Le orde del Caos

Ho bisogno di farmi delle idee su quanto sta succedendo.
Per me è un bisogno fisiologico.
Cerco di riassumere qui un elemento di analisi della situazione in generale che mi assilla da tempo.
Premetto che non credo ai complotti: l'essere umano non è abbastanza intelligente da portarli a compimento. I complottatori arrivano a scannarsi prima di aver raggiunto il loro risultato. E questo è bene e ci dà speranza...
Ma esistono tendenze storiche dentro le quali i complottatori a volte riescono a nuotare ottenedo risultati al di là delle loro effettive possibilità.
Il centro di quello che voglio dire riguarda una tendenza ormai evidente nell'Impero: la costruzione del Caos.
Osservo che tutta la guerra in Afganistan e Iraq appare un delirio.
Se gli Usa avessero agito secondo i canoni della logica imperiale classica (portare la Pax Usa nel mondo) avrebbe cercato di pacificare queste nazioni per poterle sfruttare meglio.
I pacifisti tendono a vedere le violenze contro la popolazione, le stragi di civili, gli insulti alle donne islamiche e al Corano, come una sorta di delirio che sta provocando la ribellione delle popolazioni e che alla lunga porterà alla sconfitta Usa.
Ho pensato per molto tempo che le torture, le rapine, gli arresti di massa fossero una sorta di errore, di riflesso condizionato e di delirio di onnipotenza degli eserciti regolari che non sono più capaci di valutare la capacità di ribellione dei popoli.
Ma quel che sta accadendo in Iraq e Afganistan travalica questo modello di interpretazione.
L'afganistan in 5 anni è diventato un NON stato in mano a banditi locali che esercitano sulle popolazioni e sui territori un livello di potere assoluto che era sconosciuto persino nel Medio Evo.
Le truppe imperiali presidiano le città ma non riescono a imporre nessun tipo di legalità. L'afganistan oggi produce il 70% dell'eroina mondiale! La produzione oggi è quasi 5 volte quella di 6 anni fa. Un'intera nazione è completamente in mano a bande criminali. La condizione della popolazione è addirittura peggiore che sotto i talebani.
In Iraq si sta lavorando per ottenere un risultato analogo.
quasi nessun giornale occidentale si è posto una domanda semplice: chi sta facendo saltare in aria le moschee causando migliaia di morti?
I gruppi armati noti, nel senso che si sa chi ci sta dietro, rivendicano ogni sorta di strage, autobombe contro le file del reclutamento dei poliziotti, contro oleodotti, convogli militari, singoli sostenitori del governo ufficiale ecc.
Nessuna di queste organizzazioni ha mai rivendicato un solo attentato contro una moschea o un mercato. Per quanto siano pazzi terroristi criminali hanno un obiettivo chiaro gli Usa e i loro alleati. Che senso avrebbe dal loro punto di vista massacrare il loro stesso popolo? Tutti i giornali arabi sostengono chiaramente che questi attentati sono organizzati dale truppe imperiali. E hanno un motivo semplice per sostenerlo. La divisione degli iracheni in sciti e sunniti è un balla inventata dai media occidentali. La base della società irachena non sono le etnie ma le famiglie. Lo stato iracheno da secoli è basato su alcune grandi famiglie che comprendono anche alcuni milioni di persone. All'interno di una stessa famiglia ci sono sunniti, sciti e a volte anche curdi. Se parlate con un iracheno vi dirà che non riesce proprio a capire da dove sia venuta fuori questa storia.
Ma è stata la prima operazione che le truppe occupanti hanno portato a termine: identificare i cittadini su base religiosa.
Lo stesso processo è stato seguito dai Belgi quando costruirono la divisione tra Tutzi e Hutu, iniziando a scriverla sulle carte d'identità...
Credo di essermi spiegato...
Allora il mio sospetto è che lo scopo dell'invasione di Iraq e Afganistan non fosse quello di conquistare e amministrare (sai che fatica) ma di far piombare questi paesi nel caos.
Nel caos prosperano le attività illegali. Il caos favorisce l'instabilità dei mercati finanziari.
Oggi la prima grande fonte di denaro è la speculazione in borsa nella quale vincono i furbi che barano conoscendo informazioni particolari prima dei mercati. Vi ricordate i guadagni immensi in borsa dopo i massacri dell'11 settembre 2001?
La seconda fonte di arricchimento è il crimine che ha bisogno di costruirsi retrovie sicure nei paradisi fiscali e in stati precipitati nel caos. Un Iraq pacifico, essendo lo stato più laico e moderno dell'Islam sarebbe un problema. Il primo produttore mondiale di petrolio, con un numero di laureati enorme potrebbe diventare in pochi anni un concorrente temibile per l'occidente...
Anche l'Argentina prima del crollo stava diventando una potenza economica. E guarda caso appena il triangolo d'oro tra Birmania e Tailandia viene pacificato e l'ordine regna sui Karen ecco che la produzione di eroina crolla e viene traslocata in Afganistan!
Mi sono spiegato? Esiste un piano oggettivo (una tendenza storica naturale del capitalismo di rapina) a creare il caos. E creare enclavi dove non esista legge. Retrovie sicure che fanno il paio con i lussuosi e civili paradisi fiscali.
In un mondo pacificato la legge strangolerebbe, lentamente ma con certezza, l'illegalità finanziaria e il crimine.
L'emergenza sanitaria, terroristica, ambientale sono oggettivamente prodotti fondamentali dell'economia del dolore e servono alla causa del Caos.
Marx e Engels dicevano: il capitalismo, per sua stessa natura svilupperà le forze produttive fino a un livello nel quale, non riuscendo più a controllarle (a contenerle), inizierà a distruggerle. Questo renderà il capitalismo non più "conveniente" e incentiverà lo sviluppo di una società basata sulla socializzazione dei mezzi di produzione.
I vecchi pazzi avevano ragione. Ma la socializzazione dei mezzi di produzione non sta avvenedo sulla base dell'applicazone di "teorie umane". Solo un superficialone come Lenin poteva crederlo. Non a caso i due vecchi parlavano di materialismo storico. Infatti sono le forze primarie ("naturali") determinate dai mezzi di produzione che fanno la storia e determinano i salti culturali e sociali. La socializzazione dei mezzi di produzione la vediamo ogni giorno: internet! La rete è un immensa macchina produttiva socialmente condivisa. Tutti gli utenti hanno la stessa possibilità teorica di accesso. La differenza la fa la capacità individuale (il socialismo è la società che dà a ogniuno secondo le sue possibilità).
Insomma la situazione è altamente drammatica ma piena di possibilità di sviluppo.
La storia avanza e lentamente si migliora.
Nota personale che puoi anche saltare ma che scrivo per vantarmi:
con questo articolo finisco il lavoro di analisi teorica (scusate la prosopopea) che ho iniziato sulla rete con la pubblicazione di "Internet salverà il mondo". Troverete questo e altri articoli su www.jacopofo.it.
In particolare "Pessimismo cosmico e gnocca globale" e "Dieci cose che il capitalismo non ti ha detto". Questo mio contributo al dibattito è iniziato però prima di internet, nel 1981 quando sulle pagine del Male (glorioso settimanale satirico) pubblicai il falso numero di "Rosso" (periodico dell'Autonomia Operaia diretto da Toni Negri) intitolato "Dal rosso alla policromia!". Tutto il falso era incentrato sulla constatazione che il potere reale era ormai in mano al popolo dei consumatori e solo le catene culturali tenevano in piedi i vecchi rapporti di potere. (E quindi l'idea della lotta armata per conquistare il potere era una stronzata.) Nello stesso anno uscì "Come fare il comunismo senza farsi male" che sviluppava il tema immaginando la rivoluzione del consumo critico e del commercio etico.
Quindi sono 25 anni che vado avanti a menarla su questa storia.
Penso che sia sufficente sennò rischio di essere monotono e ripetitivo.
Mi impegno quindi a smettere di scrivere su questi argomenti teorici. Chi vorrà approfondire si faccia un giro su questo blog alla voce "Rivoluzione spirituale" e "Controinformazione".
Nel futuro mi riprometto di dedicarmi con maggiore intensità alla narrativa, alla pittura, al teatro e al rock and roll.
Spero però di riuscire a dare una forma organica a tutto quanto ho scritto sulla rivoluzione pigra editando i testi su carta e dvd.
Riuscirò finalmente a ricomporre l'Enciclopedia Universale? (Come quella di Diderot ma più sexy! L'unica enciclopedia rilegata ancora viva.) Con 28 libri pubblicati (insieme a altri autori straordinari) e un centinaio di articoli, credo proprio di averla terminata. Mi piace che questo lavoro sia finito. Quando decisi di iniziarlo 25 anni fa non credevo proprio di arrivarci. Praticamente ho concluso anche il lavoro sugli altri due filoni di ricerca: la storia e le frontiere del corpo e della mente. Fra poco sarà disponibile la nuova, imponente edizione de "La vera storia del mondo" su carta. L'edizione in video è arrivata all'impero romano e al Cristianesimo.
E fra breve terminerò anche l'indicizzazione dei temi fondamentali della rivoluzione psicofisica. Oltre ai testi e ai video già disponibili su dvd (l'intero corso di Yoga Demenziale, 10 ore di conferenze e esperimenti, in uscita a fine marzo) pubblicherò un sunto generale che forse si intitolerà "La vita spiegata ai terrestri". Ma la novità assoluta sarà la messa in rete (dopo dieci anni di incubazione) di Godolo, l'oracolo che discute con te e che racconta a ciascuno tutto in maniera diversa. L'idea è che ci siano molti modi di descrivere l'esistenza e che ogniuno debba cercare il suo. Godolo risponde(casualmente grazie a un programma random) a ogniuno in modo diverso. Nel software infatti sono nascosti 27 libri, tutti inediti. Insomma una cosa esagerata.
L'utilizzo del caso come strumento di comunicazione profonda...
(OK lo so che è un delirio, ma mica vorrete morire democristiani?)
Ma in tutto questo lavoro editoriale futuro si tratterà solo di buttare fuori tutto il lavoro accumulato in questi anni a causa della resistenza delle case editrici. Non sopportano i grafomani come me.
Insomma scriverò ancora, mi piace troppo, ma su questo basta.
Solo un po' di editing finale.
Aug!


Commenti

ma non ti vengono mai i crampi alle dita?

Ma sono in una fase di libidine letteraria... Questo blog mi appasiona. A volte mi stupisco che sia il mio.

Ho appena letto sul Beppe i nuovi schiavi...

mi sono appena ricordato di avere letto qualche anno fa un libro di De Masi sul lavoro che anticipava la tesi di Grillo paragonando il lavoro di oggi a quello degli schiavi di Roma. Il benessere personale era superiore e lavoravano molto meno!!

Indipendentemente dalla forma di contratto... bisogna lavorare nella vita, per creare, fare qualcosa di produttivo.. perchè è il lavoro che ha creato il benessere in cui viviamo. La cosa che ci ha distratti negli ultimi anni è aver dato al capitale un valore autonomo dal lavoro (una risorsa diversa) ma in realtà il capitale è solo il lavoro immagazzinato in beni durevoli. La casa qualcuno l'ha fatta noh? I risparmi derivano da una parte del proprio lavoro accantonata per i consumi futuri...

La semplificazione che il capitale sia un fattore produttivo è una cazzata storica. La dobbiamo scordare. Dobbiamo ricominciare a ragionare sui costi di utilizzo dei beni durevoli e ridefinire i diritti sulle cose. Perchè il nostro sistema economico sarà pure il massimo dell'efficienza nella produzione ma è altrettanto inefficiente nei consumi! Possiedo una macchina che uso 2 ore al giorno. Le altre 22 sta parcheggiata e basta. Gli esempi sono tanti...

Quanti palloni servono in una partita di calcio? Uno solo?
Oggi non più, perchè il proprietario del pallone decide le sue regole perché il pallone è suo (da bambino mi capitava spesso che la partita finisse per diritto di proprietà - la proprietà sancisce il diritto ad escludere altri dall'uso - n.d.r.)

Il capitale e il lavoro sono strettamente legati per le persone normali: più lavori, più risparmi. Ma in questo mondo non più. Chi accumula capitale ci specula finanziariamente e smette di lavorare per guadagnare sul lavoro di altri oppure ancora peggio elude, dissimula, fa pressioni politiche per cambiare le regole del gioco a proprio favore. (Non ci sono riferimenti diretti a bellicapelli) Oppure ancora peggio crea i presupposti per un'illegalità tollerata e diffusa in modo da manovrare indisturbato a proprio vantaggio.

Jacopo, il post Le orde del caos è agghiacciante. Ma una regia c'è. Sono le regole ferree dell'illegalità che si autoalimenta schiacciando le altre regole che si rincorrono per mettere delle pezze.

Il problema è che il valore universalmente accettato: ricchezza = benessere ci sta deviando verso un mondo in cui si giustifica qualsiasi cosa in nome di un vantaggio personale.

A questo punto non serve più neanche un governo di sinistra per raddrizzare la rotta, ci siamo spinti troppo oltre in una rincorsa edonistica di cui per primo mi sento protagonista. Deve cambiare la testa, devono cambiare i valori di questa società.

E' inutile un governo che funziona in un mondo dove alcune persone tendono ad accaparrarsi tutto quello che possono con qualsiasi mezzo.
Vinceranno sempre loro. Ma la cosa più preoccupante è che il demone che li alimenta fa proseliti. E' un vortice.

Bisogna ripartire da valori di regole condivise per il vivere bene comune, dalla riduzione dei conflitti. Perchè vivere non è un gioco a somma zero (quello che guadagmo io... lo perdi tu) nel baciarsi si guadagna in due. Nel non baciarsi ci si perde in due.

Per questo ho scritto che bisogna creare una teoria economica alternativa. Se ci concentriamo troppo sulla teoria della produzione perdiamo di vista il benessere. Stiamo producendo troppo solo per produrre. E' evidente che siamo una massa di insoddisfatti. E' assurdo che io mi sia comprato una tonnellata di lamiera ambulante, pagandola ben 25.000 eurini, che sta cadendo a pezzi dopo soli tre anni e che ha spostato il mio culo peso per meno di 2.500 ore. Fa 10 euro l'ora. E dieci km con un litro.

Ma sapete qual'è la cosa più triste di tutte? Me l'ha pagata Tremonti, con i nostri soldi. E più triste ancora ... mi sono sentito furbo, anche se legalmente.

Il male non è fuori, è dentro di noi. Dobbiamo cambiare mentalità il prima possibile. Dobbiamo cambiare le regole del gioco perché in questo gioco c'è chi vince e chi perde e ci insegnano da bambini che l'importante è vincere.

M.

PS sono Marco di Bo.logna non Marco Boschini come forse qualcuno ha pensato (scusatemi ci ho pensato solo dopo che poteva creare un fraintendimento)

PSS Tutta la agghiacciante lucidità di questo Blog non deve farci desistere... anzi... questo brainsorming collettivo è una figata pazzesca e come me altri arriveranno... e saremo di più e però vorrei cominciare a fare qualcosa... Potrei cominciare con i 27 eurini intanto. :-) E poi la nuova teoria economica può aspetare di VINCERE LE ELEZIONI!!!! altrimenti emigro.

Condivido quel che scrivi e mi piace il tuo registro di "visione di insieme" della situazione. Un punto resta oscuro, a te e a me: come si svilupperà questa economia nuova che non sarà basata sulla speculazione fiinanziaria né sulla mera produzione di merci...
La condivisione dei mezzi è giusta ma è solo un enunciato teorico con l'esperienza positiva delle lavanderie di palazzo danesi o tedesche e delle auto a noleggio... Ma io credo che questa economia condivisa e solidale potrebbe trovare momenti di moltiplicazione nei comportamenti che stanno emergendo nel web... Chi l'avrebbe detto 3 anni fa che oggi il 30% degli italiani compra un'auto sul web? E chi avrebbe immaginato l'esplosione dei blog (la gente vuole scrivere, non solo leggere!) che è arrivata a battere la velocità delle reti televisive multimiliardarie addirittura sulle notizie (dopo 10 minuti dagli attentati a Londra un blogger aveva fotografato la sua gamba sanguinante e aveva inviato la foto col cellulare publicandosela sul proprio blog).
Io credo che anche dal punto di vista delle modalità concrete la nuova economia ci stupirà con formule tecnico organizzative che travolgeranno la vecchia economia perchè risponderanno a esigenze multiple. Credo che il concetto di "multiplicità" sarà centrale in futuro. Mi spiego:
I blog non sono nati per battere in velocità i telegiornali. Sono nati per raccontare la vita, i pensieri... Ma l'effetto collaterale della loro diffusione è che oggi se voglio sapere qualche cosa su un fatto appena successo devo collegarmi alla rete dei blog non al televisore. Sembrava impossibile e molti ancora non l'hanno capito. Abbiamo battuto la tv addirittura sulla velocità e la copertura del territorio. Loro in elicottero e noi a piedi. E vedrai che verrà fuori qualche cosa del genere anche economicamente... Già E-Bay fa lavorare 500 mila persone....

Comunque sviluppo il discorso fatto in questa pagina in "Da elettori a datori di lavoro. Da consumatori a appaltatori. La rivoluzione è commerciale!"
http://www.jacopofo.com/?q=node/916

Non ti chiedo di essere un leader ma abbiamo bisogno di visibilità. Organizzazione. Ti propongo di contattare Grillo, prima o poi tu ci arrivi. Organizzare una bella rete (Commerciale?, Associazione?). Poi cominciamo la promozione delle idee, il coinvolgimento. Stanotte pensavo che sarebbe efficace un bel promo video (ho visto che hai già pubblicato qualcosa proprio stanotte) ... dobbiamo ampliarci e contarci. Dici che bastano 100 persone.. ma per essere efficaci dobbiamo essere un milione! Ci associamo, e poi andiamo a trattare. So che è la via più dura, ma Grillo ha molto seguito, e penso anche che le idee quando si concretizzano non sono più così belle come ognuno di noi, diversamente, le aveva pensate. Ma si concretizzano! E credo che ci sia bisogno assolutamente di risultati. Cosa ne pensi di creare un "LOGO" e catalizzare su questo l'attenzione? Un portale commerciale basato sulla conoscenza dei prodotti e "certificato" dall'associazione. Il tutto deve essere sempre molto semplice. Incrementato via via da nuovi prodotti eco-sostenibili. Ci sono milioni di forze positive e basta poco per coinvolgerle... solo un po' di incocoraggiamento. Il senso di appartenenza è importante ora più che mai.

M.

PS io lavoro in un'associazione di artigiani e da tempo conosciamo la forza del numero. Per quanto riguarda le 100 persone attive contami. Ho 8-10 ore la settimana da poter dedicare da volontario a questa cosa. Ho una discreta professionalità nell'intermediazione creditizia proprio con logiche di associazione.

Non male come cosa, ma i costi di gestione potrebbero rivelarsi troppo elevati. Intanto si potrebbe iniziare divulgando con e-mail a conoscenti, il sito di commercioetico ed i pacchi di Elle.
Via e-mail, non ci sono costi e la divulgazione è assicurata a macchia d'olio, nello stesso tempo cercare soci sostenitori con contributi di iscrizione minimi: ramificando potrebbero diventare parecchie le persone interessate, tutto sta ad abbattere le barriere mentali dell'italiano, legato più al risparmio economico che alla propria salute.
Io ho studiato da commercialista, ed ora sono un responsabile amministrativo in una società, e se posso esservi di aiuto in qualche modo, tempo permettendo, non mi tiro indietro.
Grillo è un ottimo alleato, ma nei bloggers e nei meetuppers si celano persone che mi hanno fatto ricredere su alcune cose.

Caro Marco,
grazie per il tuo entusiasmo!
Ma credo che non sia così semplice.
Sono 6 anni che ci sbatto la faccia e quando dico che ci vorrà tempo per fare una cosa piccola lo dico per esperienza.
6 anni fa tentammo di smuovere la situazione con una carica a cavallo. Ottenemmo solo un piccolo risultato che abbiamo faticato molto a far sopravvivere fino ad oggi.
Non ci sono scorciatoie.
Queste idee sono lente, difficili…
Certo se Beppe Grillo le adottasse… Ma non credo che lo farà. Semplicemente perché il suo centro di azione è nel comunicare a grandi numeri di persone denunciando le follie del sistema NON di organizzare un commercio alternativo. E intendimi credo che faccia bene a fare quel che fa. Nessuno lo potrebbe fare meglio di lui. Ed è chiaro che la presenza di centinaia di migiaia di persone che abbiano capito come stanno le cose è un prerequisito fondamentale. Probabilmente era questo che mancava 6 anni fa…
Ma anche se grazie a Grillo e a tanti altri oggi sono parecchi ad aver capito la grande truffa del capitalismo del dolore questo non vuol dire che siano pronti a cambiare stile di vita e tipologia dei consumi… Anche perché per spostare i comportamenti serve aver costruito proposte concrete. Telefonia, banche, assicurazioni ecc ecc… Oggi ci sono dei pezzi di questo progetto ma sono frammentari, piccoli e contradditori. E soprattutto disuniti.
Ma la questione essenziale è che una simile campagna di massa non può essere organizzata sulla base delle vecchie forme della politica. Non serve un leader che dica a tutti cosa fare. Servono persone che siano soggetti politici non seguaci. I seguaci non riescono a organizzare un cazzo di complicato come un sistema economico alternativo. Per questo Grillo non perderà tempo in un tentativo a vuoto e continuerà a parlare “alle masse”. Per questo è utile questo piccolo dibattito… Mettere a fuoco le questioni è il primo passo.
Per questo tipo di lavoro non servono, per ora, un milione di persone. Non potremmo neppure fare delle proposte adesso come adesso. Ci mancano le basi, gli uomini, le proposte, i prodotti. Ma quello che ci manca di più è un’idea su questo tema condivisa almeno da un piccolo gruppo. Poi ci serviranno esperimenti. Molti, diversi, in differenti direzioni. Cercare di centralizzare e quagliare ora sarebbe un disastro, ne verrebe fuori una cosa asfittica.
Questo è importante, credo che possa funzionare se si parte con piccole iniziative indipendenti che lentamente si connettono non con un atto di forza di un piccolo gruppo che vuole d’un colpo unificare tutti…Sarebbe meraviglioso ma non funziona.
Credo che non ci sia una via breve.

standing ovation...caro jacopo..standing ovation :)