TFR rinnovabile. Risparmio etico. Facciamo un gruppo d'acquisto?

In questi giorni ho incontrato alcuni sindacalisti che mi hanno posto una domanda interessante: "Qualora decidessi di investire il mio Trattamento di Fine Rapporto in un fondo privato, perché non esiste un fondo che poi usi il denaro del Tfr per finanziare lo sviluppo delle fonti rinnovabili?"
Sarebbe un investimento sicuro, redditizio ed etico!
Bella domanda. Non so rispondere. Sarebbe un'idea geniale. Oltretutto investire in impianti di produzione elettrica dal sole, dal vento e dall'acqua sarebbe anche molto sicuro per le banche. Non investi in azioni che possono crollare… Investi in un impianto che continuerà a produrre per decenni un bene primario.
E perché non esiste un fondo di investimento (al di là del Tfr, un fondo dove mettere i risparmi "normali") che investa nelle ecotecnologie? Ma, anche in questo caso, non comprando azioni di aziende (che possono sempre crollare) ma acquistando titoli obbligazionari relativi a impianti di generazione elettrica. Cioè, non scommetti sull'aumento delle azioni di aziende del settore ecologico ma garantisci il rendimento del tuo denaro finanziando impianti eolici, solari, idrici che forniscono una produzione certa di energia elettrica. In Germania esistono prodotti finanziari di questo tipo, in Italia no.
Perché?
In queste settimane ho preso un po' di informazioni. Un compagno che ha grande esperienza di banche mi ha detto subito: "Col Tfr non possiamo scherzare. Sono i risparmi dei lavoratori."
Giusto. Non bisogna scherzaci su questi soldi. Ma neanche farli finire in Parmalat.
Il risultato ottenuto con il gruppo d’acquisto per i pannelli solari ci induce ottimismo…
Facciamo un gruppo di acquisto di prodotti finanziari.
Anzi due gruppi di acquisto: uno sul Tfr, e uno per il risparmio normale.
Attenzione: non voglio mettermi a fare io un fondo di risparmio. Non saprei neanche da dove iniziare e mi farei fottere tutti i soldi. Non è il mio mestiere.
Io propongo di mettere insieme qualche migliaio di risparmiatori che dicano tutti insieme alle banche: vogliamo un fondo che investa in obbligazioni relative a impianti di produzione ecologica di energia elettrica. E vediamo se davanti a un bel numero di consumatori c'è una banca che decide di venderci quel che vogliamo comprare. Ovviamente si tratterà anche di attrezzarci con avvocati, commercialisti e operatori finanziari capaci, e andare dalle migliori banche del paese, quelle
che non trafficano in armi, verificare la loro solidità e le loro proposte e poi scegliere la migliore.
E già che ci siamo, mettendoci tutti insieme, ci garantiamo anche che i nostri consulenti stiano con l'alito sul collo della banca controllando continuamente la destinazione dei nostri soldi e la corretta gestione dei nostri interessi.
Otteniamo: condizioni economiche migliori, un investimento più sicuro, una destinazione ecologica dell'uso dei denari che abbiamo investito.
Ovviamente, non sto dicendo di mettere tutti i soldi insieme o follie del genere. Ognuno ha il suo rapporto riservato e strettamente personale con la banca, ognuno gestisce completamente e autonomamente il suo denaro.
Ma questo investimento è protetto da un servizio di controllo sull'applicazione del contratto che regola l'investimento, e sull'andamento della banca e la sua affidabilità generale, dà maggiori utili e minori spese grazie alla forza del numero e alla contrattazione collettiva.
Inoltre, otteniamo di far fruttare il nostro denaro anche sul terreno dell'ecologia. E impediamo al contempo che (come succede ora) la banca usi la potenza che i nostri soldi le mettono a disposizione, per finanziare la guerra, il petrolio, lo sfruttamento selvaggio e l'inquinamento.

Ovviamente si tratta di un'azione che sarà difficile.
Ma abbiamo usato questo sistema con il gruppo di acquisto per i pannelli fotovoltaici e ha funzionato.
Abbiamo incassato una vittoria notevole riuscendo a trovare 3 banche disposte a finanziarci gli impianti di pannelli solari, come volevamo noi. Non si spende un euro per installare l'impianto e dal giorno dopo inizi a incassare un quarto del valore della tua elettricità mentre ripaghi con il resto della corrente prodotta il finanziamento iniziale.
Sembrava che chiedessimo l'impossibile pressurizzato: le banche offrivano solo un finanziamento che si ripagava, nella migliore delle ipotesi, con la totalità dei soldi prodotti dai pannelli solari. Il primo euro lo vedevi dopo 15 anni!!! (In pratica noi chiedevamo di ammortizzare l'impianto  in 20 anni anziché in 15)
Ma quando abbiamo raggiunto gli 800 aderenti magicamente ci hanno offerto esattamente quello che chiedevamo (ora abbiamo superato le 900 adesioni). Stiamo lavorando per valutare le questione tecniche, vi faremo sapere a giorni i termini dell’eventuale accordo.

Allora: ti interessa?
Se vuoi aderire a questo gruppo d'acquisto, ovviamente senza alcun impegno, scrivi a risparmio@alcatraz.it
Specificando nome e cognome, città, professione.
E quale investimento ti interessa:

- Solo Tfr
- Solo risparmio normale
- Tfr e risparmio normale.

Anche in questo caso racconteremo in modo trasparente quel che succede, sviluppando il dibattito per correggere errori, farci venire idee, prendere decisioni.
Il dibattito si svilupperà nello spazio dei commenti di questo post . Non inviare mail per i commenti!


Commenti

L'idea mi aggrada ..sottoscrivo e mando i dati :)

Pero'...affidarsi cosi' alle banche...(ricordando che chi fece il patatrak Parmalat furono le banche -furono loro a vendere i junk bond ai poveri cristi- ancor prima di Parmalat stessa)
A patto che non fossero banche di cui si sa vita morte e miracoli, tipo la Banca etica...o le stesse banche tedesche che producono questo tipo di fondi.
Comunque a me la cosa interessa!

Non riesco a capire bene se parlare di una "proposta fatta dai sindacalisti" indica che stiamo parlando dei fondi negoziali (ossia "chiusi"), o dei fondi "aperti". Tutto il discorso fatto sulle banche, mi indurrebbe a pensare che stiamo parlando di fondi "aperti", mentre il fatto che siano stati nominati dei sindacalisti, mi indurrebbe a pensare che la contrattazione con le banche/gestori finanziari la facciano i sindacati (e che quindi stiamo parlando di fondi "chiusi").
Attualmente, da cosa sono riuscita a capire io nel casino delle informazioni sulla destinazione del TFR, ai lavoratori dipendenti "conviene" destinare il proprio TFR ad un fondo negoziale così si ha almeno il "vantaggio" (lo metto fra virgolette perchè credo che sia difficile parlare di vantaggio quando ti costringono ad integrare una pensione che nessuno ti vuol più garantire, ma che tu stai garantendo ad altri), dicevo, ci dovrebbe essere il "vantaggio" di obbligare anche il proprio datore di lavoro a destinare l'1,2 % dello stipendio alla propria previdenza integrativa. Inoltre, con i fondi negoziali, si ottengono, a lungo andare, aliquote di tassazione più basse, per cui convengono maggiormente.
Se si parla invece di fondi "aperti", che sono gestiti direttamente da banche, assicurazioni, operatori finanziari di vario genere, il datore di lavoro non deve versare nulla, e quindi (a meno che uno non sia intenzionato a rischiare il proprio TFR perchè ha la speculazione finanziaria nel sangue) risultano meno convenienti/sicuri per i lavoratori dipendenti.
Io ho provato a chiedere al mio sindacato di settore (cgil telecomunicazioni) a chi avrebbero affidato la gestione di tutti i soldi che sarebbero arrivati a breve. Mi hanno risposto che si appoggeranno a più gestori (che nel caso del fondo negoziale di questo settore sono: Fineco, Axa, Ras e Pioneer) per differenziare il piu` possibile le eventuali perdite/rendite. Non mi hanno però detto nulla sul fatto che siano stati messi dei vincoli a questi gestori per obbligarli ad investire magari su iniziative come quella qui proposta, o, viceversa, per evitare di finanziare la vendita di armi o attivita` inquinanti.
Io aderirei molto volentieri al finanziamento di fonti di energia rinnovabili, il problema è che, in questo momento, le scelte che ho a disposizione sono: A) mettere il mio TFR nel fondo INPS che verrà utilizzato per le grandi opere (almeno darò un ulteriore contributo a farmi costruire la TAV sotto il sedere e a crepare grazie all'amianto estratto!); B)dare il mio TFR ad un fondo negoziale gestito dai sindacati che però (facendo sostanzialmente da intermediari) non mi sanno dire come gestiranno i miei soldi i gestori finanziari a cui loro si appoggeranno; C)metterlo in un fondo "aperto" in cui (magari la banca si impegna anche a finanziare le fonti di energia rinnovabili) ma io ci rimetto perchè il mio datore di lavoro non mi versa una quota dello stipendio nel fondo!
In qualsiasi modo io la giri, purtroppo temo di prendermela sempre in quel posto...se ci fosse il modo di far sì che, almeno i fondi negoziali, essendoci i sindacati di mezzo, permettessero di agevolare il finanziamento di attività ecologiche, obbligando i gestori a dar soldi per la promozione di questo tipo di attività, sarebbe l'unica soluzione che sarei convinta a sottoscrivere!

fiorenza