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Per nessuna ragione al mondo! - Romanzo di Jacopo Fo (Terzo capitolo)

Per nessuna ragione al mondo!
(L'impossibile a portata di mano)

Capitolo Terzo

In quel momento c'era nel mondo un solo uomo che avesse colto quel che stava succedendo, deciso a cavalcare gli eventi.
Il suo nome era Marco Frangipane, aveva sessant'anni, era massiccio e come gran parte dei manager, cosa ingiusta e irrazionale, era piu' alto della media, un metro e ottantadue. Aitante e di bella presenza, abbronzato, gran cacciatore di donne, col naso dritto e proporzionato e un sorriso che comunicava fiducia.
Se ne stava regalmente rintanato nel suo ufficio, grande come un campo da tennis, seduto dietro una scrivania liberty, di legno scuro, finemente intagliata con motivi floreali, che da sola valeva quanto un'automobile di gran lusso.
Stava parlando con due uomini, Carlo Giustibelli e Angelo Serravilla, l'uno avvocato, l'altro commercialista che, come Frangipane, facevano parte di un'accolita potente e sconosciuta di persone, che pur essendo gia' estremamente ricche, avevano deciso di arricchirsi ulteriormente. Ma, a differenza dei suoi due compari, Frangipane non era interessato ai soldi ma al potere e aveva di questo un'idea molto particolare e lungimirante. Amava pensare di essere capace di influenzare i destini di milioni di individui manovrando eventi planetari.
Il suo colpo di genio, anni prima, era stato quello di comprendere prima degli altri la portata economica dell'avvento dei computer. Cosi' era diventato ricco in modo eccessivo, quasi imbarazzante. Ma in vita sua non aveva mai venduto o prodotto un solo processore, ne' si era mai occupato di siti internet o di servizi telematici.
Nel 1993 aveva visto ("per ispirazione divina" confessava solo a se' stesso) che il mondo, grazie all'esistenza della rete telematica, non era piu' lo stesso.
Aveva attivato i contatti che da decenni coltivava e aveva messo a segno un colpo che avrebbe fatto scuola.
Sostanzialmente aveva compiuto un'azione minima. La potenza dei risultati non dipende da quanto ti agiti ma da quanto hai meditato prima di metterti all'opera. Chiarezza dell'intenzione. E anche questo non l'ha detto Lao Tze. Frangipane aveva semplicemente messo in contatto un uomo grasso, col naso grosso, un enorme amor proprio e il ruolo di direttore del "Cre'dit Suisse" con un signore magro e allampanato, con la pelle alabastrica e le labbra a lametta che era tra i piu' ascoltati consiglieri del presidente degli Stati Uniti d'America.

E fu in coda a una di queste riunioni che l'eminenza grigia chiese al presidente un colloquio privato, cosa che mai, prima di allora aveva osato fare.
Il Presidente Bush padre gli diede udienza e nei successivi dieci minuti si delinearono le linee della strategia che avrebbe cambiato drasticamente la storia degli anni successivi.
In effetti non era una strategia del tutto inedita.
Ronald Reagan, che doveva la sua elezione a una valanga di denaro donatogli dalle banche, aveva compiuto il piu' grave danno possibile grazie a un piccolo, insignificante ordine di servizio che riguardava il ridimensionamento di alcuni uffici del personale federale. In questo provvedimento era presente anche il trasferimento ad altri incarichi di 98 funzionari federali.
Insignificante aggiustamento nell'immenso labirinto degli uffici della piu' grande potenza che mai la storia abbia visto all'opera.
Se non che il ruolo di quei 98 era quello di gestire l'ufficio federale incaricato di verificare che i prestiti piu' consistenti erogati dalle banche avessero copertura. In quell'ufficio restarono solo due impiegati, dei cento che vi lavoravano sotto Jimmy Carter.
Il risultato fu che le banche poterono prestare agli amici tutto il denaro che volevano senza nessuna reale garanzia. Questi soldi potevano essere utilizzati per scommettere in Borsa. L'assenza di controlli sulle banche permetteva di incassare i soldi quando si guadagnava e di non restituirli alla banca quando si perdeva, grazie a complesse architetture di prestanome, societa' anonime e paradisi fiscali comprensivi, che consideravano la privacy una forma di religione.
Il risultato fu che intorno alla fine degli anni ottanta piu' di mille banche statunitensi fallirono, bruciando i soldi di milioni di risparmiatori che furono in seguito risarciti solo in parte dalle autorita' federali. A conti fatti fu la piu' grande appropriazione indebita della storia del mondo.
Ma l'idea di Frangipane fece precipitare la grande ruberia degli anni ottanta al livello di un furto di galline.
Inoltre, aveva la caratteristica di essere assolutamente pulita. Non completamente legale ma quasi. Si trattava di compiere un piccolo crimine assolutamente perfetto.
Solo sei persone erano a conoscenza di tutti i dettagli: Frangipane, il direttore della banca svizzera, il consigliere del Presidente degli Stati Uniti, il Vice Presidente degli Stati Uniti e il Segretario di Stato degli Stati Uniti.
Quando il Presidente stava per comunicare al pianeta una decisione importante, di quelle che fanno imbizzarrire le borse di tutto il mondo, si prendeva una mezz'ora "per un'ultima riflessione". Quindi inviava un messaggio, tramite il suo consigliere, a Frangipane che avvisava il banchiere.
Questi, usando il credito generosamente concesso dalla sua stessa banca ad alcune decine di societa' anonime domiciliate chissadove, comprava futures di certe azioni o materie prime.
I futures sono strumenti finanziari straordinari che permettono di scommettere sull'aumento o sulla diminuzione di un dato prodotto nel mercato borsistico.
Non compri niente. Scommetti soltanto sulla quota di oscillazione. Puoi raddoppiare il tuo capitale o perderlo completamente.
Ma se sai che il presidente degli Stati Uniti sta per arrabbiarsi con Saddam sai anche che il petrolio aumentera' istantaneamente.
E' una certezza. Che per essere sfruttata in modo anonimo ha pero' bisogno di una rete di pc in grado di frammentare un acquisto di un miliardo di dollari in diecimila transazioni trattate simultaneamente su tutte le borse del mondo. Non e' un'operazione semplice da fare sotto copertura. Per questo ti serve il banchiere giusto e l'uomo capace di progettare l'architettura complessiva per raccogliere le garanzie, creare societa' di comodo, sistemi di scatole cinesi e labirinti di conti correnti e libretti al portatore.
E Frangipane in questo settore s'era fatto una reputazione quando aveva rastrellato per Raul Gardini il settanta per cento della soia mondiale.
Poi le cose si erano messe male, l'ente di controllo della borsa di New York aveva condannato Gardini per abuso di posizione dominante; sostanzialmente gli imposero di rivendere tutta la soia a prezzo bloccato. Una cosa mai vista. Lo giudicarono colpevole di voler speculare in Borsa. Come un barista che accusi un cliente di bere alcool dopo averglielo venduto.
Frangipane aveva capito la lezione. Per vincere non bastava avere le idee migliori, bisognava anche stare dalla parte dei piu' forti. Si era scollato da Gardini prima che si suicidasse (suicidio?) e dopo il funerale si era presentato dal nemico a offrire i propri servigi. Grazie a quel che aveva organizzato con la soia tutti erano disposti a credere che conoscesse il suo mestiere. E il fatto che con il corpo del suo padrone ancora caldo si presentasse  per offrirsi come consulente confermava che fosse un tipo deciso, lucido e soprattutto veloce.
(Questa e' l'alta societa' baby, non ne esiste una piu' alta...)

Ma, per tornare alla nostra storia, dobbiamo notare che esattamente nel momento in cui Michele Gaetano Ferro entrava nel ristorantino sulla spiaggia oceanica e Veronica Salce sorprendeva suo marito a letto con l'amica, Marco Frangipane stava parlando nel suo grande studio con Carlo Giustibelli e Angelo Serravilla, l'uno avvocato, l'altro commercialista. Frangipane era ricco e potente ma l'esistenza del suo successo era praticamente sconosciuta. Neppure i suoi parenti avevano idea di quanto fosse immensamente ricco. Nessun giornalista sapeva che fosse tra le poche persone che avevano riscosso la fiducia di tre presidenti degli Stati Uniti uno dopo l'altro.
I presidenti passavano ma lui restava.
Ma,dopo aver guadagnato l'impossibile, ora Frangipane voleva coronare la sua vita passando alla storia. O meglio determinando la storia, perche' per lui restare sconosciuto era un punto d'orgoglio professionale.
La manipolazione dei mercati azionari di tutto il mondo era niente a confronto con quello che stava preparando. Di questo stava discutendo con il suo avvocato e con il suo commercialista le uniche due persone di cui si fidasse oltre a sua madre. E sua madre era morta.
Aveva fatto guadagnare a entrambi talmente tanti soldi e sapeva talmente tanto di loro che poteva stare certo che non lo avrebbero mai tradito. Ed  entrambi sapevano che se ci avessero provato sarebbero morti.
Frangipane avrebbe fatto un lavoro pulito, come sempre. Non avrebbe ingaggiato dei killer inaffidabili. Avrebbe semplicemente telefonato al Presidente chiedendogli un favore. Le squadre della CIA quando vogliono sanno eliminare chiunque alla svelta e in silenzio.
Non conviene mai tradire un uomo che ha dalla sua parte l'esercito piu' potente del mondo.
"Qui c'e' tutto quello che abbiamo trovato - disse Carlo Giustibelli, l'avvocato, indicando la busta voluminosa che aveva appoggiato sulla scrivania - Niente di importante. L'unico neo e' sepolto nel suo passato, lo abbiamo scoperto per caso. La sua ex moglie. Sostiene che subito dopo il matrimonio lui la costringeva a giochi sessuali con altri uomini. Frequentavano quei locali per gli scambi di coppia. Agganciavano li' piccoli imprenditori della Brianza e poi lui li pelava a poker. Per scoprirlo una nostra agente se l'e' fatta amica a furia di offrirle da bere. Ma ce n'e' voluta prima che si sbottonasse. E lo ha fatto solo in una mezza crisi isterica. E' un'alcolizzata e per adesso non da' problemi ma potrebbe crearne se le televisioni iniziano a occuparsi di lui..."
"Qualcun altro puo' tirare fuori questa storia?"
"Credo proprio di no. Sono passati vent'anni, lui aveva la barba, stavano molto attenti e non e' mai stato beccato a barare. No credo che sia lei l'unico problema."

Facevano parte di un mondo dove i problemi si affrontano subito.
Due sere dopo Sandra Forte, rientrando a casa, venne rapita da tre uomini armati, caricata su un'auto e tenuta prigioniera per una notte. Al mattino venne rilasciata. Il poliziotto che raccolse la sua denuncia  resto' perplesso. La donna puzzava di wiskey. E poi chi poteva voler rapire una donna di 36 anni che lavorava in un super market come inserviente? E perche' rilasciarla dopo una notte?
Nessuno fece domande quando, un mese dopo la donna mori' per un tumore fulminante.
Nessuno seppe mai che durante quella notte, trascorsa nelle mani dei suoi sequestratori Sandra Forte aveva bevuto un bicchiere d'acqua mescolata a del tallio. Una sostanza che prima di allora i servizi segreti statunitensi avevano usato per eliminare diverse persone in modo molto discreto. Solo per la morte di Osho, sapiente indiano che aveva impiantato nel deserto dell'Oregon una citta' del libero amore con ventimila abitanti, qualcuno aveva notato che i sintomi della malattia del Maestro erano gli stessi dell'avvelenamento da tallio. Ma non erano stati ascoltati.

In effetti l'eliminazione di Sandra Forte non sarebbe stata strettamente necessaria. Ma non si trattava di un eccesso di prudenza.
Frangipane vedeva in quell'omicidio una specie di rito di iniziazione. Il cemento del peccato che avrebbe garantito la totale coesione dei congiurati. Fino a quel momento si era trattato solo di congetture, di strategie, di studi di fattibilita', analisi costi-benefici.
Ora c'era stato il primo morto. Dopo il primo ce ne possono essere altri dieci o centomila senza nessun altro salto qualitativo. Il primo morto e' quello che fa la differenza tra una trattativa diplomatica e la guerra. Tra una discussione da bar e la riunione di una banda criminale.
E loro stavano per commettere il piu' grande crimine che si potesse immaginare. Volevano fermare la storia e rubarsi il mondo.