo! Dichiaralo: 'Voglio uscire da questo di guscio di tristezza e divieti.  Voglio prendere in mano la mia vita.'"
"Va bene."
"Va bene che?"
"Questo."
"No, lo devi dire. Tu stai dicendo che va bene che l'ho detto io. Ma se lo dico io non ti serve. Devi dirtelo ad alta voce, e' una questione di teatro, fare teatro con se stessi. Ognuno di noi ha molte identita' diverse dentro di se'. Tutti sappiamo che nella nostra mente si svolgono discussioni tra queste identita'. Per abitudine alla fine e' quasi sempre la stessa voce quella che la spunta e controlla la nostra vita. Pochi sanno che possiamo cambiare questo istantaneamente. Si tratta di ritrovare la nostra identita' libera e giocosa e darle voce. Proprio cosi', semplicemente. Le concedi di parlare ad alta voce. Fai teatro: ti alzi in piedi e decidi che la vecchia identita' che aveva il potere, da oggi non comanda piu'. E fai parlare la tua identita' piu' vera. Basta questo, solo questo per modificare radicalmente il tuo modo di essere!"
"Va bene." Disse Veronica dopo qualche istante di riflessione. E si rese conto che stava compiendo il primo passo in una direzione sconosciuta dove una sua identita' indomabile attendeva, da millenni, che lei le desse la liberta' di prendere il controllo. Aveva paura di scoprire cosa voleva essere questa sua identita'.
Veronica guardava gli occhi neri del Maestro. Tiro' un lungo sospiro e disse: "Voglio cambiare, voglio vivere, voglio smettere di portare questa croce..."
Il Maestro la incalzo': "Voglio uscire da questo guscio di tristezza e divieti." Veronica ripete': "Voglio uscire da questo guscio di tristezza e divieti."
Marra le sorrideva: "Voglio prendere in mano la mia vita."
"Voglio prendere in mano la mia vita."

"Adesso lo hai detto senza spirito, senza entusiasmo." Disse Marra "Se si affrontano le battaglie senza entusiasmo non si vince. E tu stai per affrontare la tua battaglia piu' difficile. Se vuoi farlo veramente devi essere pronta a tutto. Non devi piu' avere nessun preconcetto morale, fisico, psicologico. Non sara' facile.
Per riuscirci devi volerlo veramente a tutti i costi.
E allora adesso ripeti un'altra volta:
"Voglio uscire da questo di guscio di tristezza e divieti. Voglio prendere in mano la mia vita. Voglio viverla come un'avventura inebriante! Voglio vivere il meglio che questa vita mi possa offrire. Ho diritto di esistere..."
E Veronica ripete'. Marra le suggeriva le parole quando lei non se le ricordava.
E continuo' a ripetere quelle frasi in tutti i modi, cercando un'intonazione che convinta.
"Questo sara' il tuo mantra. E ora dobbiamo darci da fare. Prima di tutto dobbiamo pulire la tua casa dalla spazzatura.                                   

                                        ***
Il giorno dopo Veronica si sveglio' di ottimo umore. Telefono' alla madre. Cerco' di raccontarle tutte le emozioni e l'entusiasmo che l'incontro con Matteo Marra le aveva regalato.
"Ma stai bene?" Le chiese la madre.
"Si', sto benissimo, mamma, veramente. Non sono mai stata cosi' bene in vita mia."
"Mi fa piacere tesoro ma hai l'aria leggermente indemoniata, non e' che sei capitata dentro una setta di pazzi?"
Era evidente che sua madre non avrebbe potuto capire.
Quel pomeriggio incontro' nuovamente il Maestro.
Marra la accolse nello studio. Era seduto come sempre sulla sua poltrona enorme: "Ieri sei riuscita a vincere la prima sfida." Veronica sorrise toccandosi il labbro inferiore. "Oggi dobbiamo occuparci del cuore del problema.
Tu hai poca autostima. Io posso parlarti per anni di tutti i tuoi talenti. Ma il nostro cervello tiene una contabilita' delle umiliazioni che non si puo' aggiustare con le parole. Il cervello viene modificato solo dalla teatralita' dell'azione.
Il tuo cervello deve vedere che vali. Questo e' il problema. Per riuscirci dobbiamo dimostrargli con un'esperienza concreta che tu hai un grande valore. Hai idea di come riuscirci?"
Veronica ci penso' un po'. Poi disse: "No".
Marra  la guardo' a lungo negli occhi, come per soppesarla.
Veronica degluti'. Temeva che quell'uomo potesse leggerle dentro qualche cosa che neppure lei sapeva.
"Il mondo e' tutta una questione di scambi. I bambini danno tutto il loro amore e ricevono in cambio obblighi e divieti insieme al cibo  e all'affetto. Quando sono fortunati. Senno' ricevono solo divieti e botte. In questo caso il loro amor proprio e' distrutto perche' non sono ripagati di tutto il loro amore.
Ma questo non e' il tuo caso. Tu non sei stata picchiata. Ti e' stata inflitta una punizione piu' raffinata: sei stata ignorata e poi violata.
Tu hai amato incondizionatamente come tutti i bambini e sei stata tradita. Avresti diritto a una rivincita."
"Sarebbe bello" disse Veronica d'impulso. Continuava a succederle con Marra. Non riusciva a tenere a freno la lingua.
"Lo puoi ottenere se esci dalle convenzioni."
"E come?"
"In America si sono inventati un sistema terapeutico molto interessante... Anche se sembra incredibile... Lo hanno inventato per aiutare le casalinghe non piu' giovani a uscire dalla depressione e dall'idea di non valere piu' niente. E le guariscono in un colpo solo. Una sola notte e queste donne scoprono di essere ancora desiderabili, di saper dare piacere, di essere donne fino in fondo." Marra sorrideva leggermente..." Questo percorso terapeutico lo chiamano "Puttana per una notte". Quando ti hanno pagata per quello che hai sempre regalato il tuo cervello e' costretto ad ammettere che anche il tuo amore ha un valore... E allora anche tu hai valore."
"Ma vuoi scherzare?!" Esclamo' Veronica inorridita.
"No, Veronica. Puoi continuare a fingere. Magari puoi dare una rattoppata alla tua vita con un po' di meditazione, massaggi e bei discorsi. Certamente questo ti sara' utile. Ma solo se fai qualche cosa che cambi completamente il tuo modo di vederti puoi uscire dalla tua gabbia.
Lo so che e' pazzesco... Tu sei una donna onesta. Non ti prostituiresti mai. Ma hai idea di come cambierebbe la tua mente se tu avessi in mano i soldi che un uomo ti ha dato per far l'amore lui? Tuo padre ti ha scritto dentro che non hai alcun valore. E solo tu puoi dimostrare che invece sei preziosa..."
"Beh, prostituirmi non mi sembra l'unico modo..."
"I giornali di tutto il mondo possono mettere il tuo nome in prima pagina ma non cambierebbe niente. Leggiti le biografie di Marilyn Monroe o di Michael Jackson. Il successo, qualunque successo, non e' in grado di cancellare i circuiti mentali negativi creati nella mente dall'umiliazione sessuale subita. Devi riscrivere il tuo imprinting sessuale. Non ci sono alternative".
"Ma..." Veronica era sconvolta, quell'uomo parlava sul serio.
"Senti, non voglio insistere. Questa notte Paola e Aisha si occuperanno di Antonello, quel ragazzo al quale proposi il rito della trasmissione della virilita' il giorno che sei arrivata... Ha bisogno di una conferma, di un'esperienza che lo faccia sentire un uomo. Lui non lo sa ma sua padre paghera' per questo. Un'offerta cospicua perche' si sente molto in colpa. Se vuoi partecipare anche tu puoi farlo. Pensaci. Cosa hai da perdere a far felice quel ragazzo? Puoi cambiare radicalmente il suo futuro in un paio d'ore. E anche il tuo."