Hanno ammazzato Aldo Bianzino, colpevole di aver coltivato nell'orto marijuana.

E' morto il 14 ottobre senza l'onore dei telegiornali. L'autopsia ha riscontrato LESIONI CEREBRALI.
L'avevano arrestato perche' coltivava erba.
Lo conoscevo.
Faceva parte del clan dei fricchettoni che come me si sono messi a vivere in campagna. Una persona tranquilla che amava fumare un po' d'erba con gli amici.
Aveva zappato la terra e curato le sue piante: un'azione meritoria che danneggiava soltanto la criminalita' organizzata.
Aveva una moglie e un figlio adolescente.
L'hanno arrestato e portato in prigione, messo in isolamento.
Come un assassino. Come uno stupratore. Come raramente succede a chi si ruba i miliardi dello Stato o quelli dei risparmiatori.

L'autopsia

Pezzi di merda.
Cos'altro posso dirvi signori che vietate alla gente di farsi le canne e tollerate qualunque abuso e qualunque crimine lasciando liberi per un cavillo i peggiori mafiosi?
Adesso Aldo e' morto.
Pare per un colpo in testa?
E' scivolato?
Certo che e' scivolato.
Come Pinelli, come tanti altri che sono entrati nelle vostre prigioni, cani rognosi, e sono usciti con i piedi in avanti.
Bastardi.
Intrallazzati.
Quanto vi danno di percentuale sulla vendita delle droghe vietate?
L'Olanda insegna che se si liberalizza l'erba diminuiscono i tossicodipendenti.
E se si liberalizzano le droghe pesanti crollano drasticamente i piccoli reati perche' i tossicomani non sono piu' costretti a rubare per comprarsi la droga.
Rubare, prostituirsi, rovinarsi la vita.
Vietare le droghe pesanti vuol dire costringere i tossicomani a vivere in una situazione nella quale non potranno mai trovare il buon senso di liberarsi dalla scimmia.
Ma voi preferite trasformare in criminali persone che preferiscono rovinarsi con l'eroina piuttosto che con l'alcool e gli psicofarmaci legali.
Vietare la marijuana e' solo stronzaggine.
Avete una percentuale sulla paura, le vite divelte e i lucchetti?
Maccheccazzo avete in testa?
Il governo Prodi, tra l'altro, aveva promesso di ripristinare l'impunibilita' del possesso di erba qualora non sia provata l'accusa di spaccio. Si trattava di ripristinare la legge com'era prima della riforma firmata da Fini.
Il 10 novembre a Perugia ci sara' un corteo di protesta. Disgraziatamente non saremo in tanti. I 4 milioni di italiani che si fanno le canne sono una minoranza silenziosa.
E fatalista. E sotto a chi tocca!
Speriamo che questa passivita' non duri in eterno. Oppure e' vero che le canne rimbecilliscono troppo?

 

Aggiornamento sull'inchiesta:
http://www.jacopofo.com/branzino_cannabis_marijuana_droga_proibizionismo


Commenti

In Olanda si puo' fumare e coltivare cannabis, ma non girate in bicicletta con il faro spento quando e' buoio: se vi becca la polizia, ed e' molto probabile, sono 50 euro di multa.              

Davide Calabria

MORTE IN CARCERE A PERUGIA - SI CHIEDONO CHIARIMENTI SULLE CIRCOSTANZE

 
Ucciso in carcere dal proibizionismo (fonte: carta.it)
Sarah Di Nella
[24 Ottobre 2007]

 
E’ morto tra le mura di un carcere, dov’era finito perché possedeva due piantine di marijuana per uso personale. È questa la sorte toccata ad Aldo Bianzino, cinquantaquattrenne di Pietralunga, nel nord dell’Umbria, morto in una cella del carcere di Capanne, a Perugia, nella notte tra il 13 e il 14 ottobre scorsi. Nessuna traccia apparente di violenza sul suo corpo, ma «lesioni compatibili con l’omicidio» dice l’autopsia, che rivela quattro emorragie cerebrali, traumi al fegato e due costole rotte. Sembrano i segni di un pestaggio.
Aldo Branzino era stato portato nel commissariato di Città di Castello e poi trasferito nel carcere di Capanne, nel pomeriggio del 13 ottobre, insieme alla sua compagna Roberta, dopo una perquisizione della polizia nel loro casale immerso nella campagna umbra. E fino al suo ingresso in carcere, Aldo stava bene. Separati al momento di entrare in prigione, Aldo e Roberta sono stati visitati dall’avvocato d’ufficio che ha registrato il loro normale stato di salute, e la preoccupazione di Aldo per Roberta.
Falegname di professione, incensurato, Aldo si era trasferito dal Piemonte in Umbria, passando dall’India, alla ricerca di una vita più vicina alla natura, armoniosa, che aveva trovato nel rapporto con una piccola comunità spirituale vicina agli Hare Krishna. Dai suoi conoscenti e amici i commenti sono di incredulità assoluta. Aldo viene descritto come «la mitezza in persona» e il suo credo nonviolento di stampo gandhiano esclude qualsiasi lite con altri detenuti. Peraltro, l’unico giorno in carcere di tutta la sua vita, Aldo l’avrebbe passato in isolamento.
Al senato, Haidi Giuliani, Giovanni Russo Spena e Erminia Emprin Gilardini hanno chiesto martedì 23 ottobre in una interrogazione parlamentare urgente al ministro della giustizia Clemente Mastella, di avviare una procedura immediata per fare chiarezza sulla vicenda.
«Il decesso di Aldo Branzino – si legge – deve essere chiarito. Dalle notizie apprese dalla stampa, risulta che le lesioni riscontrate sul corpo di Aldo Branzino, dopo il suo decesso, configurerebbero la compatibilità con l’omicidio, in quanto il medico legale escluderebbe la morte per infarto, riscontrando quattro commozioni cerebrali, lesioni al fegato, due costole rotte. Branzino sarebbe stato ristretto in cella da solo, dato che la prassi prevede l’isolamento dell’arrestato prima dell’incontro con il giudice preliminare». Un’altra interrogazione, presentata dal senatore Mauro Bulgarelli [Insieme con l’Unione], denuncia «un fatto di inaudita gravità, se fossero accertate le gravissime lesioni che sarebbero state riscontrate sul corpo di Aldo Bianzino». «E’ sconcertante – dice Bulgarelli – che a 24 ore dall’arresto, le cui circostanze sono peraltro da chiarire, un uomo muoia per cause che potrebbero essere non accidentali e fare addirittura ipotizzare un pestaggio».
La procura di Perugia ha aperto un’indagine «sulle cause del decesso del detenuto».
Dieci giorni dopo la morte di Aldo, né la sua compagna, né i suoi tre figli, né i suoi familiari hanno potuto vedere il suo corpo.
Nel moderno carcere di Capanne, inaugurato da Roberto Castelli quando era ministro della giustizia del governo Berlusconi, non è la prima volta che un detenuto muore. Nel rapporto «Morire di carcere», pubblicato dall’associazione Ristretti orizzonti del giugno 2006, sono segnalate due altre vicende. Quella di una detenuta italiana di 44 anni, che si era suicidata nel centro clinico penitenziario del carcere di Perugia e quella di un detenuto straniero, morto dopo un intervento chirurgico alle emorroidi, per mancanza di assistenza notturna.
I movimenti antiproibizionisti di Perugia e di tutta Italia, assieme alle associazioni di tutela dei detenuti, stanno pensando a un’iniziativa da tenere nel capoluogo umbro nei prossimi giorni. Per protestare contro il carcere che uccide.

Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01031 Atto n. 3-01031

Pubblicato il 24 ottobre 2007
Seduta n. 236

EMPRIN GILARDINI , RUSSO SPENA , GAGGIO GIULIANI , RAME - Al Ministro della giustizia. -
Premesso che:
da notizie apprese dalla stampa nella notte di venerdì 12 ottobre è stato arrestato nella propria abitazione, nel comune di Petralunga (Perugia), per violazione dell'articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, il signor Aldo Bianzino;
dopo l'arresto, lo stesso sarebbe stato condotto assieme alla moglie nel commissariato di Città di Castello per le formalità di rito e quindi trasferito nel carcere di Capanne (Perugia);
i due coniugi sarebbero stati divisi non appena entrati in carcere, e sarebbero state riscontrate da parte dell'avvocato d'ufficio condizioni normali di salute in entrambi;
nella notte di sabato 13 ottobre il signor Aldo Bianzino è deceduto all'interno della struttura penitenziaria;
il signor Bianzino, secondo le normali procedure, sarebbe stato ristretto in cella da solo, prevedendo la prassi l'isolamento dell'arrestato prima dell'incontro con il giudice preliminare;
le lesioni riscontrate sul corpo del signor Aldo Bianzino, dopo il suo decesso, configurerebbero la compatibilità con l'omicidio, in quanto il medico legale escluderebbe la morte per infarto, riscontrando quattro commozioni cerebrali, lesioni al fegato, due costole rotte,
si chiede di sapere quali procedure urgenti di competenza il Ministro in indirizzo intenda avviare per fare completa chiarezza sulla vicenda.

Dal manifesto di oggi:

“Un appuntamento nazionale contro tutte le intolleranze”.

Recita così il testo dell’appello con il quale il Comitato Verità per Aldo Bianzino convoca la manifestazione prevista per sabato prossimo  a Perugia a un mese dalla morte misteriosa in carcere dell’uomo arrestato per possesso di piante  di marijuana".

Mi unisco al dolore, alla rabbia e allo sconcerto per questo inqualificabile atto di bieca violenza contro una persona mite e indifesa, la cui unica colpa è stata quella di avere sottratto la propria quota al mercato mafioso e criminale coltivando qualcosa che solo l'ignoranza, la malafede e un perbenismo ottuso si ostinano a  considerare "droga".  Aldo è un'altra vittima della violenza mascherata da autorità, della stessa natura di quella che ha avuto libero sfogo nei giorni del G8 del 2001. Spero che il prossimo 17 novembre il Comitato  Verità per Aldo Bianzino sarà a Genova alla manifestazione indetta da don Andrea Gallo per dimostrare la propria indignazione e la forte volontà di giustizia e di chiarezza di fronte a episodi di violenza criminale commessi da organi delle istituzioni contro cittadini inermi.  

  

Mi auguro che saremo in tanti ad avere conservato il coraggio di indignarsi e la determinazione a non subire passivamente questa deriva disumanizzante.

   

                                                                                                                                                                   

Aldo Bianzino.

Perugino, falegname, incensurato, Aldo aveva 44 e godeva di buona salute prima.

Non truccava bilanci, non tentava scalate bancarie ma faceva peggio, molto peggio: Coltivava canapa indiana

Con la sua compagna, Roberta, il 12 ottobre 2007 è stato arrestato con l’accusa di possedere e coltivare nel giardino di casa alcune piante di marijuana.

Aldo viene portato in cella di isolamento.

Domenica 14 ottobre Aldo è trovato agonizzante nella sua cella. Poco dopo muore, lasciando un figlio di quattordici anni.

La direzione sanitaria del carcere:trattasi di infarto. L’autopsia: il corpo presenta una frattura alle costole, gravi lesioni al fegato, alla milza e al cervello .

Lo sapevate che esiste un infarto che colpisce e devasta tutti questi organi???? E io che pensavo riguardasse solo il cuore! Che ignorante!!

Aldo era in isolamento, chi gli ha procurato le lesioni che l’hanno portato alla morte, aveva le chiavi della cella.

PER FAVORE NON COMINCIATE CON LA SOLITA TIRITERA COMUNISTA CHELA MANO ASSASSINA SIA DI UN ESPONENTE??!!! DELLA POLIZIA PENITENZIARIA!!!! (SERVI DEI SERVI PER MILLE EURO AL MESE!!!NDR.)

Alcuni detenuti hanno dichiarato di aver sentito Aldo lamentarsi tutta la notte senza ricevere soccorsi.

legge fini-giovanardi sulle “droghe”: Il Cile non e’poi cosi lontano!!

Ps. Ma pinoche’??e’ morto o si e trasferito in itaglia?

Brigante abbruzzese

Questa storia è  orribile e condivido in pieno tutto quello che hai scritto. Non è possibile che in Italia i delinquenti siano tutti liberi o addirittura al governo e poi mettono in carcere un uomo che si coltiva una piantina in giardino.E lo uccidano così,per poi fingere che avesse avuto un attacco cardiaco. Dato che la famiglia non ci ha creduto hanno cercato di spostare l'attenzione su altre notizie. In quei giorni,  ai tg nazionali hanno parlato dell'arresto di alcuni insurrezionalisti di Spoleto. Non so perchè ma l'idea di questi pericolosi cinque insurrezionalisti che operavano proprio a Spoleto, una piccola cittadina d'arte e di contadini...Mi puzzava di notizia molto gonfiata. Forse sbaglio,forse invece ho ragione ed hanno montato la storia sugli insurrezionalisti per non diffondere troppo le notizie su aldo branzino.

Come è andata poi la manifestazione? Continuate a parlare di questa storia, è importante, la gente deve sapere in che mani siamo.

ciao

 

 

il mio blogghe www.ilterzostato.splinder.it

 

 

 

Dal blog di Beppe Grillo

Qualcuno bussa alla tua porta. E' lo Stato. Ti porta via dalla tua famiglia. Da tuo figlio di 14 anni. Ti accusa di aver coltivato delle piantine di canapa indiana nell'orto di casa. Ti mette in cella. Ti uccide. Non è l'Argentina dei colonnelli e neppure l'Unione Sovietica di Stalin. E' l'Italia di Mastella e di Amato. Aldo Bianzino è stato assassinato in carcere. Ucciso due volte. Prima dai suoi carnefici e poi dai media che lo hanno ignorato.
La vedova di Aldo si chiama Roberta Radici. Nell'intervista che ci ha rilasciato ha detto: "Non so cosa pensare dello Stato. Cosa pensare della giustizia."

Ps: "La situazione di questa famiglia è tragica. Abbiamo conosciuto Roberta, sua madre (91enne) e suo figlio, un angelo nel vero senso della parola, basta osservare lui per capire come poteva essere Aldo.
Questa famiglia, oltre alla paura, vive un disagio economico notevole.
Roberta è malata e invalida civile al 100% (250 euro di pensione al mese!), la madre per quanto arzilla è sempre ultranovantenne e dovresti vedere dove abitano, praticamente isolati e indifesi.Questa è la vera emergenza, aldilà della tragedia di Aldo, c'è da salvare una famiglia rovinata da una vicenda oscura e oscurata. C'è da pensare ad un ragazzo che ha 14 anni e si ritrova con una madre malata e un padre che non può più provvedere a lui.
Esiste anche un C/C postale su cui effettuare donazioni:
c/c postale n° 27113620 intestato a Roberta Radici.
Noi stiamo già facendo il possibile. Aiutateci!!!"
Meetup di Perugia

Leggi l'intervista a Roberta Radici:

http://www.beppegrillo.it/immagini/interviste_staff_bianzino.pdf